Arcigay: Matrimonio gay. In Italia si rompe il fronte dei “no”

  

Con la conferma del “sì” al matrimonio gay di Antonio Di Pietro, rilanciata dall’“Espresso”, e anticipata nei giorni scorsi da Franco Grillini, responsabile diritti civili dell’IdV, l’IdV è il primo partito italiano a esprimersi a favore del matrimonio gay.

E il “sì” dell’IdV, esattamente come quello del presidente degli Stati uniti Barack Obama, del nuovo presidente francese François Hollande, del primo ministro inglese David Cameron, di Raul Castro, favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso stando alle dichiarazioni della figlia Mariela Castro, si inserisce in una rivoluzione culturale che afferma senza ambiguità il valore sociale degli affetti tra persone dello stesso sesso e della totale uguaglianza nei diritti e doveri tra eterosessuali e omosessuali.

E così, finalmente anche in Italia, il fronte monolitico dei “no” e dei “ni” al matrimonio tra persone dello stesso sesso è franato e, di qui in avanti, i “no” al matrimonio gay saranno la rappresentazione dell’incapacità di una forza politica di interpretare la nostra Costituzione, il futuro, il cambiamento, l’umanità, la civiltà e la democrazia. I “no” al matrimonio tra persone dello stesso sesso saranno un “no” alla laicità, un “no” al futuro, un “no” all’”Europa” e un “no” all’Occidente.

Da questo punto di vista i tentennamenti delle altre forze politiche e, ancora una volta del Pd, attraverso le parole del suo leader Bersani, che nei giorni scorsi ha detto l’ennesimo “no” al “matrimonio gay” e un vago “sì” alle unioni civili, sono motivo di profonda delusione e rischiano di allontanare definitivamente la sinistra italiana dalla socialdemocrazia europea e di consolidare una grave distanza del Paese dall’Unione.

Oggi tutte le forze politiche, da destra a sinistra, hanno l’occasione storica di riallineare l’Italia al mondo che vuole crescere nella democrazia anche attraverso i diritti delle persone lgbt e delle coppie dello stesso sesso.

Il Pd, maggior partito della sinistra che si propone come alternativa di governo, non può ignorare che l’eguaglianza non ha via di mezzo, o c’è o non c’è, e che il diritto al matrimonio civile di tutti i cittadini del nostro Paese, senza distinzioni, sostanzia un diritto umano fondamentale.

Coraggio Bersani : il Paese deve cambiare se vuole uscire dal tunnel della crisi, e lei crede che questo possa accadere chiudendo gli occhi e voltando altrove lo sguardo, lontano dai diritti delle persone omosessuali e transessuali? E’ così terribile per la sinistra italiana provare ad assomigliare ai partiti progressisti che stanno vincendo le elezioni nei maggiori paesi europei?

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

(Nella fotografia: Pier Luigi Bersani. GFoto Gianfranco Galvano Wikicommons)


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