Locali Lgbt? Non sono ghetti

  

Il parere dello psichiatra Muratori Le proposte della settimana in riviera
di Maura Chiulli Responsabile nazionale Arcigay Cultura

Conoscenza come antidoto alla paura e al rifiuto, il senso di questo percorso è ormai noto. Nella scorsa rubrica abbiamo introdotto un tema sul quale avete deciso di intervenire numerosi: locali Lgbt ghetti o spazi di libertà?
Mi avete scritto e, per rispondervi, ho chiesto il parere ad un esperto, il medico psichiatra Marco Lazzarotto Muratori, che ha scritto per noi.«Perché le persone non eterosessuali tendono a frequentare luoghi di aggregazione a loro dedicati? Per rispondere a questa domanda dovremmo chiederci cosa succederebbe se, ad esempio, una coppia di ragazze lesbiche si scambiasse un semplice bacio in un luogo frequentato da eterosessuali. È di questi giorni un fatto di cronaca avvenuto in un ristorante di Milano, in cui una ragazza lesbica è stata picchiata per aver baciato la sua compagna; non si tratta di un evento isolato. La comunità Lgbt tende a frequentare luoghi tolleranti, in cui possa sentirsi al sicuro, al riparo da sguardi sprezzanti e comportamenti discriminatori, lesivi della dignità personale e dell’immagine di sé. Più che di ghetti, dunque, si tratta di luoghi in cui si è liberi di essere ciò che si è, senza rischiare attacchi e umiliazioni. La possibilità di una riduzione dell’omofobia sociale e del riconoscimento dei diritti Lgbt si basa, certo, sul confronto con le persone eterosessuali, ma non può prescindere dall’esistenza di spazi di libertà per chi eterosessuale non è, e ha comunque il diritto di sentirsi al sicuro, anche quando vuole semplicemente andare in discoteca». Dunque l’opinione dell’esperto ricalca assolutamente il mio parere e quello dei lettori che mi hanno contattata. Aggiungerei che il valore dei luoghi di aggregazione Lgbt può essere fondamentale anche nel percorso, talvolta difficile, che ognuno di noi compie nel riconoscersi e accettarsi nella propria identità. Il coming out è un momento fondamentale della vita: è l’itinerario psicologico che compiamo nel dire a noi stessi e agli altri che siamo omosessuali e non sentirci unici e soli, può renderlo molto meno tortuoso. Gli appuntamenti. A Rimini è ricominciata la stagione invernale. Sabato 12 novembre un coloratissimo Fluo party al Classic Club, con una notte infinita: dalle 24 alle 9.30 del mattino, infatti, si alterneranno su tre piste Nikos, Alex G, Dj Gibo e molti altri noti dj.
Il 19 novembre al Prince di Riccione, assolutamente imperdibile la serata Tunga Xl, una notte tematica, con grandi animazioni ispirate al tema fantasy. Per il Tunga degli Anelli, con dj set di Milla De la Soul (Le strulle), Janina e Madame Dj, la voce straordinaria di RRose SLVY arrivano elfi, fate, streghe, ninfe e cavalieri. Una notte imperdibile con la straordinaria partecipazione di Andrew, noto ballerino dei club più esclusivi di Ibiza e un mio piccolo contributo nella veste di cantastorie. Amate il rock? A Rimini nasce quest’inverno un’alternativa unica nel genere. Non è un locale Lgbt, ma è un posto che ama le differenze, le valorizza e le unisce: è il Satellite Music Club (c/o Life, viale Regina Margherita) e nella direzione artistica c’è un dj che conosciamo bene, Capoz. L’11 novembre ospite d’eccezione dj Scratchy, meglio conosciuto come il dj dei Clash, un musicista e disc jockey inglese, che ha segnato la storia del rock. Il suo è uno stile ibrido, eclettico, antagonista al tecnicismo che prevarrà negli anni Ottanta. Prima dell’esperienza con i Clash, fu resident dj alla Dingwalls Dancehall di Camden Town, Londra.


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