INCLUSPORT: I CONSIGLI PER LO STAFF

  

Inclusport è il nuovo progetto di Arcigay Chieti dedicato al mondo dello sport: l’obiettivo è quello di abbattere i fenomeni di omobitransfobia attraverso incontri formativi e informativi sul tema dell’omofobia e degli stereotipi e pregiudizi.
Alcuni consigli per lo staff e il/la coach delle squadre.

  1. Cerca di far sentire tutti i/le componenti della squadra a proprio agio. Senza dare nulla per scontato.
  2. Cerca di usare un linguaggio inclusivo verso ogni genere: non usare sempre “tutti” o sempre “ragazzi” nel caso in cui ti trovi ad allenare squadre di genere misto.
  3. Evita gli stereotipi di genere. Non usare frasi come “giochi come una femminuccia” o “hai due palle così”. Gli stereotipi di genere sono duri da abbattere in quanto purtroppo sono insiti nella società e costringono le persone in ruoli prestabiliti. Dire “giochi come una femminuccia” svilisce le atlete di genere femminile associandole a minori capacità sportive; “hai due palle così” invece riferito a una ragazza nello stesso momento pone il genere maschile a un gradino più alto di capacità sportive. Cerca delle parole che possano motivare i membri della squadra, senza fare paragoni.
  4. Se hai un nuovo giocatore o una nuova giocatrice transgender e non ti senti pronto/a o preparato/a nel gestire la cosa, rivolgiti a una associazione: anche solo con le parole o con un pronome sbagliato potresti essere offensiv* o violent*.
  5. Non sminuire episodi di bullismo omobitransfobico: se vedi, senti o vieni a sapere di episodi di violenza verbale all’interno degli spogliatoi o durante l’attività sportiva nel non sminuire l’accaduto. Metti in pausa l’allenamento e parlanee con la squadra: lo sport è anche formazione personale.
  6. Se alleni delle categorie giovanili evita di dividere le squadre per “maschi” e “femmine”. Lascia gli atleti e le atlete liberi e libere di andare nella squadra dove vogliono. L’ identità sessuale prevede infinite sfumature.
  7. Mantieni lo spogliatoio un luogo sicuro. Spesso negli spogliatoi trovano spazio “battute” sessiste e omofobe: contro gli avversari o le avversarie o gli/le arbitri. Lo spogliatoio non puo rimanere uno spazio privo di controllo: supervisiona. Cerca di renderlo uno spazio dove tutte le persone e tutti i corpi siano rispettati.
  8. Fare coming out nello sport è molto complicato: questo perchè spesso la tifoseria e l’ambiente sportivo sono associati a un ambiente omofobo e maschilista, creando difficoltà nell’atleta che vorrebbe farlo. Se un tuo atleta o una tua atleta dovesse fare coming out con te accoglil*. Non dire “non c’è bisogno di dirlo al resto della squadra o alla tifoseria”: è una scelta personale dell’atleta lascia la libertà di autodeterminarsi e accogli qualsiasi scelta in maniera positiva. Dire di essere gay, lesbica, bisex, transgender, o LGBTI+ non rende più “debole” la squadra anzi, può renderla più “forte”, coeso come gruppo.
    Sono tante le situazioni che possono venirsi a creare.
    Il nostro consiglio è quello di non dare nulla per scontato, se sei in dubbio, chiedi direttamente al tuo atleta o alla tua atleta, non c’è niente di male nel chiedere, dimostri solo interesse nell’altra persona.
    Vuoi aderire a Inclusport? Contattaci alla mail chieti@arcigay.it

Fonte e ispirazione http://www.out-sport.eu/rainbow-tips/?lang=it#trainers

Articolo tratto da https://arcigaychieti.wordpress.com/

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