In ricordo di 100mila omosessuali perseguitati dal nazifascismo

  

Iniziative dal Nord al Sud Italia per ricordare, in occasione della Giornata della memoria di domani, le vittime omosessuali della persecuzione nazifascista. Convegni, proiezioni di film e documentari, spettacoli teatrali, partecipazione alle cerimonie ufficiali, deposizioni di fiori, letture pubbliche e presentazioni di libri, esposizioni di mostre. I comitati Arcigay promuovono in numerose città italiane manifestazioni di commemorazione dei 100mila omosessuali perseguitati dal nazifascismo, 15mila dei quali internati nei lager, dove circa 10mila trovarono la morte.

Tra le città interessate dalle iniziative Trieste e Bologna, che ospitano lapidi in memoria delle lesbiche e dei gay uccisi durante l’olocausto, Ancona, Aosta, Trento, Portogruaro (Ve), Padova, Reggio Emilia, Urbino, Perugia, Roma, Napoli, Catania, Molfetta (Fg), Rionero in Volture (Pz).

Una nuova mostra di pannelli illustrativi ripercorrerà la persecuzione di gay e lesbiche da parte del regime nazista. La mostra, dal titolo “Omocausto, lo sterminio dimenticato degli omosessuali” è stata prodotta dal comitato Arcigay di Udine “Nuovi passi”, ed inaugurata a Trieste, all’interno della Sala delle commemorazioni della Risiera di San Sabba, l’unico campo di sterminio che fu operante sul territorio italiano. Esposta in molte città della penisola, è stata tradotta in sloveno e allestita, grazie alla collaborazione dell’associazione omosessuale slovena Dih, all’interno del Museo di storia contemporanea di Lubiana.

“Come ricordato anche dalla mostra le vittime omosessuali del nazifascismo
vennero cancellate dalla memoria collettiva
— spiega Marco Reglia, responsabile Arcigay delle iniziative per la giornata della memoria – Spesso infatti le stesse famiglie di origine si vergognarono di quanto accaduto ai loro congiunti e lo nascosero. Ancora più difficile documentare la sorte delle lesbiche internate, che vennero genericamente assimilate alla categoria degli asociali”.

In Germania l’articolo del codice penale, il famigerato “paragraph 175”, in base al quale furono perseguitati gli omosessuali durante la dittatura nazista, rimase ancora in vigore per decenni dopo la fine della guerra. Solo nel 1968 venne abrogato nella Germania dell’Est e nel 1969 in quella dell’Ovest. Alcuni dei superstiti dei lager nazisti furono nuovamente arrestati dopo la guerra in base alla stessa legge.

Gli omosessuali reclusi nei lager venivano contrassegnati con un triangolo rosa cucito sulle casacche. Ad essi non toccarono le camere a gas, riservate gli ebrei. Morirono a seguito di sperimentazioni chirurgiche, castrazione, lavori forzati. Nei campi costituivano il gradino più basso, talvolta maltrattati o violentati dagli stessi compagni di prigionia.

In Italia, alla deportazione si preferì il confino coatto in luoghi isolati e remoti (Favignana, Ustica, San Donnino delle Tremiti, ecc.). Almeno 300 sono i casi ad oggi accertati, 42 dei quali ad opera del solo questore di Catania, Molina. La repressione venne, infatti, affidata ad atti di polizia. Nel codice penale dell’epoca fascista, il Codice Rocco (1931), si omise, appositamente, ogni norma anti-omosessuale, negando fosse un “problema” che affliggesse gli italiani.

“Purtroppo la persecuzione e lo sterminio delle persone omosessuali nel mondo non si sono conclusi con la sconfitta dei regimi nazifascisti — osserva il presidente di Arcigay, Sergio Lo GiudiceL’oppressione continuò nel dopoguerra anche in molti paesi filo-sovietici. In sei stati islamici gli omosessuali sono tutt’oggi sottoposti alla pena di morte: Iran, Afghanistan, Arabia Saudita, Mauritania, Sudan e Yemen. Altri 20 paesi musulmani puniscono comunque duramente gli atti omosessuali. In totale sono circa 80 gli stati, tra cui India e Cina, in cui i rapporti omosessuali rimangono reato. La recente risoluzione del Parlamento europeo contro l’omofobia ha inoltre invitato l’Italia e gli altri stati membri dell’Unione a riconoscere le vittime omosessuali del nazismo e ha assimilato l’omofobia al razzismo e all’antisemitismo”.

L’elenco delle iniziative Arcigay per la Giornata della memoria è consultabile sul sito web dell’associazione


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