Rai. Insulti omofobici in diretta. La lettera di Arcigay alla commissione di vigilanza

  

Lettera aperta alla Commissione di Vigilanza RAI

Al presidente della RAI,
Al presidente della commissione di vigilanza RAI,
Ai componenti della Commissione parlamentare di vigilanza RAI,

Il 31 gennaio scorso, durante il day time della trasmissione l’Isola dei Famosi, Mariano Apicella ha espresso un volgare epiteto in diretta, palesemente e intenzionalmente omofobo, rivolgendosi a Cristiano Malgioglio. L’offesa, un po’ come i tagli ai baci gay che ha subito sulle reti pubbliche il film “I segreti di Brokeback Mountain”, ci colpisce direttamente, e ferisce le nostre famiglie, i nostri colleghi e i nostri amici, e ci costringe ad una denuncia pubblica e a una severa riflessione.

Auspichiamo che Cristiano Malgioglio intenda perseguire tutti i percorsi opportuni a tutelare la sua immagine e dignità, e in tal caso ci vedrà certamente schierati al suo fianco.

Il punto centrale è però un altro: non è mai ammissibile che l’identità delle persone lesbiche, gay, bisessuali o transessuali sia utilizzata in funzione di oltraggio, scherno, disprezzo, discriminazione, così come non lo è per gli ebrei, per le persone di colore, per le donne o per i diversamente abili.

In Italia è in vigore l’articolo 3 della Costituzione e l’articolo 21 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione. Sulla base di questi articoli e, proprio perché la prima fonte di ingiustizia e discriminazione è il linguaggio, richiamiamo tutti i personaggi pubblici e gli operatori dei media all’enormità della loro responsabilità nella costruzione di una società giusta, democratica e rispettosa di tutti.

L’epiteto di Mariano Apicella assume maggior gravità proprio perché espresso in una trasmissione della televisione pubblica per la quale tutti, eterosessuali, omosessuali e transessuali, paghiamo doverosamente il canone. E per cosa poi? Per riceverne disprezzo. E’ possibile insultare la dignità di milioni di utenti omosessuali senza colpo ferire?

Invochiamo un durissimo intervento di censura della Presidenza dell’Azienda e della Commissione di vigilanza nei confronti del sig. Apicella. Chiediamo poi che l’Azienda assuma una posizione chiara nel contrasto alle discriminazioni omofobiche e transfobiche e nella promozione di un servizio pubblico rispettoso di tutti, anche attraverso una narrazione finalmente reale della vita, degli affetti e dei progetti delle persone e delle coppie omosessuali.

Auspichiamo infine, come valutazione assolutamente generale ed avulsa dal caso concreto, una maggiore qualità dei programmi che vedono coinvolti personaggi della comunità omosessuale e transessuale e la capacità di esponenti autorevoli della stessa di non partecipare a programmi che siano costruiti con finalità rissose e “spettacolari”, utili solo a una facile ma mortificante audience.

Roma, 3 febbraio 2012

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay


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