Da Milk all’Italia

  

Le battaglie che sono costate la vita a Harvey Milk sono però servite a raggiungere negli Stati Uniti alcuni obiettivi reali e a conquistare alcuni diritti fondamentali. Qual è la situazione, a tuo parere, oggi negli Usa?

Gli Usa sono una confederazione di Stati, dove la situazione è assai diversificata: si va da Stati dove si riconoscono le unioni gay a Stati dove ancora persistono discriminazioni nei confronti della cittadinanza omosessuale. Le battaglie di Milk hanno dato un grande contributo alla nascita del moderno movimento mondiale lgbt, e la città dove ha operato (San Francisco) è uno dei migliori luoghi dove vivere serenamente le proprie relazioni gay in America.

E in Italia?


In Italia stiamo vivendo una fase di preoccupante regressione culturale e sociale. Alcun diritto è stato in pratica conquistato per le persone omosessuali, ma soprattutto l’ondata di omofobia che ci ha colpito negli ultimissimi anni sta lasciando segni profondi sulla vita quotidiana di milioni di gay, lesbiche e trans.


Quali sono i principali diritti a cui non accedono ancora gli omosessuali?


I gay e le lesbiche in Italia non vedono riconosciuto il loro diritto a regolare giuridicamente i loro rapporti d’amore, mancano anche tutele specifiche contro violenze e discriminazioni in ragione del proprio orientamento sessuale. Per quanto riguarda le persone trans, sono esposte ad ogni tipo di angheria ed ingiustizia, pesano soprattutto due questioni: la non possibilità di poter veder riconosciuto sui documenti l’identità scelta, in assenza di operazioni chirurgiche che completino il transito, la non possibilità concreta di trovare un lavoro a causa della loro condizione.


Può, anche da noi, oggi, esserci una lotta che veda uniti omo e eterosessuali?


Questo è un punto essenziale della nostra strategia: coniugare diritti civili di tutti (unioni gay, norme contro le discriminazioni, testamento biologico, laicità dello stato, divorzio breve, ecc.) con la richiesta di una riforma sociale ampia. Insieme persone eterosessuali ed omosessuali possono far progredire questo Paese, oggi bloccato e senza speranza.

Esiste oltre a una discriminazione sessuale condivisa da tutti, anche una ulteriore discriminazione per gli omosessuali dei ceti più deboli?


Naturalmente per chi ha meno possibilità economiche la discriminazione concreta è più forte, soprattutto in questo momento dove le forme di precariato lavorativo coinvolgono centinaia di migliaia di giovani, non protetti da alcuna norma di tutela concreta. Ebbene in questo caso essere gay, lesbica, trans, significa essere più esposti.


Quali sono le prime conquiste da fare?


La dignità sociale e giuridica delle persone lgbt è il terreno principe su cui si misura il grado di civiltà delle democrazie moderne. La conquista della nostra dignità significa un netto miglioramento della società complessiva.

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Leggi su www.wuz.it il reportage sul film Milk, i diritti LGBT e le disciminazioni in Italia

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