Taranto Pride 2019: sentita partecipazione di teenager al percorso di costruzione

  

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Dalle ore 18.30 alle ore 21.00 di martedì 5 marzo la sala didattica del Centro Interculturale Nelson Mandela ha ospitato l’assemblea pubblica finalizzata alla stesura della prima bozza del documento politico del Taranto Pride 2019.

 

Le presenze

Numerose e motivate le anime presenti, come B., che dichiara: «Voglio avvicinarmi di più a questo mondo LGBTIQ+ perché mi sento parte di esso, ma non ho ancora avuto modo di entrarci».

Eva, studentessa all’ultimo anno al Cabrini, che è stata allieva dei seminari di scrittura e drammatizzazione Mimesi dal 2016 al 2018 e membro della compagnia de Gli Asterischi, è qui «perché i diritti contano. Tutti i diritti. Non è possibile che se l’ex Ilva resta operativa noi restiamo vivi».

«Voglio dare il mio contributo per la costruzione del pride» dichiara Paolo.

«Voglio sostenervi!» esclama Anna Maria, che aggiunge: «Luigi riesce a rendere magico qualunque cosa e questa non è una cosa da poco, perché se nella società ci fosse tutta questa magia, i problemi più gravi non ci sarebbero più. Io sono assolutamente per tutti i diritti civili. Come madre spero che, quando mia figlia mi dirà “Mamma, mi sono innamorata.” o quando me ne accorgerò… spero di non fare l’errore che fanno tanti genitori: chiedere “Chi è lui?” Io non lo so se è un lui. Io devo chiedere “Chi è” e basta. Penso che da qui si parta. Siamo pieni di cliché e di frasi standard che, a furia di ripetere, anche se non ci crediamo… ci hanno fatto credere anche in ciò in cui non credevamo. Semplicemente “Chi è? Se me ne vuoi parlare… E l’importante è che tu sia felice!”»

Per C. e Rita l’emozione è grande perché «questo è il nostro primo pride».

Presenti anche una delegazione di UDS Taranto, Non Una di Meno Taranto e Eva Santoro, membro della Segreteria Provinciale della CGIL.

 

Significati e significanti: il potere evocativo del logo e del termine pride

Il logo, realizzato da Sharon Cusimano e presentato il 30 ottobre scorso, nel corso dell’incontro ha incontrato il gradimento di tutti/e/*, che in esso riconoscono una ben calibrata espressione di libertà, storia, arte.

L’immagine ben esprime ciò che per i/le/* presenti è il Pride: rivendicazione, espressione, lotta, uguaglianza, amore, visibilità, condivisione, convinzione, cosa buona e giusta, coming out, un momento in cui ciascun essere umano può esprimere ciò che è, orgoglio di ciò che si è «senza se e senza ma», è una festa, una manifestazione mediante la quale combattere per i propri diritti.

Il pride «non è discriminazione, né un giorno qualunque, una manifestazione di nicchia, una carnevalata, contro natura, nudità (non solo quello, almeno), giudizio, malattia, chiusura, paura, dubbio.»

 

Punti di forza e punti di debolezza

Uno dei punti di forza del Taranto Pride 2019 è sicuramente il fatto che parta dal basso.

Tra le risposte alla domanda “Cosa posso dare al pride?”, ricordiamo: empatia, supporto, emozioni, idee, divulgazione, amore e orgoglio dell’essere ciò che sono, sostegno, forza di proseguire, contatti, creatività, spontaneità, «me stesso».

Una riflessione su ciò che non ha funzionato dal 4 settembre (data del primo incontro del ciclo settimanale di costruzione condivisa del Taranto Pride) ha chiarito che tra le questioni da risolvere ci sono la poca partecipazione di attività commerciali, l’assenza di sponsor, l’ambiguo ruolo di mass media locali e nazionali, che da qualche tempo hanno smesso di dare notizia delle nostre attività e si sono rese, mediante un linguaggio per niente inclusivo, veicolo di odio omobitransfobico e xenofobico, misoginia, patriarcato, sessismo.

Ha fatto seguito una serie di testimonianze. Tra tutte ricordiamo quella di Luigi sul non binarismo di genere e sulla filosofia queer, quella di V. sul rapporto con i suoi genitori e quella di Anna Maria, che ha raccontato la cotta per una sua insegnante alle superiori.

