Coppie di fatto, Lo Giudice scova la delibera fantasma

  

Un documento della Giunta, su coppie di fatto e voto agli immigrati, che si perde nei cassetti di Palazzo d´Accursio per evitare imbarazzi ulteriori al centrodestra. Un consigliere comunale diessino, Sergio Lo Giudice, che ripropone il testo «sparito» pari pari in un suo ordine del giorno presto in

Il Palazzo del Comune a Bologna

Il Palazzo del Comune a Bologna

discussione: «Voglio vedere come va a finire». Un passo indietro. Tutto ha inizio quando il capo di gabinetto Marco Zanzi – è il 18 novembre scorso – propone con delibera «l´adesione del Comune alla Carta europea dei diritti dell´ uomo nella città» in vista del forum in programma a Venezia nelle settimane successive. Il documento di adesione tratta temi impegnativi per le città aderenti. La Carta prevede infatti che le autorità comunali si adoperino affinché «i bambini appartenenti a minoranze linguistiche possano studiare la loro lingua materna» (ipotesi contro la quale si scaglia periodicamente il deputato di FI Fabio Garagnani). Di più: «Le città firmatarie incoraggiano l´ ampliamento del diritto di voto e di eleggibilità a livello comunale di tutti i cittadini maggiorenni che non sono cittadini dello Stato e che risiedono da due anni nella città («si tratta del voto agli immigrati, più chiaro di così», dice Lo Giudice). E infine le coppie di fatto che già hanno fatto litigare Curia e Giunta: «La città tutela il diritto al rispetto della vita privata e familiare e riconosce che il rispetto delle famiglie, nella diversità delle loro forme attuali, è un elemento essenziale della democrazia locale». In maggioranza in pochi si accorgono della portata della Carta, ma nel pieno della discussione sul Bilancio, la Giunta frena per evitare di complicarsi la vita. E la delibera Zanzi così come era apparsa, sparisce. Per ben due volte in consiglio comunale il presidente dell´assise Leonardo Marchetti, Ltb, la rinvia in commissione «poiché l´iter non è concluso». Succede il 16 e il 18 dicembre. Poi, con l´anno nuovo e l´ azzeramento di tutti gli ordini del giorno rimasti inevasi al 31 dicembre, della Carta nessuno parla più. Un mistero che Lo Giudice è deciso a chiarire. «Come? Ho riproposto lo stesso documento Zanzi a mia firma. Ho letto la Carta – dice il consigliere diessino – e ci sono spunti molto interessanti, è un documento di indirizzo significativo. Ci sono sollecitazioni che il centrodestra fa fatica a digerire. Staremo a vedere cosa succede ora, in fondo non ho fatto altro che "ricopiare" quanto deciso dalla Giunta». Lo Giudice si è anche preoccupato di controllare come è andato a finire il forum sulla Carta a Venezia. «La riunione si è svolta il 10 dicembre – racconta – risulta che al Comune di Venezia, che ha fatto da "capofila", sia arrivata una lettera d´adesione del sindaco Giorgio Guazzaloca con la promessa di produrre in breve tempo la delibera col voto consigliare. Ma a Venezia stanno ancora aspettando. Ultima chicca, senza che il consiglio ne sia stato informato e abbia votato, Bologna figura tra le città che hanno aderito alla Carta sul sito internet www.creb.it/conferenzadiritti».


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