Esiste la violenza domestica nella coppia omosessuale?

  

facebookstopOgni giorno, purtroppo, leggiamo sui giornali fatti di cronaca riguardanti la violenza sulle donne e sul femminicidio. L’attenzione dei ricercatori, come dei media, si sposta spesso ad osservare le possibili cause della violenza di genere nelle coppie eterosessuali. Lo sguardo proiettato verso le coppie eterosessuali, porta a perdere consapevolezza che il 4-10% della popolazione è omosessuale. Allora è bene chiedersi: esiste la violenza domestica nelle coppie omosessuali?

Esiste la violenza domestica nella coppia omosessuale? Alcuni dati

È bene comprendere che i dati sulla violenza domestica nelle coppie omosessuali sono abbastanza scarni e molto spesso distorti per difetto. La difficoltà ad avere dati precisi su questo fenomeno è data da numerosi fattori. Tra gli elementi che portano le persone a non denunciare i casi di violenza vi è il timore dell’omofobia istituzionale che si può manifestare nella non accoglienza di tali richieste. È bene ricordare che vi è ancora un alone di omofobia sociale che permea le strutture pubbliche e le forze dell’ordine. Non è raro che una ragazza o un ragazzo vittima di violenza da parte della/del proprio partner abbia timore di denunciare ciò che subisce per paura di affrontare commenti inopportuni come: “siete entrambi donne/uomini, potevi rispondergli”.

Oggigiorno, il concetto di violenza è ancora strettamente collegato al sopruso fisico sminuendo e sottovalutando le altre forme di violenza: psicologica, verbale, economica. Se nelle coppie eterosessuali la violenza fisica di un uomo può essere riconosciuta in maniera netta a causa della  diversa fisicità, nelle coppie omosessuali i partner vengono percepiti come “pari”.

Un altro elemento che può inibire le persone omosessuali vittime di violenza è la percezione che la prevaricazione sia normale all’interno della coppia omosessuale. Questa convinzione è frutto, molto spesso, di un certo livello di omofobia interiorizzata (LINK) che fa vivere la relazione omosessuale come qualcosa di sbagliato e sporco.

Secondo il documento stilato dalla Intimate Partner Abuse and Relationship Violence Working Group dell’American Psychological Association (APA) gli uomini impegnati in una relazione omosessuale denunciano di essere state vittime di violenze il doppio rispetto a maschi impegnati in una relazione eterosessuale.

Secondo altre ricerche, il tasso di violenze nelle coppie gay può raggiungere apici del 50%.

I dati sulle coppie lesbiche sono ancora più scarni. Il gruppo di lavoro dell’APA le donne omosessuali denunciano meno casi di violenza rispetto alle donne impegnate in una relazione eterosessuale.

È possibile rintracciare le cause che portano alla violenza domestica? Studiosi, da tempo, indagano su quali possano essere le ragioni della violenza tra partner. Ad oggi, si sono rintracciati alcuni fattori che possono predisporre all’aggressività: basso livello culturale, abuso di alcol e sostanze, aver assistito a scene di violenza familiare, aver subito violenza durante l’infanzia. L’ultimo elemento può ricoprire un ruolo importante nel caso delle violenze all’interno delle coppie omosessuali. Non è da sottovalutare come i ragazzi e le ragazze omosessuali possano subire atti discriminatori e di violenza durante la loro infanzia. Aver vissuto queste esperienze può predisporre alla violenza in quanto modalità “utile” per esprimere la propria rabbia e risolvere  i conflitti.

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Gli effetti della violenza all’interno delle coppie omosessuali possono essere più nocive di quella nelle coppie eterosessuali.

Le società permeate da sentimenti omofobici, come nel caso dell’Italia, portano la comunità e l’individuo omosessuale a percepire un certo senso di alienazione e isolamento.

L’individuo vittima di abusi da parte del partner può scegliere di non denunciare tale situazione allo scopo di evitare un ulteriore isolamento.

La solitudine può manifestarsi può intensificarsi a causa di diversi fattori: la mancanza di strutture in grado di recepire la richiesta, la difficoltà a ricevere assistenza legale, ripercussioni sulla sfera lavorativa.

Ad oggi, la maggior parte dei Centri Anti-Violenza sono rivolti al pubblico femminile. Vi è ancora difficoltà a comprendere che la violenza non ha genere e che non si esprime solamente con aggressività fisica ma anche in maniere più subdole. Il ragazzo omosessuale che desidera chiedere aiuto per affrontare la situazione si trova a scontrarsi, ulteriormente, con una mancanza di strutture adeguate per comprendere e accogliere le sue richieste. Oltre al problema di trovare centri di aiuto, il ragazzo si trova ad affrontare i pregiudizi e l’ignoranza riguardo le dinamiche e le specificità delle coppie omosessuali. Il preconcetto che le coppie omosessuali siano coppie “pari”, porta molti operatori ad aver difficoltà nel comprendere come possa essere possibile la violenza. Gli ostacoli posti dal pregiudizio sono amplificati dalle complessità e dalla patologia che possono caratterizzare le relazioni sentimentali connotate da violenza.

Questa complessità può portare ad una difficoltà nel distinguere chiaramente l’abusato dall’abusante.

longform-original-25580-1457194608-4 (1)Esiste la violenza domestica nella coppia omosessuale? Possibili strategie d’intervento

La mancanza di conoscenza del fenomeno non lo fa scomparire. Esiste la violenza domestica nella coppia omosessuale ed è bene prenderne coscienza.

Il primo problema da affrontare è la mancanza di consapevolezza di cosa sia la violenza e, nello specifico, quella domestica. Aiutare le persone omosessuali a sconfiggere il muro di omertà di cui si sentono circondate può essere un primo passo per prendere coscienza del problema. La comprensione che la violenza non ha genere può permettere l’individuo omosessuale di chiedere aiuto.

Molto spesso le persone omosessuali vittime di abuso da parte del partner trovano sostegno negli amici. È auspicabile che si possano avere dei Centri con personale formato per accogliere questo genere di richiesta. Un ambiente adeguato e del personale formato possono essere un utile luogo di confronto e sfogo.

Ad oggi, gli unici punti di ascolto in cui le persone omosessuali possono esprimere le loro esigenze e i loro problemi sono le associazioni.

È frequente che le associazioni creino dei gruppi di confronto e condivisione. Questi ultimi possono divenire dei luoghi accoglienti dove esprimere le proprie paure, i propri dubbi e dove si può far comprendere cosa sia la violenza domestica.

A causa della latitanza delle Istituzioni, sono le associazioni a doversi/volersi far carico del problema della violenza domestica nelle coppie omosessuali: sensibilizzando, informando, intervenendo.

Vi ricordiamo che da quest’anno Arcigay Chieti ha attivato il servizio di Sportello di Accoglienza, Ascolto e Legale che si configura come un momento di incontro con la nostra comunità, sia essa LGBT+ che non. È aperto il secondo e ultimo giovedì del mese, quello Legale è aperto l’ultimo giovedì del mese. Per lo sportello legale è obbligatoria la prenotazione; per lo sportello Accoglienza e Ascolto non è obbligatoria la prenotazione ma gradita. Puoi richiedere un appuntamento alla nostra mail: chieti@arcigay.it o tramite la nostra pagina FB.

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Articolo scritto per Arcigay Chieti dal Dott. Angelo Collevecchio (Psicologo, psicoterapeuta, sessuologo, convenzionato con Arcigay)

Articolo tratto da https://arcigaychieti.wordpress.com/

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