Arcigay: la festa della famiglia non sia motivo di diffusione di odio
E’ con una nota di apprensione che le famiglie di omosessuali e lesbiche attendono la chiusura del VII incontro mondiale sulla famiglia a Milano alla presenza del papa.
Sono conosciuti a tutti infatti le perplessità, i veti, e i distinguo che questa gerarchia romano cattolica esprime sulla piena realizzazione della parità tra famiglie eterosessuali e omosessuali. E già alla vigilia dell’appuntamento, e da qui la nota di apprensione, abbiamo potuto ascoltare Monsignor Ravasi definire “sconcertanti”, “nuovi fenomeni socio-culturali” come i progressi della fecondazione assistita o “la coppia omosessuale e le relative adozioni”. Oggi “Avvenire” definisce “arrogante” la scelta del sindaco di Milano Pisapia di offrire anche ai cittadini omosessuali in un timido registro delle unioni. Per parte sua un presidente di Regione in difficoltà come Roberto Formigoni, dimentica che nel ruolo rappresenta tutti i cittadini e dichiara “Di famiglia ne conosco una sola, fatta da un uomo, una donna e dei bambini. Altre non ne conosco”.
Per parte nostra non ci presteremo, con tutto il rispetto, a fare da capro espiatorio per la presunta crisi della famiglia declinata al singolare e nemmeno faremo da tiro al bersaglio per il VII incontro mondiale sulla famiglia. I nostri affetti, lasciati alle porte di questo incontro, non meritano né dileggio, né esclusione né facile demagogia. Proprio per questo auspichiamo da parte di tutti e tutte un maggior senso civico: le famiglie omosessuali ci sono, si amano e contribuiscono esattamente come tutte le altre famiglie a costruire il futuro del Paese e meritano rispetto.
Auspichiamo infine che l’incontro sia un’occasione per la Chiesa per indagare quanto la brama di potere che trapela da notizie e inchieste diffuse qesti giorni rischi di allontanarla sempre di più dalla vita delle persone e quanto il negare la vita delle persone rischi di consegnarla sempre di più ai giochi di potere.
Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay
(Foto:Kancelaria Prezydenta RP)






Oltre un milione di persone strette affettuosamente attorno al Santo Padre sono la miglior risposta ai vostri commenti acidi e prevenuti e a tutte le lobby che stanno cercando per fortuna senza successo di infangare la Chiesa Cattolica e i suoi Valori. Anch’io ho amici gay, alcuni hanno fatto un percorso serio e ora sono sposati con una donna e hanno anche dei figli, altri sono rimasti gay ma vivono con una dignità splendida, senza auto-emarginarsi con quelle pagliacciate tipo i gay pride.. L’omosessualità non è la normalità.
Tra le cose piu’ indecenti, secondo me, della presa di posizione della chiesa cattolica e dei suoi sostenitori e’ la completa incoerenza di quello che dicono, che varia a seconda di chi li ascolta. In Inghilterra, dove vivo, avendo ottenuto la civil partnership circa cinque anni e mezzo fa’, ci siamo apprestando ad ottenere il vero e proprio matrimonio omosessuale. La chiesa cattolica si scaglio’ aspramente contro le civil partnership, ma ora, vedendo che le civil partnership fioriscono e sono accettate, vedeono che l’ostacolo seguente alle loro idee reazionarie e’ il matrimonio vero e proprio, quindi hanno cambiato musica. Adesso le civil partnership vanno bene – perche’ tanto e’ pacifico che sono ottime socialmente e grandemente apprezzate – pero’ il matrimonio no. In Italia invece, dicono che nemmeno le civil partnership vanno bene, perche’ sono abituati a ingerirsi continuamente nelle decisioni che riguardano lo stato laico e a sputare le loro sporche sentenze. Quando ci hanno tentato qui, il primo ministro li ha respinti duramente dicendo che lo stato si occupa e provvede a tutti i cittadini, e queste decisioni non spettano alla chiesa. Sfortunatamente, Monti e’ piu’ primo ministro dello stato pontificio che della Repubblica Italiana, visto che applaude in prima fila a queste petulanti interferenze. La chiesa cattolica e’ arrivata perfino a far leggere una lettera contro i matrimoni gay nelle scuole cattoliche, ed e’ stata svergognata pubblicamente perche’ certi atti sono palesemente contro la legge.
ieri ho lasciato un commento….non era nè offensivo nè violento, semplicemente esprimeva il mio pensiero motivato e ragionato sull’omosessualità ma è diverso dalle vostre convinzioni….naturalmente, democraticamente, non è stato mostrato….ogni commento è superfluo Giusy