Fonti storiche

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Questa pagina raccoglie fonti storiche di diversa natura: la loro scelta è stata determinata in base alla potenzialità divulgativa della fonte; in particolare tra i video sono incluse pellicole che, anche se non specificatamente documentali, sono in grado di riproporre con una certa fedeltà il contesto storico degli eventi a cui si riferiscono:

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questa parte del sito è in costante evoluzione: qualsiasi suggerimento sarà ben accetto

Video ordinati per anno di produzione:

Gabriella Romano

Ricordare

un documentario su omosessualità e fascismo

Italia: 2003

Durata: 42 minuti

Per soli motivi di studio i documentari di Gabriella Romano sono disponibili per la visione IN LOCO presso il centro di documentazione del Cassero di Bologna e presso il Circolo Maurice di Torino.

Chiunque abbia interesse alla loro proiezione è invitato a contattare direttamente l'autrice via mail:  gabriromano@hotmail.com.

Il documentario:

Il documentario raccoglie la testimonianza di alcuni omosessuali italiani che hanno accettato di raccontare i loro ricordi della vita durante il fascismo: repressione, paura, arresti continui, confino, ma anche aneddoti curiosi e qualche nostalgia per i giorni della gioventù in cui “la vita era sempre bella”. E’ un capitolo della nostra storia su cui solo recentemente si è cominciato a parlare.

RICORDARE testimonia allo stesso tempo le difficoltà di percorso riscontrate dalla regista e ricostruisce un itinerario complesso e molto lungo: sono infatti pochissimi gli omosessuali di quella generazione che hanno accettato di farsi intervistare, anche a distanza di così tanti anni. La repressione è stata spesso interiorizzata a tal punto da generare un’auto-censura quasi completa e la volontà di ricordare è chiaramente una necessità che appartiene alle generazioni successive, che vogliono scavare nel passato per trovare le proprie radici e la propria storia.

Dunque, mettendo a nudo il “dietro le quinte”, questo documentario pone a confronto quella generazione di omosessuali con quella di oggi, nel tentativo di spiegare il perché del silenzio che i gay italiani si sono imposti per più di sessant’anni. Paradossalmente, però, molte contraddizioni e molte problematiche di ieri sono ancora qui, oggi: i gay italiani sono tuttora, in stragrande maggioranza, restii a dichiararsi, molti usano ancora la copertura di un matrimonio per acquisire rispettabilità, per molti la clandestinità è ancora una necessità, il “si fa ma non si dice” è ancora la norma. Una mentalità radicata da secoli non si scrolla di dosso nel corso di poche generazioni e, se si vogliono fare i conti col passato, bisogna accettare anche gli aspetti con cui molti non si identificano più. Al di là dei falsi trionfalismi, il film punta il dito anche sulle contraddizioni che persistono, su quanto sopravvive di quella problematica eredità nella comunità gay odierna: dietro la retorica, gli slogan e le bandiere rainbow potrebbe esserci qualcosa di scomodo e imbarazzante che pochi sono disposti ad ammettere.


Gabriella Romano

L'altro ieri

 

Italia/Gran Bretagna: 2002

Durata: 25 minuti

Il documentario:

L’ALTRO IERI è il primo documentario sull'omosessualità femminile in Italia durante il fascismo. Cinque donne descrivono il clima di quell'epoca, fatto di repressione, paura e soprattutto silenzio. Il loro racconto ci conduce nello spazio limitato che le donne erano costrette ad occupare nella società dell’epoca e allo stesso tempo rivela la ricchezza del loro mondo interiore, le aspirazioni, i sogni, i desideri inconfessati.

In un contesto che valorizzava la donna solo in funzione del suo ruolo di madre, l’omosessualità femminile era l’ultimo tabù. Spesso era interpretata come segno inequivocabile della presenza del demonio e molte donne che rifiutavano il matrimonio subivano l’umiliazione del rito dell’esorcismo; oppure era classificata come una manifestazione di “isterismo”, da curare psichiatricamente. La parola non si pronunciava mai, come se la morale imperante dell’epoca ne negasse completamente l’esistenza.

Il documentario si avvale di materiale di propaganda fascista che visualizza il tipo di donna che il regime imponeva e d’immagini tratte da film didattici americani girati in Italia durante il ventennio; questi ultimi sono rari documenti della vita quotidiana italiana, perché tra i pochi non sottoposti a completa censura da parte del regime. Le immagini di repertorio contrastano con alcune ricostruzioni stilizzate che illustrano la sfera dell’intimo, del personale e dell’erotico dei racconti delle intervistate.

Narrare la repressione è una sfida perché spesso la repressione è sottile, sfuggente, non si dichiara apertamente, non consiste di fatti eclatanti, ma di tanti piccoli segnali che hanno un significato chiaro solo quando si sommano. La testimonianza corale è perciò importante perché consente di ricreare il clima, il contesto dell’epoca e garantisce che questo sconosciuto, scomodo capitolo della storia italiana non venga dimenticato.


