…e i regali? Strenne natalizie dalla Fiera della Piccola e Media Editoria di Roma

  

Si avvicina Natale. Dunque, è tempo di regali. Di corse convulse per le strade, tra i negozi, fendendo la folla alla ricerca del regalo perfetto. Della novità assoluta. E, ovviamente, del gay gift di ultimissima produzione.

Qualche settimana fa, curiosando tra gli stand della Fiera della Piccola e Media Editoria di Roma, Più Libri, Più Liberi, abbiamo intercettato alcuni titoli “freschi di stampa” che, senza dubbio, le vostre amiche e i vostri amici lgbt (e non solo) sarebbero felici di ricevere in dono. E quale occasione migliore del Natale (o della Befana, perché no?) per regalarglieli?

Inizierei da un romanzo di grande attualità ambientato nella drammatica realtà delle megalopoli mediorientali, ULTIMO GIRO AL GUAPA di Saleem Haddad (edizioni e/o), storia del giovane gay Rasa e delle atrocità inflitte dal fondamentalismo islamico alle persone lgbt. I sentimenti e le emozioni conflittuali dei personaggi, che si mescolano ai complessi rapporti di relazione del Mondo Arabo, sono tutte racchiuse nelle parole che Taymour dice, una mattina, al risveglio, al suo amato Rasa: Per molto tempo il mondo mi è sembrato un deserto. Nulla di quello che facevo mi dava gioia. Mi ero rassegnato a vivere così, come se fossi morto. Ma poi tutto è cambiato. La sera in cui ci siamo incontrati. È stata la più importnte della mia vita. Tu mi hai insegnato a provare sentimenti…Adesso non so se ti amo o ti odio per questo.

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E, a proposito di omosessualità costretta al silenzio, e di identità negate, un libro importantissimo, ristampato da poco con una significativa introduzione iniziale rispetto alla precedente edizione, è CARAVAGGIO, ICONA GAY di Placido Seminara Battiato di Lampedusa (Iacobelli), un volume che scioglie in maniera ineccepibile diversi grumi tematici relativi alla sessualità e all’affettività del nostro grande pittore partendo dall’osservazione attenta e dalla contestualizzazione necessaria delle opere di Caravaggio. Una risposta netta e senza appello ai tanti storici dell’arte, alcuni di gran fama, che hanno attribuito a Caravaggio relazioni eterosessuali senza alcun fondamento, censurando e facendo sparire al contempo pitture murali e tele d’argomento sodomitico pur di negare ipocritamente l’omosessualità del grande maestro della pittura italiana. Placido Seminara risponde a questi tristi “censori” dell’arte e della vita con la sua puntuale operazione filologica per lasciare agli omosessuali di domani la loro storia, come i loro modelli, e i loro eroi. Perché la verità non può che liberarci.

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Volendo restare nel campo dei miti e delle icone, ci imbattiamo nella recentissima pubblicazione delle Edizioni La Conchiglia di Capri: I MISTERI DI VILLA LYSIS – TESTAMENTO E MORTE DI JACQUES FERSEN di Fausto Esposito, magistrato di Cassazione che ha studiato alcuni documenti inediti relativi al nobile dandy omosessuale reso celebre dal romanzo L’ESULE DI CAPRI di Jacques Peyrefitte. A partire proprio dalla lettura del suo testamento, Fausto Esposito sottolinea come Fersen abbia lasciato tutti i beni capresi, tutto il denaro liquido e tutte le azioni prontamente realizzabili al bellissimo modello italiano Nino Cesarini, la cui presenza a Villa Lysis, insieme ad un altro giovanetto, proprio la notte in cui Fersen morì per overdose di cocaina, sollecitò all’epoca una celebre indagine penale. In realtà, il giudice istruttore escluse, almeno formalmente, l’ipotesi dell’omicidio ordito dall’amante ed erede Nino Cesarini, lasciando invece il dubbio sulla natura del decesso, cioè se si fosse stato di un collasso accidentale o di un suicidio premeditato da Jacques per “punire” l’amore ormai inaridito o per fugare un insopportabile stato d’angoscia.

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Parlando d’inchieste e di morti sospette, un libro davvero interessante è ACCADDE ALL’IDROSCALOL’ULTIMA NOTTE DI PIER PAOLO PASOLINI di Fabio Sanvitale e Armando Palmegiani (Sovera Edizioni) con una prefazione di Federica Sciarelli. L’inchiesta di Sanvitale e Palmegiani, ricca di documenti e indizi inediti, fornisce un nuovo movente per l’omicidio, nuove piste e nuove coincidenze, nuovi sospetti e nuove riflessioni. E ci proietta, a quarantuno anni da quella tragica notte, all’interno di uno dei casi più drammatici del nostro Novecento. I capitoli del libro portano ciascuno il nome di una zona significativa per la ricostruzione dell’omicidio. Sullo sfondo, del resto, c’è Roma. Un gigante di marmo e tapparelle abbassate. Troppo lontana e troppo indifferente per proteggere il grande poeta.

