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Bossi lasci stare la legge contro l’omofobia e si dedichi alla pesca.

Oggi l’on.le Bossi ha deciso di regalarci il colpo di clava della domenica : “Meno male, non è passata l’aggravante dell’omofobia. Tutti sperano di avere figli che stanno dalla parte giusta, questo è un augurio che facciamo a tutti, non era giusto aumentare le pene per quelli che si sentono anche un pò disturbati da certe manifestazioni, persone normali che a volte si lasciano scappare qualche parola in senso anche bonario”.

Le parole confermano l’oramai nota aspirazione del Senatur di mantenersi il diritto all’insulto, ma ne svelano ancora di più la greve inconsistenza umana e politica.
A Bossi infatti sfugge che se la legge contro l’omofobia è per lui un problema e se ha tanto bisogno di preservare il diritto all’insulto, alla discriminazione, alla volgarità, evidentemente a lui, alla Lega e ai suo degni “compari” non è rimasto davvero nulla per fare politica seriamente e nel rispetto autentico dei cittadini.
Il diritto all’insulto è un’aberrazione che restituiamo al mittente. Bossi pensi alle trote e si dedichi alla pesca: se la sua politica è tutta lì, una sua lunghissima vacanza gioverà a lui, alle trote ed al bene al Paese.

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

Commenti

3 commenti in “Bossi lasci stare la legge contro l’omofobia e si dedichi alla pesca.”
  1. GIAMPIETRIO scrive:

    E’ un insulto bello e’ buono quello dell’onerevole! che sottolinea la grave situazione in Italia non solo dell’omofobia considerata da lui quasi una malattia ma una descriminazione bella e’ buona che in un paese moderato ed europeo come il nostro non deve e non deve essere nemmeno mensionato anzi evidenziato e portato avanti su tutti i livelli sociali dal lavoro alla scuola alla societa’ ..tutto cio in altri paesi europei non esiste e’ gia superato dal un bel po’ con leggi sulla desciminazione e omofobia ..L’onorevole farebbe bene a prendersi una laurea invece di commentare sciocchezze come quello che viene pubbilcato in questi giorni sui giornali..essere gay, bianco , nero o di altre religioni non e’ una malattia ma e’ la definizione di persona umana nata e definita in un mondo che vive e si confronta in una societa’ complessa che soffre in questi casi e va aiutata con leggi adeguate e portata allo stesso livello di altri che hanno gia superato questo ostacolo che come Bossi mensiona e’ puramente discriminatorio.

  2. massimo scrive:

    Non egregio signor Bossi, qui non si tratta di “qualche parola in senso anche bonario” qui si tratta di pestaggi.

  3. sandy scrive:

    Cari gay.
    L’omofobia la alimentate voi con i vostri stupidi gruppi e le vostre stupide manifestazioni culturali, che di culturale hanno soltanto lo scopo di pericolosi incontri di sesso. Poco più, vengono menzionati temi quali il rispetto dell’omosessualità. Ogni eccesso storpia. Se il mondo gay vuole essere accettato, ha un solo percorso utile da prendere, la discrezione ed il buon gusto; non le merdate da strada e da pride oppure i locali da lingue in bocca e sodomizzazioni a portata. Più i gay tentano di esibirsi e riunirsi, più si ghettizzano. Se non l’hanno ancora capito, è ora che si sveglino. Nessuno li discrimina, possono lavorare e fare sesso con chi vogliono, basta che non rompano le palle politicamente, facendosi comprare da un debosciato come Vendola e altri del suo stampo.
    I gay non credano d’avere una normale sessualità. Il maschio e la femmina che copulano sono naturali e procreano, due maschi o due femmine, no. Sono liberi, e lo sono, di fare sesso e di innamorarsi di chi meglio credono, ma rimangono persone che hanno un problema psicologico che si riflette nella loro vita sessuale.

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