Rob Epstein

Paragraph 175

Recensione tratta da www.cinemagay.it

Francia/Germania/Belgio: 1999

Durata: 75 minuti

Il film:

Paragraph 175, documentario di Jeffrey Friedman e Rob Epstein, raccoglie le testimonianze di omosessuali sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti. Le stime degli storici parlano di circa 15000 omosessuali condannati in base al paragrafo 175 del codice penale tedesco. Molti di questi finirono nei campi di concentramento, dove furono tra i primi a morire, perché gli uomini col triangolo rosa erano il simbolo di uno dei gruppi maggiormente disprezzati. Di queste vicende non si è parlato per oltre 30 anni, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, segno evidente che la persecuzione non è cessata nel 1945. Solo negli anni Settanta, per iniziativa del movimento gay, si è cominciato a recuperare quei pochi frammenti di memoria che ancora restavano. Dopo altri tre decenni Paragraph 175 traduce in emozioni visive i racconti atroci di quei pochi che ancora nel 1999, viventi, potevano testimoniare quest’orrore dimenticato, rimosso spesso dagli stessi protagonisti. Questi ultimi vittime non solo delle persecuzioni naziste, ma anche della vergogna di essere omosessuali. Un documento unico per la sua forza narrativa, che colpisce soprattutto per ciò che non si vede, ma s’immagina dietro agli occhi di quei vecchi signori che parlano, piangono e ogni tanto restano ammutoliti per qualche lunghissimo secondo, schiacciati dal dolore del ricordo. Un lavoro di ricerca durato quasi tre anni tra raccolta fondi, ricerca, preparazione, produzione. Presentato al Sundance e vincitore dell’Orso d’oro come miglior documentario al Festival di Berlino del 2000, l’accoglienza in Germania è stata positiva e ha indotto il governo tedesco ad accelerare la pratica di riconoscimento ufficiale di risarcimento agli omosessuali sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti, recentemente approvata.

NOTA DEI REGISTI:

Il triangolo rosa è stato adottato dalla comunità gay come simbolo, ma la sua storia e il suo significato non sono mai stati pienamente compresi da molti gay nè soprattutto dal grande pubblico. Secondo una ricerca del 1993 commissionata da American Jewish Committee solamente la metà degli adulti inglesi e un quarto di quelli americani sapevano che i gay erano vittime del regime nazista e che il triangolo rosa era l’emblema fisico usato dai nazisti per identificare gli omosessuali. Paragraph 175 esplora una storia mai raccontata prima su pellicola e difficilmente studiata nei libri di storia. Perchè non c’è traccia storica delle esperienze di decine di migliaia di persone che sono state perseguitate e uccise? In qualità di gay e di ebrei, avevamo ovviamente ragioni personali per approfondire questa storia. Sentimmo la necessità di registrare tutti quei racconti mentre ancora c’erano dei testimoni viventi a narrarli. C’erano vittime omosessuali, c’erano combattenti della resistenza omosessuali e c’erano nazisti e loro simpatizzanti omosessuali. Inoltre, anche se i nazisti perseguitarono costantemente gli omosessuali, i loro opponenti cercarono di utilizzare l’omosessualità di un ufficiale nazista di alto rango per propagandare che tutti i nazisti erano omosessuali. Durante il periodo nazista molti gay riuscirono a scappare dalla persecuzione. Come poterono sopravvivere? -Rob Epstein and Jeffrey Friedman


Max Farberbock

Aimée e Jaguar

Recensione tratta da www.cinemagay.it

Germania: 1998

Durata: 126 minuti

Il film:

Aimée und Jaguar è la versione cinematografica della vera storia di Lily e Felice presentata nel documentario Love Story. Lily Wust era moglie di un soldato del Reich tedesco impegnato sul fronte orientale e madre di quattro figli: la perfetta donna ariana. Felice Schragenheim era una ragazza ebrea che viveva sotto falso nome, attivamente impegnata nelle attività clandestine della Resistenza. Due donne il cui amore fu più forte dell'odio che avrebbe dovuto separarle. Presentato alla Berlinale 1999, Orso d'Oro ex-aequo alle due attrici protagoniste. Sta diventando un film cult lesbico sia per l'importanza della storia raccontata che per la grande e struggente interpretazione.


Toni Boumans

But I was a girl - The story of Frieda Belinfante

Testo tratto da www.cinemagay.it

Olanda: 1998

Durata: 118 minuti

Di padre ebreo e di madre cristiana, Frieda fu la prima donna direttrice d'orchestra in Olanda. Dopo l'occupazione tedesca entrò nella Resistenza antifascista. In questo straordinario documento Frieda Belinfante ci parla dell'impatto dell'Olocausto sulla sua vita e della sua posizione di donna lesbica all'interno della Resistenza olandese.

Sinossi:

Nel 1994 Klaus Müller intervistò per conto dell'Holocaust Memorial Museum la lesbica olandese Frieda Belinfante, allora novantenne. Di padre ebreo e di madre cristiana, Frieda fu la prima donna direttrice d'orchestra in Olanda. Dopo l'occupazione tedesca entrò nella Resistenza antifascista. Quando il gruppo di cui faceva parte fu scoperto e giustiziato dopo aver compiuto una delle principali azioni della Resistenza olandese - la distruzione di tutti i dati dell'anagrafe nazionale -, Frieda si salvò vestendosi da uomo, nascondendosi ogni notte in un luogo diverso ed infine fuggendo in Svizzera attraverso il Belgio e la Francia.
Emigrata negli Stati Uniti nel 1947, fondò l'Orange County Philarmonic Orchestra.


Sean Mathias

Bent

Recensione tratta da www.cinemagay.it

United Kingdom / Giappone: 1997

Durata: 118 minuti

Il film:

Tratto dall'omonima piece teatrale di Martin Sherman. Nella Berlino nazista cominciano le deportazioni. Il destino di Max, omosessuale recluso come ladro, si incrocia con quello di Horst deportato come omosessuale. Con due splendidi camei di Mick Jagger in drag e di Ian Mac Kellen. Film di difficile reperibilità nonostante le sue qualità stilistiche e di contenuto. Speriamo che presto venga distribuito anche in Italia. Contiene anche una delle prime apparizioni di Jude Law.

