Varese, lunedì 30 novembre approda in consiglio comunale odg a sostegno del DDL Zan contro omotransfobia, misoginia e abilismo. Arcigay Varese: “Sostegno sia trasversale senza polemiche. Ancora più donne e persone lgbt emarginate durante la pandemia”

  

Lunedì 30 novembre il consiglio comunale discuterà, tra gli altri, l’ordine del giorno sul DDL Zan. Se approvato, il consiglio comunale chiederà al Parlamento di approvare il disegno di legge inerente le misure di prevenzione e contrasto della discriminazione basata su orientamento sessuale, identità di genere, sesso, genere e disabilità.

L’ordine del giorno nasce da un’iniziativa condivisa a livello nazionale da alcuni partner della Rete RE.A.DY; la rete RE.A.DY (Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni antidiscriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere) attualmente conta 172 partner tra cui il Comune di Varese.

“Il consiglio comunale” – si legge nell’ordine del giorno presentato da Giacomo Fisco del Partito Democratico – “sollecita il legislatore ad adeguarsi alla risoluzione del Parlamento Europeo del 18 gennaio 2006  avente ad oggetto il fenomeno dell’omofobia in Europa e sollecita il legislatore a dare piena attuazione alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul 2011)”.

“Approvare questo ordine del giorno in un momento storico così critico ha diversi significati” – dichiara Giovanni Boschini, presidente Arcigay Varese. “Donne, persone lgbt e con disabilità sono state messe ancora di più ai margini da questa terribile pandemia. Questa fase può darci l’occasione di costruire finalmente un Paese più giusto e una società equa in cui nessuno venga lasciato indietro. Assume inoltre un significato ancora più simbolico a margine della celebrazione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne. È un atto di civiltà.”

“A tal proposito” – prosegue Boschini – “spiace leggere le polemiche di alcuni consiglieri di opposizione e in particolare mi riferisco ai consiglieri della Lista Orrigoni. Il consiglio comunale, come dicono giustamente i consiglieri, è il luogo dove discutere dei problemi di tutti i varesini. Proprio tutti, aggiungo io. Questo un problema che investe anche la nostra città, le nostre cittadine e i nostri cittadini.

Discriminazioni e violenze rischiano di aumentare proprio in momenti emergenziali questi, in cui le persone rischiano di restare relegati in casa con i propri carnefici o i propri familiari omofobi o misogini. Il nostro consiglio comunale deve e può occuparsi di tutti i temi che coinvolgono le persone e insieme ad altre città può unirsi per chiedere al Parlamento di fare un passo avanti importante sul fronte dell’inclusione. Auspico seriamente che si mettano da parte le polemiche e che tutte le forze politiche si uniscano trasversalmente a questa battaglia di civiltà.”

Articolo tratto da https://www.arcigayvarese.it/wp-json/wp/v2/categories/13

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