Formiamo operatori e operatrici interculturali

  

Napoli, 12-14 dicembre
Seminario Arcigay su immigrazioni e omosessualità
Per combattere la doppia esclusione sociale dei migranti LGBT nella comunità omosessuale e nelle comunità dei paesi d’origine

Si terrà a Napoli presso il Grand Hotel Oriente dal 12 al 14 dicembre il seminario Arcigay di formazione per operatori e operatrici IMMIGRAZIONI E OMOSESSUALITÀ.

Il seminario si inserisce nel progetto “Nuovi Approcci nel campo dell’integrazione dei migranti residenti in Italia: l’aiuto ai migranti lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT)”, finanziato dal Ministero della Solidarietà Sociale.

Il progetto ha l’obiettivo di sostenere l’integrazione dei migranti LGBT, in quanto persone che possono essere particolarmente esposte al rischio di esclusione sociale, trovandosi ad affrontare ostacoli specifici sia all’interno delle comunità di origine che all’interno della comunità LGBT.

”Si tratta di un momento intensivo per gettare le fondamenta di nuove figure di operatori dei comitati Arcigay, più pragmatici, più vicini alla vita quotidiana delle persone, fatta di difficoltà di lavoro, di scambi personali con una lingua avversa, di ricerca di relazioni.” – dichiara Salvatore Simioli, presidente di Arcigay Napoli.

Il seminario di formazione vuole soprattutto fornire strumenti pratici, atti a valutare modalità per una migliore accoglienza, sviluppare le competenze sociali, prendendo anche esempio da altre associazioni europee. “Cosa si può fare in concreto?” – si chiede il responsabile Immigrazione di Arcigay Giorgio Dell’Amico – “Utilizzare più lingue straniere nei centri LGBT, fare maggiore formazione sullo spauracchio del permesso di soggiorno e sulle sue modalità di impiego, dare informazioni sanitarie sulle MTS e sul test HIV e sulla vita lesbica e gay nel nostro paese. Anche quello che noi diamo per scontato – orari, luoghi, modalità relazionali – può essere un rebus da decifrare per chi in Italia non ha mai vissuto.”

“Noi persone LGBT possiamo essere mediatori culturali: l’educazione all’alterità è base comune per un’accoglienza interculturale: ogni persona LGBT, come ogni migrante, si è sentito l’unico al mondo.” – conclude Riccardo Gottardi, segretario nazionale Arcigay – “Solo attraverso il confronto e la valorizzazione di tutte le differenze si possono ottenere risultati concreti per dare una maggiore consapevolezza e per allargare il proprio sguardo aldilà dei modelli stereotipati. Chi affronta la strada dell’accoglienza in modo nuovo può rimettere al centro del dibattito i temi delle differenti esclusioni sociali, che accomunano le persone omosessuali nelle loro diverse identità e progettare un’Italia che integra le diversità.”

Info
http://migrantilgbt.arcigay.it
migra@arcigay.it

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IO – Immigrazioni ed Omosessualità

PROGRAMMA
12/13/14 dicembre 2008
Grand Hotel Oriente, via Diaz 44 – Napoli

12 dicembre 2008, h 14.30 / 18.30

Registrazione partecipanti
Miles Gualdi e Giorgio Dell’Amico, coordinatori progetto “Nuovi Approcci nel campo dell’integrazione dei migranti residenti in Italia: l’aiuto ai migranti lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT): apertura dei lavori e presentazione del progetto
Laura Pozzoli, Coordinatrice ricercatori: presentazione dei risultati della ricerca nazionale Immigrazioni e Omosessualità
Giorgio Dell’Amico, referente nazionale immigrazione Arcigay: Cenni sulla normativa riguardante l’immigrazione; l’ingresso ed il soggiorno, il diritto alla salute, la protezione sociale e la lotta alla tratta
Cena h. 20.00

13 dicembre 2008, h 9.30 / 13.30

Gianfranco Schiavone, Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione: orientamento sessuale e protezione internazionale: il diritto di asilo in Italia
Matteo Bonini Baraldi, Università di Bologna: Discriminazioni multiple e riconoscimento delle coppie di fatto, il contesto normativo e l’Europa
Laura Spizzichino, Psicologa: Accessibilità ai servizi sanitari per gli immigrati
Nicola Mai, Sociologo: Prostituzione, omosessualità, uno sguardo nelle altre culture
Adri Tekin, Associazione GLADT: Interculturalità delle associazioni LGBT

Avvio dei workshop
Salute/ riduzione del danno
Diritti
Intercultura e associazionismo LGBT

Pranzo 13.30 / 14.30

13 dicembre 2008, h 14.30 – 18.30

Proseguo attività nei workshop
Cena h. 20.00

14 dicembre 2008, h 10 – 13.30

Relazione in plenaria, scambio delle informazioni nei workshop
Conclusioni e saluti
Pranzo 13.30 / 14.30

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IL SALUTO DEL PRESIDENTE NAZIONALE ARCIGAY

Carissime e carissimi,

purtroppo per impegni legati all’attuale situazione politica e sociale del paese e soprattutto per la coincidenza del seminario con l’apertura del congresso nazionale di Arcilesbica, non posso essere presente ai lavori.

È assai importante che al sud si svolgano iniziative, convegni, manifestazioni di carattere nazionale, che danno il segno di come sia fondamentale l’impegno della nostra associazione verso un’area del paese per troppo tempo dimenticata.

In questo senso voglio ringraziare il presidente del comitato Arcigay di Napoli Salvatore Simioli e tutti i volontari e le volontarie per l’impegno profuso nell’organizzazione di questo corso e soprattutto per il ruolo politico, sociale e culturale che Arcigay riveste a Napoli e in Campania.

A voi partecipanti che siete giunti a Napoli, soprattutto da regioni del sud ma anche da alcune aree del nord, voglio esprimere il mio ringraziamento per l’attenzione che prestate ad un tema, quello dei migranti lgbt, su cui la nostra associazione svolge un ruolo di avanguardia culturale nella comunità LGBT italiana.

Per questo ringrazio Giorgio Dell’Amico e Miles Gualdi per il loro lavoro di progettazione e di elaborazione dei contenuti, e tutti i relatori e le relatrici del seminario di formazione Immigrazioni e Omosessualità.

Occuparsi di noi, della nostra quotidianità, dei nostri diritti, significa occuparsi di tutti i gay e di tutte le lesbiche che vivono nel nostro paese, e in particolare delle persone migranti, che subiscono per la loro condizione ulteriori discriminazioni, sia dalla società italiana, sia purtroppo in molti casi anche dalle loro comunità di provenienza.

Spesso essere omosessuali migranti è una condizione non riconosciuta dalla propria cultura di provenienza e dall’organizzazione sociale delle comunità di origine. Per questo, in coerenza con la battaglia che abbiamo svolto in questi giorni affinché fosse estinto il tentativo del vaticano di opporsi in sede internazionale alla depenalizzazione del reato di omosessualità, è altrettanto necessario adoperarsi affinché i gay e le lesbiche migranti possano incontrare la comunità LGBT italiana, pronta a farsi carico delle loro particolari esigenze.

Assicuro infine che nel 2009 Arcigay si impegnerà affinché le idee e le proposte scaturite da questo importante progetto siano portate all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale attraverso l’organizzazione di un evento pubblico, su cui tutta l’associazione si impegnerà a fondo.

Vi faccio i miei auguri di tre giorni di buon lavoro.

Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay


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