Scheda in lingua inglese:

http://www.imdb.com/title/tt0118698/

 


Nigel Finch

Stonewall

Recensione tratta da www.cinemagay.it

United Kingdom: 1995

Durata: 99 minuti

Il film:

Ricostruzione degli eventi di Stonewall, il bar gay newyorchese teatro della famosa ribellione del 28 giugno 1969 contro la polizia, simbolo delle rivendicazioni dell’attivismo omosessuale, attraverso le vicende personali di La Miranda, travestito romantico, Matty Dean, provinciale in fuga verso New York e Ethan, giornalista e attivista ‘borghese’. Bel tentativo antidocumentaristico di analizzare un momento chiave del movimento gay, in cui si materializzavano le contraddizioni intrinseche delle varie anime dell’attivismo omosessuale (il travestitismo, l’upper gay class, la questione della privacy e la battaglia per i diritti civili in giacca e cravatta) attraverso tre personaggi fortemente simbolici ben recitati. Restano impressi: la storia d’amore tra il bellissimo Matty Dean e l’adorabile La Miranda, angelo nero dal cuore d’oro, le imposizioni della polizia sulle spiagge gay dell’epoca (coprirsi il costume con l’asciugamano, non abbracciarsi alle feste), la ribellione dei travestiti ritmata dai colpi di tacco. Il regista, morto di Aids prima che il film fosse ultimato, ci ricorda che il giorno della ribellione coincise, e non a caso, con i funerali di Judy Garland, diva adoratissima dai gay.

Sinossi:

Nell'estate del 1968, il giovane Matty Dean, omosessuale di provincia, giunge a New York e si introduce in un locale di transessuali di Greenwich Village, lo "Stonewall", dove, durante un controllo brutale della polizia, prende le difese del travestito portoricano La Miranda e finisce con lui in prigione. A pagare per loro la cauzione è Bostonia, altro omosessuale che amoreggia segretamente col proprietario del locale, il mafioso Skinni Vinnie. Matty, iniziata una relazione con La Miranda, viene poi a contatto con un gruppo di omosessuali, che intendono sensibilizzare l'opinione pubblica sulla discriminazione di cui sono oggetto, e conosce Ethan, un giovane insegnante. La Miranda lo invita ad una cerimonia di "vestizione" di un neofita, e i due si mettono insieme. Successivamente Matty si traveste per salvare l'amico dalla chiamata alle armi, scandalizzando i selezionatori. Questo gruppo inizia una provocazione pubblica nei locali, con giornalista e fotografo al seguito, mentre Vinnie chiede invano a Bostonia di cambiare sesso chirurgicamente. Poi il gruppo gay sfila a Philadelphia tra l'indifferenza generale. Ethan convince Matt a seguirlo in una vacanza al Nord, dove la maggiore tolleranza è in realtà solo apparenza. Poiché l'attrice Judy Garland è morta, per consolare Bostonia, sua fan, Vinnie la porta a prendere un gelato e si abbandona in pubblico a provocatorie effusioni. Matt, che deluso da Ethan è tornato con La Miranda (che ha smesso i panni femminili), va con l'amico allo "Stonewall" dove una nuova retata, condotta con maggior brutalità della prima, provoca la rivolta dei transessuali.


Weishaupt Joseph, Jeanrond Elke, Muller Klaus

Wir weren mit ein grosses "A" gezeichnet
Eravamo marchiati con una A maiuscola

Testo tratto da http://centri.univr.it/
resistenza/omosessuali.htm

Prodotto dalla Mediengruppe Schwabing Filmproduction; ne esiste una versione con sottotitoli in inglese a cura del Museo Memoriale dell'Olocausto di Washington (USHMM)al quale si può far riferimento per chiederne copia

 

Germania: 1991

Durata: 45 minuti

Buchenwald:

A Buchenwald, così come in tutti i campi di concentramento, i nazisti impiegarono enormi energie per applicare sistemi per umiliare, tormentare e usare violenza alle persone omosessuali. Ciò é noto non solo dai racconti degli ex-prigionieri, ma anche dai memoriali dei leader nazisti come Himmler, che era guidato da un inimmaginabile odio verso gli omosessuali. Altri, come Rudolf Höss comandante dei lager di Auschwitz e Sachsenhausen, esercitarono, nei confronti degli omosessuali, una vera e propria azione di sadismo pianificato. Gli uomini col triangolo rosa non solo erano considerati la feccia peggiore sia dalle SS che dagli altri detenuti, ma erano anche tenuti in Unità di Isolamento Speciali, emerginati dal resto degli internati ed assegnati ai lavori più duri.

La cava di Buchenwald fu descritta dall’ex-prigioniero Jaruslav Bartel in questo modo: "Il lavoro nella cava si svolgeva in condizioni inumane, costantemente sotto la guardia delle SS, in mezzo agli spari dei capisquadra. Ogni giorno si verificavano mutilazioni, incidenti e ferite mortali. Difficilmente passava un giorno senza la fucilazione di uno o più prigionieri. Quasi tutti i giorni, quando l’Unità di Isolamento Speciale marciava in fila per cinque, il kapò aveva già ricevuto i nomi, da chi aveva fatto l’appello, dei prigionieri che non avrebbero più fatto ritorno dalla cava. Al ritorno dal lavoro ogni prigioniero doveva portare una grossa pietra sulle spalle; se non era abbastanza grossa, ciò significava ulteriori tormenti e punizioni da parte delle SS. A volte il prigioniero collassava sotto il peso del macigno scelto per lui dalle guardie. I carrelli per il trasporto dei sassi erano trainati dai detenuti, e dovevano essere completamente pieni. Spesso, ad un prigioniero, la cui gamba era stata investita da un carrello, la stessa veniva amputata. Quel prigioniero veniva mandato all’ospedale del campo e nessuno lo rivedeva più. Nell’ospedale, un medico delle SS gli praticava l’eutanasia con una iniezione letale".

