La diversità a scuola è ricchezza

  

Le persone omosessuali sperimentano ogni giorno di più u’inedita capacità di uscire allo scoperto, di essere accolte, di amarsi. Con sorprendente rapidità stanno cadendo pregiudizi secolari che li opprimevano. Pur tra vecchie emarginazioni e aspre condanne, ancora dure a morire, gay e lesbiche affermano sempre più apertamente la propria integrità, contrastando deformazioni e infondate credenze, emancipandosi dal disprezzo di sé e dalla dissimulazione.

Rimangono tuttavia molte questioni in sospeso: cosa determina questa "condizione", quali elementi specifici la connotano, quali conseguenze essa ha sulla formazione del’identità, sul’espressione di una specifica sensibilità, sullo sviluppo della personalità, sul riconoscimento dei diritti e sul’esercizio dei doveri. E rimane, prima ancora, la questione cruciale: cosa vuoi dire essere lesbica e gay. E, dunque, su quale coscienza di sé le persone omosessuali possono oggi costruire un proprio progetto di vita e lottare per rivendicare pienezza di diritti costituzionali e sociali?

Proprio queste incertezze e questa confusione giustificano la necessità di una discussione aggiornata e argomentata del’affettività gay e lesbica, in tutti i suoi aspetti, in un programma di educazione sessuale rivolto agli studenti. ‘ necessario portare alla riflessione del corpo docente e di tutti gli studenti la visione nuova, positiva e liberatoria che le persone omosessuali e moltissimi studiosi hanno elaborato negli corso degli ultimi decenni. Sono proprio queste ricerche ed esperienze che ci indicano come ‘amore tra persone dello stesso genere possa essere integralmente positivo, produttivo e felice. Fondato sul’affettività che la persona gay e lesbica elabora durante ‘infanzia, esso ha avuto uno sviluppo che ha seguito gli stessi processi psicologici e relazionali che conducono alla maturazione eterosessuale. Essere gay e lesbica vuoi dire esprimere la propria capacità di amare, piena e matura, avendo elaborato delle rappresentazioni emotive e globali del legame io-altro che non differiscono da quelle elaborate dalla persona eterosessuale, se non per ‘oggetto del’investimento affettivo.

Sulla base di questa visione, è possibile far acquisire agli studenti u’esperienza di diversità, di apertura concettuale e valoriale quanto mai importante nella nostra società. Soprattutto, essi potranno rapportarsi al’amore omosessuale, che potrebbero scoprire in se stessi, nei compagni o nei più vari contesti sociali, senza convalidare pregiudizi stigmatizzanti e stereotipati, senza avallare ‘invalidazione e ‘oppressione che le persone omosessuali ancora oggi soffrono. ‘ ‘attacco squalificante portato a una delle strutture costitutive della persona a produrre alienazione, negazione di sè ed emarginazione. Non si deve dimenticare, infatti, che sono soprattutto gli adolescenti e i giovani a soffrire per ‘imputazione di deviazione e infelicità che, ancora oggi, arriva loro da differenti contesti. Così come è assai diffusa una visione del’affettività gay e lesbica come puro estetismo, gusto, trasgressione alla moda.

Acquista uno straordinario valore di prevenzione a tutto campo, dunque, ogni inziativa volta a definire ‘integralità, la profondità, la natura strutturale del’amore omosessuale: che investe ed è, propriamente, tutta intera la persona, serena e normale.

Dott. Paolo Rigliano*

* Paolo Rigliano, psichiatra, psicoterapeuta, criminologo, vive e lavora a Milano, dove ha diretto fino al 1990 un servizio per le tossicodipendenze. Attualmente è responsabile di un servizio psichiatrico territoriale. ‘ membro della Commissione nazionale per la lotta contro ‘Aids del Ministero della sanità.


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