Onda Pride, ultimo weekend di cortei. Si chiude a Udine e Gravellona la stagione dei 72 Pride.

  

Onda Pride, ultimo weekend di cortei. Si chiude a Udine e Gravellona la stagione dei 72 Pride. Piazzoni  (Arcigay): «Ma l'odio che continua a colpire la nostra comunità»

3 ottobre 2026 – Si chiude questo fine settimana la stagione dell'Onda Pride 2026, la grande mobilitazione nazionale a sostegno dei diritti delle persone LGBTQIA+ organizzata da Arcigay e dalle altre associazioni locali e nazionali. Oggi, sabato 3 ottobre, l’ Udine FVG Pride si ritrova alle 15 al Parco Moretti, per l'ultimo corteo in Friuli Venezia Giulia. Domani, domenica 4 ottobre, il Gravellona VCO Pride chiuderà ufficialmente l'edizione con il raduno alle 11 in via Alluvione. Due appuntamenti che concludono  un percorso iniziato lo scorso aprile a Sanremo.. Con i cortei di oggi e domani, l'Onda Pride 2026 raggiunge quota 72 manifestazioni in tutta Italia, confermandosi la più lunga e la più intensa di sempre. 

«Oggi chiudiamo la stagione dell'Onda Pride 2026 – dichiara Gabriele Piazzoni, segretario  generale di Arcigay -con un bilancio che parla da sé: 72 cortei, da Sanremo a Gravellona, da aprile a ottobre. La più lunga e la più intensa mobilitazione della nostra storia. Un risultato che dobbiamo a tutte le persone che hanno creduto in questo percorso, che hanno organizzato, partecipato, resistito. A loro va il nostro grazie. Ma non possiamo chiudere questa stagione senza guardare in faccia la realtà. Nelle ultime settimane, mentre noi marciavamo, l'Italia ha continuato a essere teatro di aggressioni omofobe. Tre pestaggi in pochi giorni a Bologna e tanti altri episodi analoghi in tutto il territorio nazionale. Non sono il frutto di qualche “mela marcia”, come vorrebbe raccontarci certa politica, sono la conseguenza diretta di una retorica che ha scatenato l'odio per fare campagna elettorale e poi non si assume la responsabilità delle conseguenze. Il governo Meloni, la destra, i partiti che soffiano sul fuoco della discriminazione con dichiarazioni contro le famiglie arcobaleno, con leggi contro l'educazione sessuale, con il rifiuto di una legge contro l'omotransfobia, hanno creato il terreno su cui queste violenze attecchiscono. Hanno legittimato il pregiudizio, lo hanno trasformato in discorso pubblico, lo hanno reso normale. E ora, quando le aggressioni si moltiplicano, si nascondono dietro il silenzio o le condanne di circostanza. L'Onda Pride 2026 si chiude oggi, ma la nostra lotta non si ferma. Continueremo a chiedere una legge contro l’omolesbobitransfobia, il matrimonio egualitario, il riconoscimento pieno delle famiglie arcobaleno, il rispetto per le persone transgender e non binarie. E tutte le volte che sarà necessario, continueremo a scendere in piazza», conclude Piazzoni.


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