Gli inutili tentativi di eliminare l’amore di un uomo nei confronti di un altro uomo portò i nazisti alle idee più malvagie e perverse. Così il dottore danese delle SS Vernet convinse Himmler di avere trovato un’arma fantastica contro l’omosessualità. Vernet impiantò una "ghiandola sessuale artificiale" in 15 omosessuali usati come cavie, ma sebbene i risultati furono nulli (due di essi morirono per complicazioni postoperatorie), Vernet scrisse orgoglioso a Himmler , nel 1944: "La ghiandola maschile artificiaIe é pronta, é stata testata e standardizzata sugli animali ed i risultati preliminari dimostrano che questo impianto, noto come 3 A, é capace di convertire omosessualità in una normale condotta sessuale".

Nel Campo di concentramento di Sachsenhausen i nazisti usavano gli uomini come cavie per testare calzature. Molti omosessuali furono costretti a correre per 40 km al giorno, senza pausa, per testare la durata delle suole sintetiche, sferzati dai colpi ed aizzati dai cani; spesso in scarpe troppo piccole per il piede.

Come la cava di Buchenwald, la fabbrica di klinker di Sachsenhausen era ugualmente temuta dai prigionieri. Nel racconto di un sopravvissuto, la pianificazione dell’eliminazione sistematica dei cosiddetti "175ini", era così descritta: "Nel periodo fra il 25 agosto ed il 25 settembre 1942, a causa della mia malattia, fui portato all’ospedale del campo. Durante questo periodo, ogni giorno, tre o quattro corpi di lavoratori della fabbrica di klinker arrivavano gravemente feriti o mutilati. Tutte le vittime erano state fucilate. I corpi erano sfigurati. Generalmente il foro d’entrata della pallottola era normale, ma quello di uscita era insolitamente largo".

Fino all’ultimo momento i nazisti non ebbero un approccio unico nella persecuzione degli omosessuali. Alcuni erano per lo sterminio, altri per la conversione forzata del loro orientamento sessuale. In ogni caso i circa 15.000 omosessuali dei campi di concentramento, furono facile bersaglio delle guardie e degli altri internati. La maggioranza degli omosessuali non sopravvisse all’imprigionamento nei Lager.


Giuliano Montaldo

Gli Occhiali d'oro

Testo tratto da www.culturagay.it

Italia: 1987

Durata: 110 minuti

Il film:

Ferrara, 1938. Le persecuzioni tedesche cominciano ad incutere timore nella popolazione ebraica della città, che è costretta a subire le prime vessazioni, come il professor Perugia (Roberto Herlitzka), a cui viene tolta la cattedra universitaria a Bologna. Anche in casa Lattes, nonostante il padre predichi fiducia, la vita si fa più difficile; soprattutto Davide (Rupert Everett) – alunno ed amico del prof. Perugia, e fidanzato con un'altra ragazza ebrea, Nora (Valeria Golino) – avverte l'ostilità dei tempi. Nelle sue andate a Bologna, Davide con i suoi amici incontra regolarmente sul treno il dottor Fadigati (Philippe Noiret), un omosessuale che nasconde la sua condizione e che diventa amico di tutta la combriccola grazie alle sue premure. Il dottore diventa in particolare amico di Eraldo (Nicola Farron), un pugile, con cui instaura, grazie anche dei costosi regali, un rapporto molto intimo. I due trascorrono le vacanze assieme in un lussuoso hotel al mare, dove però la contemporanea presenza della Ferrara bene fa nascere forti pettegolezzi. L'atmosfera si inasprisce, finché una sera i due si scontrano: Eraldo colpisce il dottore e, in seguito, mette a soqquadro la loro camera, riprendendosi le sue cose. E' uno scandalo che Fadigati sconta amaramente. Solo Davide gli resta amico, anche perché si sente come lui: perseguitato e solo, visto che Nora, entrata nelle grazie di un gerarca, ha deciso di battezzarsi. Ma l'amicizia di Davide, peraltro osteggiata dalla sua famiglia, non basta e Fadigati si suicida gettandosi nel fiume.

Recensione:

 a cura di Vincenzo Patané: http://www.culturagay.it/cg/recensione.php?id=11009


Ettore Scola

Una giornata particolare

Recensione tratta da www.mymovies.it

Canada / Italia: 1977

Durata: 105 minuti

Il film:

E' il 6 maggio 1938 e la Roma fascista è accorsa sulle strade per festeggiare Hitler, venuto in visita a Mussolini. In un caseggiato popolare Antonietta, moglie, disfatta da sei maternità e dalla fatica, di una fanatica "camicia nera" e lei stessa fascista convinta - ha un album colmo di foto e"detti" del Duce - incontra, inseguendo un pappagallo fuggito dalla gabbia, un suo coinquilino, Gabriele, ex annunciatore radiofonico cacciato dal servizio con l'accusa di essere un "sovversivo", ma, in realtà, perché è un omosessuale. Sulle prime, messa in allarme dalle chiacchiere di una malevola portinaia, Antonietta diffida di lui, che si è autoinvitato a prendere un caffé in casa sua: lo schiaffeggia addirittura quando Gabriele le rivela la vera ragione per cui è stato cacciato dall'EIAR. Poi, la comprensione ha il sopravvento; l'uomo e la donna si confidano reciprocamente le loro pene; hanno un breve incontro d'amore. La sera sarà tutto finito: Antonietta tornerà ad essere la schiava del marito, Gabriele verrà prelevato da due poliziotti e inviato al confino.