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Il nuovo romanzo di Stefano Paolo Giussani, FARÀ NEBBIA (Robin Edizioni), ci viene presentato sin dall’inizio come un Romanzo Partigiano poiché la Resistenza è al centro della narrazione e la storia si svolge nel Nord Italia durante la seconda guerra mondiale, in un clima culturale, politico e sociale decisamente omofobico. I protagonisti sono Ervé che, prima fascista, si unisce poi ai gruppi partigiani e Sebastiano, scultore omosessuale e membro di un cenacolo di artisti gay. La nebbia, probabilmente, non è solo quella che ricopre in banchi fitti le terre padane, ma è anche la nebbia della ragione, della coscienza e della consapevolezza. La nebbia che si abbatte sulla strada di chi non riesce a vivere e a viversi in maniera autentica e serena. Farà nebbia, e più la nebbia è fitta e meno capisci se la strada è quella giusta. Se serve cambiare aria, ascolta quello che viene da dentro e cambiala senza pensarci troppo sopra. Devi scegliere tu i tuoi desideri ragazzo. Con queste parole un sacerdote ricorda ad Ervé l’importanza della scelta e del cambiamento e soprattutto ricorda ai lettori che, nonostante la nebbia, qualsiasi tipo di nebbia, bisogna dar sempre retta a quel che c’è nel cuore.

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Fuori da qualsiasi nebbia delle convenzioni sociali e degli stereotipi ci conduce, invece, il romanzo di Ferran Torrent, WHISKY E CHICCHI DI CAFFÈ (Gran Via Editore). Ferran Torrent è uno dei più popolari e prolifici narratori catalani contemporanei e in questo romanzo, dichiaratamente autobiografico, ambientato a Valencia negli anni Sessanta, ci racconta la storia di un’educazione familiare e sentimentale decisamente sui generis e di uno zio omosessuale, Ramonet, altruista e taciturno, un ragazzone virile che attendeva il mercoledì per vivere la propria omosessualità, di nascosto, per poche ore, in una società spagnola ancora repressiva, franchista e bigotta. La storia di Ramonet è, in qualche modo, la storia di tante donne e di tanti uomini che hanno dovuto vivere, o ancora vivono, il proprio amore e il proprio desiderio di nascosto, come una colpa o una vergogna, perché ritenuti immorali da società che hanno disprezzato o continuano a disprezzare gli omosessuali. Per Ramonet, l’appuntamento del mercoledì non era quello di un amante che attende impaziente che arrivi l’ora concordata, bensì una sorta d’incontro segnato dal conto alla rovescia di una felicità fugace.

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Questa capacità di fondere narrazione particolare e testimonianza universale è dote peculiare del lavoro letterario di un grande intellettuale italiano, Franco Buffoni, che nel suo ultimo libro, IL RACCONTO DELLO SGUARDO ACCESO (Marcos Y Marcos) consegna al lettore una serie di tessere narrative che non sono solo il risultato di perlustrazioni sentimentali, geografiche, professionali e sociali dell’autore, quanto una vera e propria lezione di vita. Di come la vita può e deve essere affrontata. Di come la vita può e deve essere osservata. Di come la vita può e deve essere amata. Pagine importanti sono quelle che anche Buffoni dedica all’omicidio di Pier Paolo Pasolini. Pagine importanti non solo perché fissano l’omicidio di Pasolini nell’ambito dell’assassinio politico, che l’omofobia ha reso più cruento e “mascherato”, ma perché raccontano dell’enorme inganno che per anni ha celato la verità anche agli sguardi più attenti e illuminati. Tra i “racconti” che ci restituisce Buffoni, ricordiamo quello in cui il poeta ripercorre le prime tappe della propagazione del contagio da HIV, agli inizi degli anni ottanta, tra sgomenti personali, reazioni sociali e diffusa idiozia italiota, quella che – per intenderci – suggerì al ministro democristiano Carlo Donat Cattin di dichiarare che l’Aids capitava “a chi se lo va a cercare”.

