Comunicato stampa: OMOFOBIA IN PIENO CENTRO A PESCARA

  

🟥 COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO CON MAZÌ PESCARA 🟥

Apprendiamo con sconcerto e preoccupazione l’ennesimo atto omofobo avvenuto proprio a Pescara, nei giorni del primo Abruzzo Pride.
Nella notte tra giovedì 25 e venerdì 26 Giugno un ragazzo 25enne è stato brutalmente pestato a sangue da alcuni adolescenti in pieno centro a Pescara, tra cui una ragazza, come viene riportato dal quotidiano Il Centro in prima pagina, dopo essere stato visto passeggiare nei pressi della Nave di Cascella mano nella mano con il suo compagno.
Prima hanno iniziato ad offenderlo verbalmente, poi sono passati all’aggressione fisica, un pugno in pieno volto, in seguito al quale il ragazzo è caduto a terra, fortunatamente senza perdere conoscenza.
Sono seguiti altri pugni e calci, ricevuti anche da alcuni passanti intervenuti per bloccare la violenta aggressione.
Al giovane è stata riscontrata la frattura della mandibola ed è stato necessario un intervento chirurgico per ricostruirla.

Secondo quanto riportato dai giovani ragazzi e dalle testimonianza dei passanti, gli artefici della brutale aggressione omofoba sarebbero dei ragazzini giovanissimi e dallo spiccato accento pescarese.
Il 25enne è stato uno studente fuori sede dell’Università “G. d’Annunzio”, venuto a Pescara per incontrare il suo ragazzo, pescarese.

Il sindaco del capoluogo adriatico Carlo Masci descrive da diversi giorni Pescara come una città libera e aperta, eppure questa è la seconda volta in cui avviene un episodio omofobo, in una settimana, nella sua città, proprio durante la Pride Week del primo Abruzzo Pride.

A ciò vogliamo aggiungere tutte le offese verbali ricevute dai volontari e dalle volontarie dell’Arcigay Chieti e Mazì nell’apprestarsi a raggiungere il luogo del Flash Mob finale, ossia l’aerea della Madonnina del Porto, passeggiando lungomare.

Ai due ragazzi mandiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza.
Come associazioni Arcigay offriamo loro disponibilità a livello legale e psicologico rispondendo altresì all’appello lanciato dal ragazzo aggredito come Arcigay Chieti e Mazì – Pescara, affiliata Arcigay, le quali continueranno il loro operato costante nell’educazione al rispetto e all’accoglienza nonché nel contrasto all’omo-lesbo-bi-transfobia.
A Pescara c’è ancora molto lavoro da fare e purtroppo questo ennesimo triste ed inaccettabile caso lo dimostra.

Articolo tratto da https://arcigaychieti.wordpress.com/

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