Critica:

Vedi: http://www.mymovies.it/recensioni/?id=10435

 


Luchino Visconti

la caduta degli dei

Recensione tratta da www.cinemagay.it

Italia: 1969

Durata: 155 minuti

Il film:

Ai familiari riuniti per festeggiare il suo compleanno, il vecchio Joachim Essenbeck, proprietario di una delle più grandi acciaierie tedesche, annuncia il proposito di sostituire alla direzione dell'azienda il figlio Herbert - di idee democratiche - con l'altro figlio, Kostantin, iscritto alle S.A., le squadre d'assalto hitleriane: e questo per ingraziarsi il regime sebbene Joachim, personalmente, sia ostile a Hitler. Spinto da Haschenbach - cugino degli Essenbeck e membro delle S.S., la cui intenzione, per ingraziarsi l'esercito, è quella di eliminare le S.A. - Friedrich, dirigente dell'acciaieria e amante di Sophie (vedova del figlio maggiore di Joachim e madre del dissoluto Martin) - aspirando a sua volta alla direzione dell'azienda - uccide il vecchio Essenbeck facendo in modo che la colpa ricada su Herbert, costretto perciò a riparare all'estero, lasciando in Germania la moglie e due figli. Avendo ereditata la maggioranza delle azioni Martin - su pressioni della madre di cui è succube - si mette contro Kostantin in favore di Friedrich. Cercando di riguadagnare le posizioni perdute Kostantin ricatta Martin, che si è gravemente compromesso in una sporca faccenda sessuale, ma, durante la "notte dei lunghi coltelli" - nella quale le S.A. vengono massacrate dalle S.S. - il nipote elimina lo zio. Sophie e Friedrich si adoperano per mantenere nelle proprie mani la direzione dell'azienda ma Haschenbach, facendo leva sull'imbelle Martin, li costringe entrambi al suicidio.

un commento:

é un classico imperdibile omaggio ultimo di Visconti, che con la sua elegante violenza c'ha presentato il ritratto decadente di una societá anche sul piano dell'omosessualitá. É un peccato non vedere spesso questi tipi di film.

 

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Testi su Storia dell'omosessualità ordinati per anno di pubblicazione:

 

Erica Fischer

La breve vita dell’ebrea Felice Schragenheim

Storia universale dell’omosessualità dall’antichità a oggi

Beit Casa Editrice 2009

ISBN: 978-88-95324-08-1

Felice Schragenheim (Berlino 1922 – Bergen-Belsen 1945), giovane scrittrice e giornalista ebrea, affronta la vita e l’amore con un coraggio e con una lievità che ancora oggi ci sorprendono: si sente protagonista della commedia dell’esistenza e non si lascia intimorire né dalla dittatura nazista né dal pregiudizio benpensante. Sarà proprio questa sua sincerità che la porterà ad affrontare in prima persona, senza risparmiarsi, la tragedia del suo tempo. Questo volume raccoglie, nelle immagini e nelle poesie di Felice e del suo mondo, una testimonianza indimenticabile sulla sua vita e sulla sua vicenda, che ha ispirato il romanzo di Erica Fischer Aimée & Jaguar.

 


Robert Aldrich

Vita e cultura gay

Storia universale dell’omosessualità dall’antichità a oggi

Cicero editore 2007

ISBN 88-89632-09-7

Per migliaia di anni in tutto il mondo, uomini e donne hanno desiderato l’intimità fisica ed emotiva con persone dello stesso sesso. La loro storia, per secoli cancellata, ignorata o riscritta, è diventata di recente il centro di una straordinaria fioritura di ricerche, che ha aperto strade completamente nuove e scardinato vecchi pregiudizi. Dall’antica Grecia e da Roma, e attraverso le culture non occidentali, i saggi – basati su ricerche d’archivio, memorie, testimonianze, opere d’arte e letterarie – arrivano all’oggi e alle attuali rivendicazioni dei diritti delle comunità gay, rivelando l’incredibile varietà di rapporti fra persone dello stesso sesso lungo la storia dell’umanità e ovunque nel mondo. Dalla poesia omoerotica persiana ai racconti di donne travestite nell’Italia del XVIII secolo, dai divertimenti folli della Berlino fra le due guerre all’idea di un “terzo genere” in Asia e tra i nativi del Nord America. L’eredità lasciata da questi uomini e queste donne ha influito e continua a influire sul modo di intendere la sessualità e sul modo in cui molti vivono la propria vita.