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A proposito di AIDS, dobbiamo assolutamente segnalare ADDIO RAGAZZO DI LUCE di Padre Jan van Kilsdonk s.j. (Armando Editore), un libro che racconta il rapporto molto particolare di un sacerdote olandese con il mondo LGBT negli anni in cui la società fu improvvisamente sconvolta dalla diffusione dell’AIDS, fornendo una chiave inedita d’approccio alle urgenze delle persone omosessuali. D’altronde, la rilevanza di questo libro è confortata dal fatto che promotore della pubblicazione e della diffusione del testo è l’Eurispes che, nell’attuale fase contraddittoria della nostra storia, ha ritenuto questo testo funzionale a promuovere l’etica della solidarietà e della conoscenza. Il libro riporta trentuno discorsi del sacerdote olandese, morto nel 2008; sono discorsi pronunciati in occasione dei funerali di alcuni giovani omosessuali morti di AIDS, tra anni Ottanta e anni Novanta, cioè quando la malattia era nel pieno della sua violenza pandemica. E mentre la Chiesa stigmatizzava gli omosessuali come “portatori” della malattia, definendo addirittura l’AIDS una sorta di punizione divina per i “peccatori”, Van Kilsdonk respingeva esplicitamente queste assurdità, confortava quotidianamente chi era malato e aiutava gli stessi omosessuali, che vivevano con vergogna la propria condizione, a liberarsi dell’inutile e doloroso fardello di disprezzo che avevano interiorizzato dalla società.

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Restiamo in un clima “teologico” e non convenzionale con il libro di Teresa Forcades, SIAMO TUTTI DIVERSI! (Castelvecchi). Teresa Forcades è una suora e una teologa “rivoluzionaria” che sostiene con convinzione le istanze della comunità LGBT, spiega con puntualità d’informazione perché il matrimonio omosessuale è un sacramento e non è in contraddizione con la parola di Dio e si dichiara totalmente d’accordo all’adozione da parte di coppie omogenitoriali. L’excursus del libro, seguendo l’originale interpretazione teologica del concetto queer, pone In filigrana, attraverso il flusso di una vita d’eccezione, una domanda spiazzante: cosa significa essere una teologa femminista nel XXI secolo?

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Infine, qualche consiglio più marcatamente saggistico.

Iniziamo con GENITORI G.A.Y.GOOD AS YOU di Sara Kay (Tempesta editore), libro che prende le mosse dal blog in cui la giovanissima Sara Kay appuntava le proprie riflessioni sulle realtà omogenitoriali. Il libro, invece, ha una struttura più sistematica e intende osservare in maniera specifica l’omogenitorialità da tre punti di vista: quello degli psicologi, quello dei genitori e quello degli avvocati. Insomma, una trattazione corale e dettagliata, in cui si dà voce perfino ai detrattori,  per arrivare ad una conclusione incontrovertibile: i figli cresciuti da genitori omosessuali sono uguali in tutto e per tutto ai figli degli eterosessuali, tanto etero o gay, i genitori sbagliano sempre qualcosa ma sono errori fisiologici del proprio “ruolo” a prescindere dall’orientamento.

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Altro saggio che ha focalizzato la nostra attenzione è PORNOCULTURA di Claudia Attimonelli e Vincenzo Susca (mimesis), sociologi che hanno attraversato il territorio brulicante della varia fenomenologia legata alla pornografia e all’erotismo, da YouPorn a Grindr, dal proliferare dei locali con dark room alle fucking machine, per comprendere origini, genealogia ed effetti di questa scena convulsa. Giunta al suo stadio apicale, la società dei consumi sfoggia ormai senza indugi la sua neanche tanto occulta struttura motrice pornoerotica – ci spiegano Attimonelli e Susca – La pornocultura si è fatta spazio. Se è vero che le reti senza fili, le memorie senza fili, i telefoni senza fili e gli altri dispositivi del cloud computing stanno progressivamente intessendo di trame simboliche, affettive e oniriche il territorio fisico, modificando le forme comunicative dell’abitare in geografie del vissuto, è altrettanto evidente che queste forme sono innanzitutto sensibili e sensuali.

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Infine, un saggio davvero “rivoluzionario” e proteso verso paradigmi affettivi e relazionali futuri, PIÙ DI DUE di Franklin Veaux e Eve Rickert (Odoya), una guida pratica al poliamore etico. Si tratta di un vero e proprio manuale 2.0 sul poliamore che spiega come poter avere più partner senza gelosie e senza menzogne, sia dal punto di vista pratico che psicologico. D’altronde, negli ultimi anni tante persone hanno scoperto il poliamore come un’opzione legittima e auspicabile per condurre le proprie relazioni e questo libro ci racconta un po’ di storie e ci prospetta un po’ di soluzioni, senza pregiudizi e senza voler convincere nessuno. Gli autori vogliono solo provare a farci superare le nostre insicurezze, costruendo una way of life in grado di esprimere appieno la nostra personalità, nel rispetto di noi stessi.

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                                                                                                          (Claudio Finelli)


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