Un’occasione di incontro per i genitori

  

Uno dei luoghi comuni sugli omosessuali vuole che siano creature relegate in un non-luogo, nelle ombre della notte, rinnegati non solo dalla società ma anche dalle stesse famiglie. Fortunatamente questa è solo una visione distorta frutto delle proiezioni della paura collettiva e da una poca conoscenza della realtà. La realtà invece ci dice che essi non appartengono affatto nel loro insieme all’immagine patinata e stereotipata comune, e che fanno parte di famiglie con la stessa storia e gli stessi valori di tante altre e a cui mancano talvolta solo gli strumenti giusti per poterli accogliere e accettare con le loro peculiarità. Quando un genitore è di fronte alla scoperta dell’omosessualità di un proprio figlio, il famoso concetto “degli altri siamo noi”, diventa quanto mai reale ed è la cartina al tornasole di quello che gli omosessuali cercano di far capire a questa società da sempre. Che non sono figli di contesti familiari caratterizzati da degrado o devianze, come farebbe comodo credere a tutti, e neanche figli di un dio minore. Sono semplicemente individui al pari degli altri che hanno accettato di interpretare la propria vita alla luce della loro unicità, anche quando questo significa tra le altre cose accettare di poter essere gay o lesbica. E così, seppur non si può negare che per alcuni la scoperta di avere un figlio/a omosessuale rimane solo una disgrazia caduta sulle loro teste, un dramma da rimuovere o peggio da ignorare, al pari ci sono tanti altri genitori il cui desiderio di amore genera il tentativo di abbandonare le proprie sovrastrutture mentali e culturali per capire.

E’ a loro che è stato destinato lo spazio all’interno dell’Ufficio Nuovi Diritti della CGIL il giorno 19 aprile , dove si è cercato per la prima volta di mettere in contatto padri e madri di omosessuali per dare loro la possibilità di parlarsi , di sentirsi meno soli , e di aiutarsi a vicenda ad affrontare meglio il difficile percorso della comprensione dell’omosessualità dei propri figli e delle proprie figlie attraverso il racconto delle loro esperienze.

C’è già una struttura che a livello nazionale si occupa di questo, l’Agedo , l’Associazione Genitori e Amici degli Omosessuali, di cui Presidente è Paola dall’Orto, che svolge da anni il delicatissimo compito di aiutare quei genitori in difficoltà. Un ruolo importante se pensiamo che per un ragazzo o una ragazza che si riconoscano omosessuali è fondamentale che il proprio processo di accettazione venga condiviso prima di tutto dalla famiglia d’origine per poter poi raggiungere serenamente una visibilità e un’integrazione nella famiglia più grande rappresentata della società.

Il prossimo incontro che vedrà i genitori protagonisti delle loro storie e delle vite dei propri figli è fissato per il 25 maggio e sarà coordinato dalla stessa Paola dall’Orto, nella Sede della CGIL Nuovi Diritti, in via Zara 15, a Bari. Invitiamo quindi tutti coloro che hanno voglia di confrontarsi e di capire, a non lasciarsi sfuggire l’occasione di farlo. Ci sembra necessario infatti gettare le basi anche qui a Bari per la futura creazione di un nucleo stabile che un giorno possa riconoscersi in una nuova sede dell’Agedo. Ecco, in dettaglio, il programma dell’evento:

Sabato 25 maggio 2002

Ore 10,00
Incontro con l’Agedo aperto a genitori, parenti e amici di persone omosessuali

Ore 16,00
Incontro aperto unicamente a genitori di persone omosessuali

Per informazioni CGIL UFFICIO NUOVI DIRITTI, via Zara 15 70121 Bari
Tel. 080/5542139 fax 080/5522036
www.arcigay.it/bari e-mail [email protected]


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