 


Gianfranco Goretti Tommaso Giartosio

La città e l'isola

Omosessuali al confino nell'Italia fascista

Donzelli editore 2006

ISBN 88-6036-031-5

A seguito di meticolose indagini, decine di catanesi, in gran parte giovani o giovanissimi, vengono prima incarcerati, poi mandati al confino alle Tremiti fino allo scoppio della guerra, in due casermoni sull’isola di San Domino. Tornati a Catania, cercheranno di dimenticare e far dimenticare ciò che hanno vissuto. Pochissimi di loro, a distanza di decenni, hanno accettato di raccontarlo.
A partire da queste testimonianze e da fonti d’archivio, Goretti e Giartosio ricostruiscono un mondo che sembrava scomparso nel nulla. Gli appuntamenti sulla spiaggia di notte, le sale da ballo per soli uomini, le complicità, le rivalità, i travestimenti, gli espedienti, la paura, l’amore. E poi, dopo l’arresto, gli stratagemmi messi in atto dalle famiglie, le situazioni paradossali della vita al confino, i tentativi quasi sempre vani di rivendicare la propria innocenza e guadagnarsi la libertà.
Il tutto nel contesto di un’Italia provinciale, tenera ma più spesso spietata, in cui l’omosessuale è schernito di giorno e cercato di notte da uomini che non si ritengono omosessuali. Un’Italia stregata dal fascismo, che all’indomani delle leggi razziali è deciso a reprimere qualsiasi minaccia all’«integrità della stirpe», e che colpirà, con il tacito consenso dei più, centinaia di «invertiti».
Indagine antropologica, riflessione sull’identità, appello alla memoria civile di un paese che facilmente dimentica, questo libro è prima di tutto una storia. La storia di un gruppo di ragazzi del Sud, vissuti in un’Italia diversa (ma non troppo) dalla nostra e puniti perché erano innocenti.


Lorenzo Benadusi

Il nemico dell'uomo nuovo

L'omosessualità nell'esperimento totalitario fascista

Feltrinelli 2005

ISBN 8807103869

L’ideologia fascista affermava il primato assoluto dello stato totalitario e corporativo, della nazione organizzata gerarchicamente in vista di una politica di potenza e di conquista. In questa visione il mito dell’“uomo nuovo” occupa un posto fondamentale: l’italiano fascista non doveva avere nulla in comune con l’italiano del passato, il quale era il prodotto di un lungo periodo di decadenza politica, militare e morale. L’italiano imbelle, cioè borghese e liberale, o antifascista, cioè traditore della patria, andava cancellato per lasciare il posto all’italiano virile, capace di combattere per la nazione e lo stato fascisti. Questo progetto di rivoluzione antropologica coinvolse il partito, lo stato, la cultura e tutte le organizzazioni del regime. La storia dell’omosessualità sotto il fascismo è importante proprio per l’enfasi posta dal regime sulla virilità come caratteristica dell’uomo nuovo. L’omosessuale infatti rappresenta il negativo del modello fascista di virilità……


Graham Robb

Sconosciuti 

L'amore e la cultura omosessuale nell'ottocento

Carocci 2005

ISBN 88-430-3028-0

Con uno sguardo che va dall'Europa all'America, Graham Robb ci racconta l'omosessualità maschile e femminile nell'età vittoriana. Ne emerge una storia in parte conosciuta e in parte sorprendente, una storia fatta di segretezza e oppressione, ma anche di tolleranza e familiarità inaspettate. Ribaltando un'opinione diffusa, da Freud a Foucault, che fa risalire all´Ottocento la definizione stessa del concetto di omosessualità, Robb ricostruisce i primi esempi di una cultura omosessuale libera e "orgogliosa" e, attingendo ad ambiti che vanno dal diritto alla letteratura, dalla medicina alla vita quotidiana, rivela l´esistenza già nell'Ottocento di un intero universo omosessuale consapevole e sofisticato. Grazie all'intelligente impiego di un'ampia quantità di fonti diverse (dal famoso processo a Oscar Wilde alle inserzioni pubblicitarie sui quotidiani dell'epoca, dai gialli alle proteste di strada contro la repressione poliziesca) utilizzata con grande humour e obiettività, Robb fa saltare le oderne convinzioni e restituisce la storia vera e vibrante dell'amore omosessuale ai lettori di oggi.


Angus MC Laren

Gentiluomini e canaglie

L'identità maschile tra ottocento e novecento

Carocci 2004

ISBN 88-430-3212-7

Tra la fine dell'ottocento e l'inizio del novecento, si diffuse nell'opinione pubblica europea e nordamericana una sorta di "panico morale". La società "rispettabile" cominciò ad avvertire il pericolo rappresentato dai devianti di sesso maschile, da "anormali" che non potevano più essere trattati come criminali comuni. Bigami, esibizionisti, sadici e travestiti si ritrovarono sul banco degli imputati dei tribunali europei e americani, diventando oggetto di un crescente interesse da parte della legge e della medicina. Verbali giudiziari, giornali popolari, trattati di criminologia, casi clinici costituiscono il vasto corpus di fonti che consentono ad Angus McLaren di ricostruire il delinearsi dell'immagine tradizionale di maschio eterosessuale in un periodo cruciale della nostra storia. Seguendo le feconde suggestioni di Michel Foucault, l'autore mostra come prenda corpo il criterio negativo in opposizione al quale un particolare modello socioculturale viene naturalizzato e disciplinato. Ed è proprio sulla "naturalità" dell'identità maschile che si concentra l'indagine critica di McLaren, per far risaltare la fisionomia di una costruzione complessa, in cui il contrasto con l'identità femminile e con quella omosessuale solo in parte ha a che fare con la virilità. Ecco dunque il punto su cui si insiste: problematizzare la mascolinità, sinora rimasta sullo sfondo degli studi di genere, come una sorta di dato naturale e immutabile.


Andreas Sternweiler

Self-Confidence and Persistence

Two Hundred Years of History

Schwules Museum 2004

ISBN

Catalogo  disponibile anche in lingua inglese dell'esposizione storica permanente al Gay Museum di Berlino.

