Ospedale Careggi: difendiamo l’affermazione di genere, la scienza e la dignità

  

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Anni di sperimentazione e una lettera aperta di 12 società scientifiche – tra cui endocrinologia, andrologia e neuropsichiatria infantile – non bastano ad allontanare le polemiche dall’Ospedale Careggi di Firenze, centro di eccellenza, in Italia, per il trattamento farmacologico dellə giovani con varianza di genere, scatenate da un’interrogazione del senatore forzista Gasparri, alla quale è seguita un’ispezione inviata dal Ministro della Salute Schillaci.

La triptorelina, il farmaco incriminato, rientra tra i bloccanti della pubertà: transitorio, reversibile, approvato dalla comunità scientifica, testato, utilizzato da anni su giovani cisgender precoci e, in pochi centri italiani, su persone che hanno intenzione di intraprendere un percorso di affermazione di genere. Un vero e proprio salvavita per tantə giovani.

Alcuni gruppi e associazioni stanno mascherando pregiudizi puramente ideologici con la “difesa” dellə bambinə, ignorando i benefici che queste giovani persone trans* ottengono dai percorsi intrapresi al Careggi.

Agghiacciante il comunicato di Provita, a cui è subito seguito un appello di Arcilesbica, firmato da 80 persone che si definiscono “femministe e persone lgbt” con affermazioni motivate solo da pregiudizi e ideologie.

Come Comitato, non possiamo rimanere in silenzio di fronte a questo attacco all’autodeterminazione delle giovani persone trans* e alle loro famiglie, e a questo insistente rifiuto delle evidenze scientifiche. Provita e le persone che supportano l’ideologia transfobica e antiscientifica non trovano spazio nella società inclusiva e libera che dobbiamo costruire per lə bambinə e lə adolescenti.

Aosta Pride rimane e rimarrà sempre contrariə ad ogni ideologia transfobica, sempre intersezionale, transfemminista e noi tuttə difenderemo sempre il Careggi e, ovunque, la libera autodeterminazione di tuttə.

Il Comitato Aosta Pride
Arcigay Vda, Aiace Vda, Arci Vda, Anpi Vda, Associazione Quartiere Cogne, Cgil Vda, Dora donne in Vda, Non una di meno Vda


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