Sarajevo, incidenti al 1° festival gay

  

SARAJEVO – In una città che vanta secoli di tolleranza, è incominciata con incidenti in cui almeno otto persone sono rimaste ferite, la ‘cinque giorni’ del primo ‘Queer Sarajevo Festival’, il festival degli omosessuali inaugurato il 24 settembre sera con tre mostre all’Accademia delle belle arti.

Qui si sono radunati un centinaio di manifestanti islamici estremisti, protestando contro l’evento che ha luogo proprio nel mese sacro del Ramadan.
La polizia, presente in forze, ha impedito ai manifestanti di entrare nell’Accademia, ma alla fine della serata alcuni gruppi di esagitati hanno seguito e aggredito nelle vie circostanti i partecipanti al festival, tra cui anche alcuni giornalisti.

Da quando era stata annunciata, la manifestazione era stata ampiamente criticata, e non solo dai musulmani, visto che in Bosnia, come nella maggior parte della regione balcanica, gli omosessuali sono decisamente malvisti.
Molti hanno criticato gli organizzatori per aver scelto un ”momento poco felice”, mentre per l’imam di Sarajevo, Ferid Dautovic, la manifestazione, fatta proprio in questo periodo, è una ”provocazione”. Dautovic aveva pero’ assicurato che la comunita’ islamica non ne avrebbe fatto uno scandalo.

Critico anche monsignor Ivo Tomasevic, il segretario generale della Conferenza episcopale bosniaca, secondo il quale ”non e’ giusto che un piccolo gruppo di persone si imponga come unità di misura alla maggioranza, tutti devono rispettare i sentimenti degli altri”.
Nel contempo, numerose sono state le personalita’ e le organizzazioni della societa’ civile che hanno dichiarato il loro appoggio al festival e che oggi hanno condannato le violenze, richiamandosi ai fondamentali diritti dell’uomo garantiti dalla Costituzione e chiedendo alle autorita’ giudiziarie di perseguire gli autori delle violenze.


Il festival si è aperto ieri 24 settembre con tre mostre
: una di sculture in metallo di Alma Selimovic, la seconda di opere di artisti provenienti da tutta l’ex Jugoslavia, la terza di ritratti fotografici di persone che si dichiarano ‘queer’ nei vari contesti, gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e altri gruppi definiti da questo termine. La manifestazione continuerà fino a domenica 28 con dibattiti, proiezioni cinematografiche e performance.


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