Onda Pride, sei cortei oggi a Modena, Palermo, Roma, Rovigo, Treviso e Varese. Piazzoni (Arcigay): “L'odio istituzionale si muove in sintonia con l'odio sociale, ma non ci faremo accerchiare”
20 giugno 2026 – È un’altra giornata molto intensa per l'Onda Pride 2026, la grande manifestazione a sostegno dei diritti delle persone LGBTQIA+ organizzata da Arcigay e da altre associazioni locali e nazionali, con sei cortei che oggi coloreranno le piazze di Modena, Palermo, Roma, Rovigo, Treviso e Varese. Il Modena Pride si concentra all'area dell'Ex Macello tra via IV Novembre e via Padre Candido, dove il raduno è fissato per le 14.30;
il Rovigo Pride si ritrova alle 16 in piazzale Cervi; il Roma Pride parte alle 15 da piazza della Repubblica; il Palermo Pride si ritrova alle 16 in via Roma; a Treviso, il raduno del Pride è alle 15 alla Palla di Ferro in via Roma, davanti alla stazione centrale, mentre il Varese Pride è in programma alle 16 in piazza Monte Grappa.
“Quel che sta accadendo a Modena, dove il Pride è stato bersaglio di un’ondata di odio durata giorni, e a Rovigo, dove la manifestazione ha dovuto fare i conti con un’ostilità marcata della sindaca che si è tradotta perfino in un ostruzionismo amministrativo, ci consegna una fotografia preoccupante dell'Italia del 2026: l'odio istituzionale si muove in sintonia con tutte le altre forme di odio. Da una parte le minacce di morte sui social contro gli organizzatori del Modena Pride, dall'altra una sindaca che definisce il Pride “esibizionismo” e “circo”, che parla di “comportamenti tribali” e si dice “costretta a subire” quella che in realtà non è altro che una manifestazione democratica. Un’insofferenza davvero eloquente. Non è un caso che questi due mondi viaggino sullo stesso binario. L'odio che parte dai palazzi del potere legittima e alimenta quello che si riversa poi nelle piazze e sui social. La sindaca di Rovigo, parla di “provocazione ideologica” e lo stesso linguaggio lo ritroviamo nei commenti anonimi contro la comunità LGBTQIA+ di Modena. Ma noi non ci facciamo accerchiare: oggi siamo in sei piazze italiane a dimostrare che l'onda arcobaleno è più forte di qualsiasi tentativo di isolamento. Il Pride non è esibizionismo, è resistenza; non è divisione, è comunità; non è una provocazione, è la richiesta tenace e irremovibile dei diritti che in questo Paese non sono ancora stati conquistati”, conclude Piazzoni.


