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Lella Costa e Carlo Gabardini presentano “Ho molti amici gay” di Filippo Maria Battaglia

 30 maggio 2017
  Ore: 18:30 - 20:00
  • Questo evento è passato.

Martedì 30 maggio 2017 – ore 18.30

Libreria Feltrinelli

Piazza Duomo – Milano

 

LELLA COSTA e CARLO GABARDINI 

dialogano con 

FILIPPO MARIA BATTAGLIA

in occasione dell’uscita del suo nuovo libro

HO MOLTI AMICI GAY – la crociata omofoba della politica italiana

 

 

 

Non possono fare gli insegnanti né i capi scout, non devono baciarsi e tenersi per mano in pubblico, vanno curati e, se possibile, redenti. Da sempre la politica italiana dice di non avere «nulla contro gli omosessuali» eppure da sempre li discrimina. C’è chi invoca «sobrietà», chi chiede «discrezione», chi scomoda la Bibbia, chi ricorre a citazioni d’autore. Passano gli anni, cambiano toni e interlocutori ma il risultato – nonostante gli ultimi passi in avanti – resta lo stesso: dal fastidio e la diffidenza fino agli insulti e alle aggressioni verbali. Sin dal dopoguerra la crociata contro i «malati» e gli «anormali» recluta quasi tutti: capi di Stato e di governo, ministri e parlamentari, segretari e leader di partito. Attecchisce a destra ma spopola pure a sinistra, coinvolgendo figure insospettabili e venerati padri della Patria. Ho molti amici gay non è solo l’immancabile premessa di rito prima di ogni discorso omofobo, dentro e fuori dall’Aula parlamentare. È la storia, succinta e dettagliata, di quanto la discriminazione e il pregiudizio contro gli omossessuali siano radicati nella politica e nella società. Garantendo all’Italia l’infelice primato del Paese con la classe dirigente più omofoba in Europa. «Si chiama tolleranza repressiva e si può sintetizzare così: non è vero che tutto ciò che non è reato è permesso. Al contrario, l’assenza di una norma, a volte, non significa libertà ma solo repressione. Lo sanno bene i parlamentari nostrani che, a differenza di quanto accaduto in Francia, Germania, Gran Bretagna, non hanno mai approvato una legislazione punitiva contro gli omossessuali. Ma attenzione: non sanzionare non vuol dire consentire».

 

Siamo il Paese con la classe dirigente più omofoba d’Europa.

 

Enrico Berlinguer su Jean-Paul Sartre (1949)

«Un degenerato lacchè dell’imperialismo, che si compiace della pederastia e dell’onanismo».

 

Palmiro Togliatti su André Gide (1950)

«Se quando ha visitato la Russia nel 1936 gli avessero messo accanto un energico e poco schizzinoso bestione che gli avesse dato le metafisiche

soddisfazioni ch’egli cerca, quanto bene avrebbe detto, al ritorno, di quel Paese!»

 

Carlo Donat Cattin sulla prevenzione dell’HIV (1987)

«Non posso certo fare la réclame del coito anale né dei preservativi, che non sono sicuri contro l’AIDS perché sbordano e si rompono».

«Questi, oltre che omosessuali, sono anche maniaci. I miei funzionari li ascoltano, io ho altro da fare».

 

Giuliano Amato (2000)

Per spiegare il mancato rinvio del Gay Pride dice in Aula:

«Purtroppo dobbiamo adattarci a una situazione nella quale vi è una Costituzione che ci impone vincoli e costituisce diritti».

 

Santino Bozza (Lega Nord)

«I romani hanno perso l’impero per questa storia qua: coi culattoni e il benessere, l’impero si è distrutto!»

 

Elisabetta Gardini su Vladimir Luxuria (in Aula)

«Ma allora è vero che Guadagno usa il bagno delle donne! Non potete permetterglielo! Credevo fosse un problema di organizzazione interna, ho

scoperto questa guerra di civiltà interna all’Occidente di relativismo subdolo».

 

Carlo Giovanardi (2012)

«Un bacio in pubblico tra due omosessuali? Come la pipì in strada».

 

Massimo D’Alema e Matteo Salvini (sui diritti delle coppie gay)

«Perché perdere tempo a discutere le faccende di pochi?»

 

Roberto Calderoli

«Essere culattoni è un peccato capitale: chi riconosce per legge le unioni

è destinato alle fiamme dell’i è destinato alle fiamme dell’inferno».

 

Filippo Maria Battaglia

(Palermo, 1984), giornalista di «Sky TG24», vive a Milano. Ha scritto tra l’altro per le pagine culturali di «Panorama», «Il Foglio», «Il Giornale», e dell’edizione

siciliana di «Repubblica». Ha pubblicato I sommersi e i dannati. La scrittura dispersa e dimenticata nel ’900 italiano(2013), A sua insaputa. Autobiografia non autorizzata della Seconda Repubblica (con A. Giuffrè, 2013) e Professione reporter. Il giornalismo d’inchiesta nell’Italia del dopoguerra (con B.  Benvenuto, 2008). Ha inoltre curato diverse antologie giornalistiche, tra cui Scusi, lei si sente italiano? (con P. Di Paolo, 2010) e Facce da schiaffi di Fortebraccio(con B. Benvenuto, 2009). Per Bollati Boringhieri ha pubblicato Lei non sa chi ero io! La nascita della casta in Italia(2014), Stai zitta e va’ in cucina. Breve storia del maschilismo in politica da Togliatti a Grillo (2015, cinque edizioni) eBisogna saper perdere. Sconfitte, congiure e tradimenti in politica da De Gasperi a Renzi (con Paolo Volterra, 2016).