La Bindi contestata alla festa Pd i gay le lanciano riso e brillantini

  

di BEPPE PERSICHELLA

LA PRESIDENTE del Pd Rosy Bindi è stata contestata ieri sera alla festa del Pd da un gruppo di esponenti dell’Arcigay. La dirigente democratica è stata accolta al grido di “Viva tutti gli sposi” dai manifestanti che poi le hanno lanciato addosso riso e brillantini. «Non mi lamento mai, ma questa forma di protesta è controproducente » ha detto la Bindi. «Così luccicante non mi vedrete mai più» ha aggiunto dal palco per stemperare la tensione dopo la colorata
riso» ha detto rivolta ai cronisti. Proprio prima della contestazione la Bindi era intervenuta sulla questione invitando la comunità gay a chiedere conto al segretario Pierluigi Bersani della scelta fatta dal Pd sulle unioni civili. «È stata
accoglienza della comunità Lgbt bolognese. Nel giro di pochi secondo la Bindi si è ritrovata infatti completamente coperta di polvere grigia su viso e capelli. Era appena arrivata al Parco nord tra gli stand, diretta verso lo spazio delle donne del partito per un saluto, quando è partito il blitz della comunità Lgbt bolognese (Arcigay, Arcilesbica, Famiglie Arcobaleno e Agedo). Qualche attimo di tensione, poi è stata la stessa Bindi a scherzarci: «Almeno ho provato l’ebbrezza del lancio del
presa una decisione molto avanzata che farà fare un passo avanti molto importante nella vita del nostro partito» aveva dichiarato.
«Non è più tempo delle parole, bisogna passare ai fatti. I gesti sono più utili, solo così gli italiani
potranno capire l’esigenza di sentirci uguali agli altri» ha invece attaccato Emiliano Zaino, presidente del Cassero. A prendere le distanze dal lancio di riso e glitter il segretario provinciale del Pd Raffaele Donini, in difficoltà perché si attendeva anche lui una contestazione ma «meno invasiva » da parte dell’Arcigay. «Sono metodi controproducenti per la giusta valorizzazione dei diritti civili. Dobbiamo agire nel garbo e rispetto reciproco» ha concluso Donini. Tutto accade proprio nell’ultimo giorno della festa dell’Unità. Una edizione travagliata, iniziata con la speranza di superare i record di incassi dello scorso anno, inciampata prima nelle polemiche politiche sul pasticcio dell’invito a Matteo Renzi, e poi nei guai meteorologici causati da sei giorni di maltempo. Alla fine si chiude con un 3-4% di guadagni in meno rispetto al previsto. «La spesa pro capite è calata del 10% quest’anno, segno che la crisi si fa sentire» ha detto ieri l’organizzatore Lele Roveri. Per fortuna, aggiunge, «sono aumentate le presenze. «Nonostante il maltempo, abbiamo recuperato quasi tutto, quindi ora siamo sotto solo del 3-4% rispetto agli obiettivi. Contando sul fatto che quest’anno abbiamo speso meno per gli investimenti dovremmo per fortuna chiudere praticamente in pari, con circa 300mila euro di utile».


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