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CSM, no a nomine confessionali

Michele Vietti

Facciamo appello ai politici italiani perché, nelle votazioni in corso sugli otto membri laici al Consiglio superiore della Magistratura, scelgano chi possa dare realmente garanzia di lavorare laicamente.  

E l’operato confessionale di Michele Vietti, dell’UDC, nella rosa degli eleggibili, non offre a nostro parere alcuna garanzia in questo senso e rappresenta un pericolo per la tenuta della laicità delle Istituzioni.

Non possiamo infatti dimenticare il suo immorale affossamento, con una pregiudiziale di incostituzionalità, della legge di contrasto all’omofobia e alla violenza contro i gay dell’onorevole Paolo Concia del Pd o una sua mozione contro i Pacs e a sostegno della “famiglia naturale” del gennaio 2007. Ancora Vietti ha dato sfoggio di veemente contrarietà ad una manifestazioni democratica come il Pride di Torino del 2006 e bacchettato Rosy Bindi, colpevole di “conversione al contrario” per il suo sostegno ai Pacs.

Vogliamo che sia chiara all’opinione pubblica italiana e a quella europea che l’Italia si trova esposta, ancora una volta, al pericolo di deriva confessionale.

In Europa Buttiglione non era stato nominato proprio per la sua ostentato atteggiamento, negli atti politici e nelle dichiarazioni, discriminatorio verso la minoranza gay, lesbica e transessuale. L’eventuale nomina di Vietti, sarebbe un offesa a migliaia di  persone lesbiche gay e e transessuali, e una pericolosa ferita alla laicità delle Istituzioni.

Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay

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