Descrive la storia delle rivendicazioni e persecuzioni gay durante gli ultimi due secoli dando prevalentemente risalto agli eventi in Germania


Jean Le Bitoux

Triangolo rosa

La memoria rimossa delle persecuzioni omosessuali

Manni 2003

ISBN 8881763990

L'Illuminismo portò l'Ottocento europeo alla scoperta di quella 'cosa innominabile' che finalmente trovò pure un nome proprio: omosessualità, e che pur tra pregiudizi e sospetti andò acquisendo diritto di presenza intellettuale e civile, così che nel primo Novecento le capitali europee vissero, coniugandola con i territori artistici e culturali, l'esplosione sempre meno clandestina e gioiosa del mondo gay. II terrore staliniano stroncò bruscamente il fervore innovativo; ma fu il nazi-fascismo a chiudere tragicamente i conti con quell'insorgenza di intelligenza e di trasgressione: l'omosessualità regredì alla condizione di preda da braccare da parte dell'ideologia virilista e imperiale dei dominatori. Imprigionati, torturati, uccisi, privati di diritti civili, umiliati, gli omosessuali nella propaganda del Fuhrer tornano a vestire i panni degli untori. Poi i lager, dove gli omosessuali venivano marchiati col 'triangolo rosa': di tutti gli altri perseguitati - ebrei, zingari, slavi, comunisti - la storiografia ha negli anni successivi riscattato la memoria: non della persecuzione antigay, che è stata celata, falsata, rimossa. Questo libro ricostruisce - sulla base di una ampia documentazione - i percorsi e le ragioni di tale rimozione. (dalla Presentazione di Nichi Vendola)


Gabriele Ferluga

Il processo Braibanti

Zamorani 2003

ISBN

Luglio 1968: in un clima oscurantista e nella quasi totale assenza di voci critiche, il Tribunale di Roma condanna Aldo Braibanti a 9 anni di prigione per plagio. Quel reato, che successivamente verrà cancellato dal Codice Penale italiano, è chiamato a giustificare, nella sua abnorme ambiguità, la reazione istintiva e violenta dell’Italia benpensante contro ogni anticonformismo e inoltre contro il fantasma dell’omosessualità. Proprio quest’ultimo aspetto rappresenta la chiave di lettura privilegiata attraverso cui il libro ricostruisce le diverse fasi del processo, le cronache di stampa dell’epoca, la mentalità e il comportamento di protagonisti e spettatori della vicenda.

«A proposito di vergogne anche noi abbiamo le nostre. E una delle più aspre è quella che ha visto coinvolto Aldo Braibanti, filosofo e poeta, drammaturgo e ceramista (e altro ancora), che nel luglio 1968 fu al centro di un processo infame. Gabriele Ferluga, giovane e coltissimo studioso di quel processo, è ora l’autore di “Il processo Braibanti” dove riassume e spiega quella che troppo facilmente rubrichiamo tra le “faccende” di un’epoca e che invece è costata un prezzo insopportabile alla vittima»
(Daniele Scalise, “Il foglio quotidiano”, 24 gennaio 2004)


Circolo Pink

Le ragioni di un silenzio

Le persecuzioni degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo

Ombre corte 2002

ISBN 88-87009-29-5

l fatto che la ricerca storica possa fornire finora soltanto una stima approssimativa del numero degli uomini internati con il "triangolo rosa", ci parla dell'estremo isolamento in cui i sopravvissuti omosessuali sono stati costretti a vivere, sentendosi raramente parte di un collettivo. Il silenzio loro imposto dalle società del dopoguerra li ha atomizzati. La loro persecuzione divenne destino individuale. Deliberatamente esclusi dalla cultura della memoria, trattati come criminali e pervertiti, agli omosessuali che lasciarono i campi nel 1945 non è stata riconosciuta la dignità di "sopravvissuti". Essi hanno unicamente sopravvissuto. La ricerca storica e la cultura della memoria hanno taciuto per decenni la violenta repressione che i regimi nazista e fascista operarono, con modalità e intensità diverse, nei confronti degli omosessuali, contribuendo al silenzio sulle vittime e i sopravvissuti. Ancora oggi, determinata da un clima di pregiudizi e conflitti che rendono difficile sviluppare forme appropriate di memoria, la ricerca sull’Olocausto riserva alla persecuzione degli omosessuali un posto poco più che marginale. Gli interventi e i materiali raccolti in questo libro intendono rompere questo silenzio colpevole.


Andrea Pini

Omocidi

Gli omosessuali uccisi in Italia

Stampa Alternativa 2002

ISBN

In Italia i delitti contro i gay sono molto più numerosi di quanto si creda. Questo libro fornisce la prima ricostruzione completa: dai casi celebri (Winckelmann, Pasolini, Lavorini,Versace) alle innumerevoli vittime sconosciute e spesso dimenticate. Ripercorrendo la cronaca nera dell'ultimo decennio, attraverso casi esemplari e analisi dettagliate (gli omicidi di gay a Roma, Milano, Firenze e in Puglia), emergono i contorni di un fenomeno che i pregiudizi hanno sottaciuto o addirittura nascosto. Una ricerca senza precedenti che mette in luce l'indifferenza della società verso questi delitti, un'indifferenza che ha ostacolato le indagini impedendo spesso l'identificazione dei colpevoli. 


