Siamo tutti/e/* clandestini/e/*

  

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Grande partecipazione, nel tardo pomeriggio di venerdì 31 agosto, per Diritti senza Confini [http://hermesacademy.blogspot.com/2018/08/diritti-senza-confini.html], manifestazione di sensibilizzazione contro xenofobia e di protesta contro le gravi violazioni e vessazioni a cui sono sottoposti/e/* da anni i/le/* migranti trasportati/e/* nell’hotspot.

Convocato dalla Rete Antirazzista e Antifascista di Taranto, il corteo si è radunato all’ingresso dell’Arsenale, ha percorso Via Di Palma, Piazza Maria Immacolata, Via D’Aquino, per conquistare la tappa finale in Piazza Garibaldi.

«L’Italia – è stato più volte ribattuto durante l’iniziativa – deve impegnarsi a favorire una soluzione europea, anche disobbedendo ad assurdi trattati come quello di Dublino, che obbliga i/le/* migranti a chiedere asilo nel primo paese di arrivo; è necessario un Piano che combatta le vere cause dell’insicurezza sociale, povertà e disoccupazione, con investimenti per creare lavoro, riqualificare le periferie, bonificare il territorio, garantire il diritto alla casa, alle cure sanitarie, all’istruzione, all’assistenza.»

Hanno aderito e partecipato anche Hermes Academy Onlus, Arcigay Strambopoli Taranto, Sportello Migranti Arcobaleno di Taranto e provincia, Centro di Ascolto LGBTIQ+ di Taranto e provincia, CasArcobaleno Taras.

Sulle ultime vicende legate alla politica dell’accoglienza e della solidarietà, si esprime l’attivista Arci e Arcigay Strambopoli Taranto Sabrine Aouni, italiana di seconda generazione, studentessa di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali.

«L’episodio della nave Diciotti ha evidenziato l’assenza di umanità di questo governo, che preferisce lasciar incanalare la rabbia degli italiani [dovuta a questioni ben diverse e ben più ataviche, ndr] verso persone che hanno perso tutto, in alcuni casi, persino la propria dignità. Non riesco a pensare ad un viaggio lungo, lunghissimo come a qualcosa di divertente. Non riesco a pensare che milioni di italiani/e/* siano disposti a lasciar morire persone in mare. Eppure è ciò che leggo quotidianamente, mio malgrado, sui social. Non smetterò mai di dire che l’ospitalità è una qualità innata della nostra società: fa parte della nostra cultura, fa parte del nostro essere mediterranei/e/*. Abbattere i muri è sempre stato più efficace che costruirli. Oggi più che mai il nostro Paese ha bisogno di un nuovo inizio, di Cultura, di più giovani, di più amore e, soprattutto, di una vera democrazia. Un proverbio tunisino dice “ciò che basta per due, basta anche per tre”.»