Madri e «figli diversi», prove di dialogo

  
Figli diversi - New generation

Figli diversi – New generation

La prima volta che si presentarono in pubblico, vicini, uniti, ma anche un po’ spauriti, ebbero un grande successo. Il loro libro non solo era speciale, ma esaltava una mammità forte, sempre vicina ai figli anche quando non sono in linea con le regole della società borghese. Era il 1991 e Paola Dall’Orto, consulente di un istituto tecnico lombardo, si considerava una scrittrice per caso coinvolta in quell’incredibile avventura per l’affetto di suo figlio Giovanni, redattore di Babilonia , il giornale ufficiale dei gay italiani. Insieme scrissero Figli diversi, pubblicato dalle edizioni Sonda di Torino (oggi a Casale Monferrato).

Il libro ripercorreva gli ultimi 16 anni della loro vita a partire da quel giorno, indimenticabile, nel quale Giovanni aveva detto ai suoi genitori: «Sono omosessuale». Fu un successo immediato, migliaia di copie volate in pochi mesi, le televisioni che li cercavano per avere la loro testimonianza di vita vissuta. Ma ancora adesso Paola di quel grande successo ricorda soprattutto la vittoria che la interessava di più: la conquista di un rapporto familiare sereno.

Da quel 1991 è stata fatta molta strada, chiaramente mochettata con le ristampe di quel loro primo successo arrivato ormai alla sua sesta edizione. Visto che il libro continuava a vendere e che, nel frattempo, Paola aveva fondato l’Agedo, prima associazione per genitori di omosessuali, in aiuto ai parenti e ai ragazzi che non riescono a dialogare fra loro, Paola e Giovanni hanno dato alle stampe una nuova edizione di quel loro bestseller che li ha portati lontani editorialmente ma sempre più vicini affettivamente. Ecco dunque di nuovo in libreria, fra i manuali educativi della Sonda edizioni, Figli diversi New generation (Sonda edizioni, pag. 240, 14€), con la collaborazione di Stefano Bolognini e Alessandro Galvani. Un vero successo editoriale che Paola, mamma coraggio, commenta così: «I tempi sono molto cambiati, soprattutto è cambiata la disponibilità dei genitori a prendere in mano il libro, a non rifiutarlo a priori, ad acquistarlo. Prima erano solo i giovani a comprarlo, solo loro cercavano aiuto. Gli adulti evitavano il problema, non sapevano e non volevano affrontarlo».

Ristampare il libro a tanti anni di distanza ha posto però due generazioni a confronto: Giovanni voleva metterlo su Internet perché dice che i giovani è lì che leggono, imparano e cercano risposte. Paola invece pensava soprattutto alla sua generazione, quella che non ha ancora familiarizzato con il computer. Metterlo online significava ancora una volta allontanare i genitori dai figli. Nuovamente divisi dal solco generazionale. Ecco così di nuovo in libreria mamma e figlio che si rivolgono, con delicatezza ma anche con fermezza, a chi il problema di affrontare quel problema non l’ha ancora risolto.

Il libro può aiutare molto ma il grande successo di Paola è sicuramente l’Agedo: 21 sedi sparse nelle più importanti città italiane dove trovi sempre qualcuno pronto ad ascoltarti e consigliarti. Qualcuno – come dice Paola – che ha dovuto affrontare la cosa prima di te. Parlando con mamma e figlio viene fuori che se molto, dal ’91, è cambiato e anche se l’Agedo è un buon supporto per genitori spaesati, ci sono ancora casi estremi che quasi sempre riguardano le ragazze. Famiglie travolte dalla violenza verbale o fisica. Ma – racconta sempre Paola – anche se per le donne è più difficile, la categoria ormai si è fatta forte e combattiva e nessuna è disposta a cedere o a far finta di essere diversa da quello che è.

Nel risvolto del libro c’è una bella frase che vale la pena di riportare: «Nessun omosessuale ha scelto di essere tale, semplicemente un giorno ha dovuto rendersi conto che dentro di se c’è un ospite non invitato e neppure gradito: la sua omosessualità».


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