Roberta Padovano

Dove sorge l'arcobaleno

L'omosessualità nella storia e nelle religioni

Il dito e la luna

ISBN

Dove sorge l'Arcobaleno è un'intensa e documentata ricerca storica sulle radici dell'omofobia, attraverso l'esame di usi e costumi sociali, ma anche tramite lo studio di testi sacri e trattati giuridici delle più importanti civiltà della Storia.
Dalle prime testimonianze archeologiche egizie alle contemporanee dottrine psichiatriche, dai principali precetti della religiosità classica alle più recenti lotte di liberazione dei movimenti omosessuali, un viaggio a ritroso nel tempo che documenta i pregiudizi, i preconcetti, le persecuzioni inflitte in nome della "normalità".
Un testo agile ed esauriente, che dà un'idea accurata di come l'omosessualità sia stata interpretata e vissuta presso civiltà classiche (Egizi, Giudei, Greci, Romani), ma anche presso civiltà contemporanee, con particolare attenzione all'Islam, all'India, alla Cina, al Sudamerica.
Una lettura agevole e ricca, un excursus storico che permette un approccio più consapevole e articolato alla moderna concezione dell'omosessualità, per ciò che ha rappresentato e rappresenta nella storia dell'umanità.

 


Karl Heirich Ulrichs

GLADIUS FURENS

Edizioni Croce 2002

ISBN

Padre fondatore del movimento gay, morto a L'Aquila nel 1895, tedesco di nascita, per la prima volta tradotto in Italia per opera di Massimo Consoli. Gladius furens è il discorso che il fondatore dell'uranismo ha tenuto nel 1867 di fronte al forum dell'associazione dei giuristi tedeschi, riguardante la natura dell'amore tra uomini.

 


Flaminio Boni

La pederastia nell'antica Grecia

Edizioni Croce 2002

ISBN

La pederastia presso gli antichi Greci è un dato di fatto: l'autore parte da questa certezza per ricavarne, in un percorso a ritroso, fonti e attestazioni. Il presente volume vuole dimostrare come la pederastia costituisse, soprattutto nell'Atene del V e IV secolo a. C., un valore educativo. L'autore ci offre una visione a tutto tondo dove alla più alta speculazione filosofica, costituita dall'analisi delle opere di Platone, si affianca uno sguardo sulla vita quotidiana tramite l'esame delle leggi della pederastia e delle cause giuridiche tra i cittadini 'comuni', a questi due aspetti si aggiungono, poi il giudizio politico e sociale delle commedie di aristofane ed infine un excursus sull'omosessualità dalle origini nella società precittadina all'età classica. 

Questo saggio divulgativo, scritto da un docente della cattedra di Storia dell'Estetica di Roma Tre, vuole fornire documenti attendibili circa la pratica della pederastia nell'antichità, partendo dal Simposio di Platone.

 


Gianni Rossi Barilli

Il movimento gay in Italia

Feltrinelli 1999

ISBN

Erano i primi anni settanta quando il movimento gay cominciò a far sentire la propria voce anche in Italia, per rivendicare diritti che la maggioranza delle persone riteneva addirittura impensabili. Da allora molte cose sono cambiate nella percezione sociale dell’omosessualità, anche (forse soprattutto) grazie al movimento di cui questo libro racconta le vicende. Antenata del movimento gay è la categoria culturale di omosessualità, coniata nel diciannovesimo secolo attraverso il lavoro congiunto e contraddittorio di psichiatri e "militanti", che letteralmente crea gli omosessuali come gruppo sociale a parte e dà loro un’immagine, anche se per lo più negativa. Da qui la paziente, spesso solitaria, presa di coscienza che rovescia il cliché negativo, afferma la dignità del desiderio omosessuale e pone la domanda di piena legittimazione sociale. Le prime battaglie del movimento per i diritti degli omosessuali si svolgono a inizio secolo in Germania e in Gran Bretagna, per l’abolizione delle leggi penali contro la sodomia. La fase "preistorica", che non raggiunge i propri obiettivi, si interrompe con la seconda guerra mondiale. L’Italia, nel frattempo, è considerata un paradiso omosessuale per la mitezza delle sue leggi, è meta di pellegrinaggi erotici dai paesi del nord Europa e preda del "si fa ma non si dice" imposto dalla morale cattolica. Cosa che non favorisce la formazione di una forte comunità gay, come avviene altrove. Bisogna attendere il ’68 perché alcuni omosessuali decidano di "uscire fuori" saldando le proprie esigenze di riconoscimento alle parole d’ordine dei movimenti giovanili. La prima tappa del movimento gay italiano rientra nella più generale storia della nuova sinistra degli anni settanta. Nella seconda, negli anni ottanta, si tenta di istituzionalizzare l’omosessualità e ottenere leggi di tutela come leva simbolica per cambiare la mentalità collettiva. Il libro, documentando questo percorso accidentato, finisce per fare anche la storia dell’omofobia e dell’integralismo in Italia.


Massimo Consoli

HOMOCAUST

Nazismo e persecuzione degli omosessuali

Kaos edizioni 1991

ISBN 

Una delle pagine più atroci e sottaciute della nefasta storia del nazismo è quella relativa alla persecuzione degli omosessuali. Homocaust scrive questa pagina, attraverso una puntuale ricostruzione delle fasi storiche che portarono il pregiudizio antiomosessuale a divenire uno dei capisaldi dell’ideologia nazista. A partire dalle stesse implicazioni omosessuali che in Germania caratterizzarono l’avvento al potere del Partito nazista, e che segnarono sullo sfondo il tragico divenire del Terzo Reich, fino allo sterminio di centinaia di migliaia di “Triangolo Rosa” nei lager hitleriani. Illustrato con foto b/n e a colori.

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Sito a cura di Marco Reglia, responsabile Arcigay per la memoria storica - mail: memoria@arcigay.it - Aggiornato a martedì 31 gennaio 2012 13.18