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La prima volta di Palermo

Trent'anni dopo l'apertura a Palermo del primo circolo dell'Arcigay in Italia, il movimento che rivendica i diritti delle persone lgbt ha scelto proprio il capoluogo siciliano per rilanciare i temi del rispetto delle diversità con un corteo che ha sfilato per le strade della città.

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Nelle stesso momento, un altro corteo, con migliaia di partecipanti, ha invaso le strade di Torino, in una sorta di collegamento virtuale con cui l'Arcigay ha voluto anticipare il Pride nazionale in programma il 26 giugno a Napoli.

A Palermo 10 mila persone secondo l'Arcigay e il coordinamento Stop omofobia si sono radunate in piazza Magione, luogo simbolo del riscatto della città, legato al ricordo di Giovanni Falcone, il magistrato ucciso da Cosa nostra nella strage di Capaci del '92, che nacque e visse per un periodo proprio tra i vicoli di questo quartiere.

Dieci carri molto colorati e a ritmo di musica dance hanno attraversato alcune vie fino in piazza Verdi, davanti al teatro Massimo, dove un dibattito ha concluso le tante manifestazioni organizzate negli ultimi giorni per l'evento. In strada gay, lesbiche, transessuali ma anche tanti eterosessuali con i propri bambini.

Come vuole la tradizione, la piazza era molto colorata e sul carro che ha aperto il corteo due uomini, uno in abito da sposa, hanno simulato la celebrazione di un matrimonio. Madrina del Pride palermitano è stata l'ex parlamentare di Rifondazione comunista, Vladimir Luxuria.

"Alcuni amici quando hanno saputo che ero stata invitata a Palermo mi hanno raccomandata di stare attenta. Ma a cosa? Ho risposto - ha detto Luxuria - Io sono felice si essere oggi qui e non a Pontida, dove la gente in testa invece delle piume ha le corna". In abito lungo color fucsia e con un ombrellino arcobaleno per ripararsi dal sole, Luxuria è stata accolta dalla folla festante. "Questo Gay Pride - ha sostenuto - è l'occasione per rilanciare il dibattito sui diritti di gay, lesbiche e trans. Ma é anche una data storica, perché per la prima volta si tiene in una città importante come Palermo".

Sul tema dei diritti, secondo l'ex deputata, "in Italia abbiamo una destra retrograda, molto diversa da quella europea, non penso ci siano in questo momento margini per ottenere diritti, mentre il governo Prodi, è stata una grande occasione perduta, sono rimasta molto delusa dal centrosinistra".

Sulla scelta di piazza Magione per il raduno, luogo simbolo del riscatto contro la mafia e i suoi prefiudizi rispetto alla diversità, Luxuria ha osservato: "C'é un bacio tra uomini di cui bisogna vergognarsi ed è un bacio della morte, i baci di oggi, in questa piazza, non possono provocare indignazione anzi guardando questi giovani vien da dire: 'beati loro'".

Non sono mancate le polemiche. La sera del 18 giugno in città sono stati appesi striscioni e manifesti con la scritta 'coppie gay: no matrimoni ed adozioni'. Li ha fatti affiggere Giovane Italia, ex Azione Giovani, movimento giovanile del Pdl.

"La miglior risposta ai cartelli - ha detto Daniela Tomasino, componente della segreteria nazionale Arcigay e vicepresidente Arcigay Palermo - è stata data dal comune di Palermo guidato da una giunta di centrodestra, che ha consegnato al presidente nazionale di Arcigay Paolo Patané una targa intestata a Giorgio e Toni, due ragazzi uccisi dall'omofobia a Giarre trenta anni fa".

(fonte ansa.it)

La foto in questa pagina è di Antonio_xfox

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