Oltre le dichiarazioni divertenti di Cecchi Paone

  

I giornali locali e regionali hanno dato ampio spazio alle dichiarazioni di Alessandro Cecchi Paone in merito al Registro delle Unioni Civili di San Marcello, nel quale si vorrebbe iscrivere, pur dichiarandosi attualmente privo di ‘anima gemella’ anzi: propone persino al Comune di S. Marcello di procuragliene una! Le esternazioni di Cecchi Paone, come spesso accade quando parla uno showman, fanno notizia e sono anche divertenti.

Ma bisogna vedere oltre le battute. L’istituzione del Registro delle Unioni Civili del Comune di S. Marcello è frutto di un attento lavoro politico e sociale di preparazione, di un profonda riflessione da parte di chi ha proposto tale Registro e di una discussione anche accesa in seno al Consiglio Comunale di S. Marcello. Noi, come Circolo Arcigay di Pistoia, abbiamo partecipato a tale lavoro, portando il Responsabile Nazionale dell’Arcigay per la Campagna a favore dei PACS, Alessandro Zan e il Presidente di Arcigay Regionale Toscana, Alessio De Giorgi a S. Marcello per una discussione pubblica.

Il Registro è pensato per dare forza ad una battaglia in favore del riconoscimento di coppie gay ed eterosessuali non unite in matrimonio tradizionale e per garantire la tutela giuridica e legale delle situazioni di fatto, che corrispondono alle scelta di vita di persone che spesso affrontano anche molte difficoltà per poter riuscire ad essere se stessi. È ovvio che l’intervento di uno showman tende a crearsi uno spazio mediatico che si addice più ad un programma di varietà che ad una questione sociale e legale importante per questo paese e rischia anche di confermare alcuni stupidi stereotipi che circolano a proposito dei gay. Ma è altrettanto ovvio che l’azione politica non riduce una questione seria della realtà quotidiana di molte persone ad un evento svuotato di significato (la ragion d’essere delle Unioni di fatto non è certamente quella di accaparrarsi — magari fornito dal Comune – un ‘bel ragazzo toscano’, ma quello di suggellare una scelta di vita) e credo di poter dire che a S. Marcello nessuno intende fare una carnevalata, ma un atto di coraggio e di solidarietà verso persone attualmente troppo poco tutelati dalla legge.


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