GAY ROCK – Scissor Sisters: ci manda Elton

  

Elton John ci ha messo più di vent´anni prima di ammettere la propria omosessualità. George Michael ha dovuto farlo per forza, dopo che un poliziotto lo ha ammanettato per atti osceni in un bagno pubblico di Beverly Hills. Persino Boy George fu parecchio reticente sulla sua sessualità all´epoca dei Culture Club. Michael Stipe dei R.E.M. si è dichiarato tardivamente, ma senza tanti clamori. La canadese Kd Lang non ha mai nascosto le sue tendenze lesbiche e con un coraggio senza precedenti andò a registrare il disco a Nashville, un posto dove gli artisti gay non fanno un soldo. Lo stesso ha fatto il più giovane Rufus Wainwright.

Davvero il rock è omofobico? Davvero un artista gay ha più difficoltà a imporsi sul mercato di uno eterosessuale? Pare di sì, almeno negli Stati Uniti, come racconta Scissor Sisters, la band newyorkese che in Europa ha venduto oltre due milioni di dischi e in patria solo duecentomila. E in Italia? Stiamo a vedere come sarà accolto(a) h.e.r., vero nome Ermanno Castriota, che ha lavorato con i Nidi D´Arac e ora ha pubblicato come solista il mini cd Se avessi te. Ed è diventato una ragazza.

Jake Shears di Scissors Sisters

Jake Shears di Scissors Sisters

LONDRA – Chi sono Scissor Sisters e perché Duran Duran, Elton John e George Michael ne vanno pazzi? E come hanno osato incidere una versione dance elettronica di Confortably numb, classico dei Pink Floyd che i fan considerano intoccabile? Sono quattro ragazzi e una ragazza di New York, età media 29 anni, hanno nomi fantasiosi e fanno un cabaret che a tratti sembra rubato ai vecchi show di Liza Minnelli e Bette Midler, altri dagli oltraggiosi spettacoli dei Tubes, altri ancora dai fantasiosi allestimenti scenici dei B-52´s (tra i loro fan c´è anche Fred Schneider). Hanno voci in falsetto che indugiano su contagiose atmosfere alla Bee Gees e ripropongono l´atmosfera di certi spettacoli Off-Broadway in cui travestiti in costumi glam coinvolgono la platea in situazioni grottesche. Grazie anche alla verve dei due cantanti, Ana Matronic, una Capucine post moderna, e Jake Shears, che più di tutti incarna lo stereotipo del gay di Manhattan.

album d´esordio (Scissor Sisters), pubblicato un anno fa, ha entusiasmato Manhattan, storicamente attratta dal teatro rock cresciuto nelle discoteche e nei club gay, ma ha avuto un´accoglienza piuttosto tiepida nel resto degli Usa. Poi, a sorpresa, la band ha fatto boom in Europa, ha partecipato al prestigioso festival di Roskilde, in Danimarca, e all´affollatissimo Glastonbury. In Gran Bretagna, Scissor Sisters hanno superato anche le aspettative più rosee, conquistando nove dischi di platino e tre Brit Awards. «Ci hanno adottato», scherza Paddy Boom, il batterista, fisico da fotomodello e viso da fratello buono di Lou Reed. «Ho 36 anni, sono il più vecchio dei cinque, ma è come se fossimo compagni di scuola». Arrossisce quando si trova a spiegare il perché di quel buffo nome, Sorelle-forbice. «Sì, insomma, non so come dirlo, è il modo in cui le lesbiche fanno l´amore. Le forbici sono le gambe… Comunque io sono eterosessuale».

Ma come, tanto scalpore per il vostro gay rock e poi lei mette subito le mani avanti?

Paddy Boom: «Abbiamo un background differente. Alcuni di noi sono gay altri no. Ma convivere non ci crea problemi. Anche i miei idoli musicali sono decisamente etero: Led Zeppelin, U2, Clash, Red Hot Chili Peppers, Police».

Come c´è finita una ragazza in un gruppo (quasi completamente) gay?

Ana Matronic: «Cantavo nei cabaret di New York, quando Jake e Babydaddy mi hanno chiesto di formare un trio. Quello fu l´inizio di Scissor Sisters, tre anni fa. Gli altri due sono arrivati subito dopo, li abbiamo reclutati con gli annunci su Internet».

Pare che negli Usa ci sia molto più conformismo nei confronti di gruppi rock gay rispetto all´Europa. È così?

Jake Shears: «Già, è buffo, l´America non fa altro che promuovere e commercializzare il sesso in ogni sua forma, ma non rinuncia alla sua anima puritana. Gli americani sono conservatori, anche se cercano di mascherarlo con un progressismo esasperato. Guarda cosa è successo a Janet Jackson al Superbowl, per un capezzolo che oltre tutto era coperto da una stellina. Da voi le tette si vedono anche nella pubblicità televisiva. Gli europei sono più liberal. Non capisco perché tante rock star gay abbiano aspettato anni prima di dichiararsi pubblicamente. Non era meglio farlo subito? Guardate noi, si possono vendere milioni di dischi e essere se stessi».

Non è strano avere più successo all´estero che in patria?

Del Marquis: «Cosa possiamo aspettarci dall´America conservatrice di Bush? Noi non rappresentiamo quei sentimenti. E la musica soffre ancora di una sorta di segregazione: ai concerti di R&B vanno principalmente i neri, a quelli dei Shania Twain solo i bianchi, a quelli di kd lang solo i gay. In Europa invece i concerti sono un momento di aggregazione formidabile».

Derek G: «Siamo un prodotto. Si vende a chi lo vuole, come il vino».


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