28 giugno Giornata dell’orgoglio LGBTQIA+

  

 

 

Il 28 giugno è la Giornata dell’orgoglio LGBT+ (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Trans*). Ma come e perché nasce questa ricorrenza e il Pride? A Los Angeles la prima manifestazione del 1970, voleva ricordare quanto accaduto l’anno precedente a New York, in un bar dove si incontravano persone LGBT+. La notte tra il 27 e il 28 giugno del 1969, la polizia aveva fatto irruzione nello Stonewall Inn, come era già accaduto molte altre volte in precedenza, ma in quell’occasione, insultare e picchiare chi si trovava all’interno del bar non aveva avuto come risposta il silenzio e la rassegnazione, bensì una vera e propria rivolta. Erano arrivati i rinforzi di polizia: si doveva dare una lezione a chi aveva osato alzare la voce e ribellarsi; lo scontro si protrasse per ben tre giorni e l’esito fu quello di mostrare cittadine e cittadini, considerati ‘feccia sociale’, non più disposti ad accettare soprusi: per troppo tempo si era scelto il silenzio, unica maniera per essere accettati. In quegli anni negli Stati Uniti era previsto il carcere se tre o più uomini, ritenuti omosessuali, sedevano insieme in un bar, se venivano visti mano nella mano, se si baciavano o se non indossavano almeno tre indumenti del proprio sesso biologico. Ma esiste una Stonewall italiana? Certo che esiste: Sanremo, dove il 5 aprile 1972, poche decine di persone avevano protestato contro il Centro Italiano di Sessuologia, un organismo di ispirazione cattolica, che aveva organizzato nella città ligure, un congresso internazionale sulle devianze sessuali e quindi su come guarire gli omosessuali, dato che l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) riteneva l’omosessualità ancora una malattia – Il 17 maggio 1990 è una data storica, in quanto l’OMS cancellò l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali, definendola per la prima volta “una variante naturale del comportamento umano”. Ogni anno, il 17 maggio, viene celebrata la Giornata mondiale contro l’omolesbobitransfobia. –

A Sanremo negli striscioni si leggeva: ‘Psichiatri siamo qui per curarvi’. Il messaggio era chiaro; da quel momento esistevano persone disposte a metterci la faccia e a lottare per i propri diritti. Prese la parola Angelo Pezzana (co-fondatore del FUORI, il primo circolo omosessuale d’Italia), esordendo in questo modo: “Sono omosessuale, e sono felice di esserlo”. Grazie a quei pionieri dei diritti LGBT+, anche in Italia il 28 giugno è diventata la giornata dell’orgoglio omosessuale. Ecco quindi alcune parole che possono raccontare la sfilata del Pride: orgoglio, liberazione, ma anche libertà e divertimento, un’occasione dove chiunque può esprimersi per quello che è e per quello che vorrebbe essere. 

Anche Rieti ha bisogno di un futuro e soprattutto di un presente fatto di libertà, di sogni, di speranze e di quei diritti civili per troppo tempo ignorati, a prescindere dal proprio orientamento sessuale o identità di genere. Arcigay Rieti, insieme a Krisalidea, collabora con il progetto ‘Germoglio’, che ha come capofila ARCI Rieti, in partnenariato con Euroscuola, Il Nido di Ana e Levante, che attraverso uno sportello d’ascolto, eventi, convegni, presentazioni, mostre e formazioni, intende rendere questa città più accogliente e rispettosa di ogni soggettività, aiutando tutte le vittime di discriminazioni e violenze appartenenti alla comunità LGBT+, grazie a un finanziamento della Regione Lazio (fondi coesione 21-27). Per lo sportello d’ascolto ci si può recare dal lunedì al venerdì nella sede di Arcigay Rieti, in via dei Salici 11, nei seguenti orari: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10:00 alle 12:00, martedì e venerdì dalle 17:00 alle 19:00; è inoltre attivo un contatto telefonico H24: 0746 1766624.

Domenico Di Cesare (Presidente Arcigay Rieti LGBT+)

(comunicato Stampa del 28 giugno 2023)

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