Gay e disabilità

  

Scrivo questo articolo come gay, come disabile e come frequentatore abituale di alcune chat gay italiane.

Vi è un pizzico di difficoltà a presentarsi come disabile: generalmente i gay non si entusiasmano nel parlare con persone non normodotate.
Alla base di ciò vi è il fatto che il mondo degli omosessuali vorrebbe essere un circolo di persone giovani, belle, palestrate ed abbronzate.

Per lo più i disabili non sono nemmeno presi in considerazione.
Anzi, a volte la loro presenza disturba qualcuno. A me e ad altri è stato persino chiesto di andare negli spazi appositi (‘room disabili’). Per me questa è ghettizzazione.

C’è inoltre da dire che, nel mondo reale, se una persona normodotata, seppur a fatica, può diventare visibile (fare il suo coming out), ciò è quasi impossibile per un disabile, perché potrebbe andare incontro a difficoltà insormontabili nel caso in cui una persona dal quale dipenda sia omofoba.

Vi sono però molte eccezioni, per lo più rappresentate da uomini che vogliono provare a far sesso con un disabile o da gente che non si ritiene in grado di avere una relazione con una persona normale (vedi ad esempio la convinzione di essere brutto — comune a tanti gay).
Si trovano persone che apprezzano i disabili soprattutto tra i giovanissimi e tra gli over-40.

I disabili sono una presenza importante.
Visto che circa il 5% della popolazione italiana è portatrice di handicap, si può dedurre che almeno una persona su 20 che frequenta le chat gay sia un disabile.
Almeno. Sì, almeno. Sia perché, secondo alcuni, i gay vanno incontro ad incidenti (e quindi a disabilità) in misura superiore della media, sia perché i diversamente abili hanno più tempo da dedicare allo svago.

In chat il disabile generalmente non si dichiara apertamente come tale, ma approfittando dell’ambiente virtuale si accontenta di avere qualche conversazione più o meno erotica, oppure di parlare con qualcuno che si presenta come persona attraente — cosa difficile nel mondo reale.
Il disabile a volte lo fa anche falsando la sua età ed il suo status sociale. Ma tant’è, in chat è difficile trovare qualcuno veramente sincero su tutto.

In chat si trovano disabili di tutti i tipi, prevalgono i paraplegici a seguito di incidente ma si trovano anche sordi, sordomuti, soggetti con sclerosi multipla, persone incontinenti e individui con le sindromi più varie. Vi sono disabili dalla nascita o disabili divenuti tali in seguito a trauma o a malattia. Disabili stabili o progressivi.

La sessualità del disabile è condizionata dal suo handicap.
Per questo non di rado lo si ritrova in stanze dove si cerca sesso estremo. Perché? Perché una persona disabile va alla ricerca di sensazioni forti per cercare di rimediare ai sensi diminuiti dal suo handicap, oppure perché si ritiene inferiore, o perché cerca delle rivincite sugli altri.

Vi sono poi i ‘devotee’, cioè quelle persone normodotate che provano un’attrazione, a volte morbosa, per i disabili.
Si dividono per interesse specifico: esistono i devotee attratti da amputazioni (la maggioranza), quelli attirati dai paraplegici (su sedia a rotelle) e quelli interessati a disabili di qualunque genere.

In molti casi il devotee non è attratto dalla persona in sé ma dalla sua disabiltà o dai suoi ausili da handicappato.
Il devotee normalmente sviluppa con gli anni la propria attrazione per i disabili; se ne possono comunque trovare anche di molto giovani (sotto i 25 anni).

Un problema al quale i gay disabili devono fare molta attenzione è quello delle persone intenzionate a rapinare le persone contattate via chat. Queste trovano nei disabili delle vittime particolarmente ‘interessanti’.
La cosa più semplice per capire se una persona appartiene a questa categoria è quella di dire che non si vive soli e vedere qual è la sua reazione.
C’è da restare stupiti nel vedere quanti soggetti del genere contattino una persona che esprime la disabilità nel proprio nick.

Poi ci sono le persone che si divertono a fare scherzi stupidi come quello di fissare un appuntamento e poi non presentarsi. Ma questo capita a tutti…

Franco
fnegrett@tin.it


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