Una breve rievocazione dei moti di Stonewall ha fatto da incipit per la narrazione, per sommi capi, della storia del movimento LGBTIQ.

 

Gruppi tematici

Il Gruppo Giovani e le nuove energie giunte per la prima volta nella sede operativa di Arcigay Strambopoli – QueerTown Taranto hanno, poi, lavorato in tre sottogruppi tematici, al fine di tracciare un primo scheletro del documento politico, di cui riportiamo uno stralcio.

«Siamo uomini, donne, persone non binarie che a Taranto e nella sua provincia sono nati/e/* e/o ci vivono e/o transitano. Siamo cittadinx italianx e non, migranti. Siamo essere umani che rivendicano diritti, membri della comunità LGBTIQA+ e alleati/e.

Cosa ci unisce? Appartenere, sentire, amare lo stesso territorio. La volontà di lottare per diritti che non sono stati ancora riconosciuti, per svegliare le coscienze del popolo tarantino.

RisvegliAMO Taranto!

[…]

Taranto merita. A livello culturale, per il patrimonio storico e paesaggistico.

Taranto chiede una nazione coraggiosa, fatta di persone che non restino nell’ombra, ma facciano sentire la propria voce.

Chiediamo diritti LGBTIQ+, diritto alla vita, diritto alla salute, all’ambiente, al lavoro, allo studio. E li chiediamo a chi siede sullo scranno del potere, qualsiasi sia la loro bandiera.

Chiediamo che il Consiglio Regionale pugliese affronti, una volta per tutte, con coraggio il disegno di legge contro discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere […].

Chiediamo che si torni a creare, a fare comunità.

Chiediamo più attenzione a noi adolescenti. Chiediamo che l’educazione sessuale, l’educazione alle differenze e all’affettività nelle scuole siano obbligatorie. Chiediamo la creazione di spazi sicuri (sotto ogni punto di vista): più consultori, sportelli di ascolto e aiuto, contenitori socio-culturali per la condivisione di saperi, testimonianze ed esperienze. Chiediamo maggiore visibilità, bandiere rainbow nei luoghi della formazione, di lavoro e di aggregazione […]»

 

Rivendicazioni

Tantissime le rivendicazioni, con particolare attenzione per le persone trans e le persone intersessuali, e riferimenti al disegno di legge regionale contro discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

 

Green Pride e Pride Festival

La Nature Conservation, la lotta all’inquinamento, lo spirito ambientalista sono tra i cardini del Taranto Pride 2019. Per questa ragione la parata del 18 maggio si arricchirà di alcune “GreenClass Action” (in continuità con la marcia per il clima del 23 marzo) ideate durante la PBA in Kosovo lo scorso 28 febbraio, che verranno proposte in contemporanea anche in altre realtà geografiche sotto forma di flashmob, per sensibilizzare al voto consapevole alle Europee.

Il percorso del corteo, a grandi linee, ricalca quello del Puglia Pride 2016, con eliminazione di un tratto in apertura (il concentramento potrebbe essere in Piazza Dante, più noto come piazzale Bestat, e non al Parco Archeologico delle Mura Greche) e molto probabilmente di un altro tratto in chiusura (si pensa a Piazza Garibaldi come tappa finale, in sostituzione della Rotonda del Lungomare).

Dal 17 al 19 maggio la Città dei Due Mari ospiterà anche il Pride Festival: tre giorni di incontri, dibattiti, musica, arti visive e happening.

Non avendo ricevuto alcuna risposta da parte dell’amministrazione comunale, l’idea originaria di utilizzare gli spazi della Villa Comunale, i Giardini Peripato, è stata accantonata, in favore dell’isola antica.

Alcune realtà locali, come l’associazione Nobilissima Taranto, Caffè Letterario Cibo per la Mente, Bar La Piazzetta, hanno confermato adesione e impegno a collaborare nell’organizzazione.

Tra le location nel borgo umbertino, annoveriamo l’ex convento, ex Ospedale Vecchio in Via SS. Annunziata, struttura risalente al XIV secolo, da poco più di un anno sede del Dipartimento di Salute Mentale (DSM) dell’Asl di Taranto, che ospiterà nella prima metà di maggio estemporanee di arti visive, scrittura, incontri con autori/trici/t* e corti teatrali a cura di Venere Rotelli e Luigi Pignatelli, che coinvolgeranno i pazienti del Centro Diurno Basaglia e il Gruppo Giovani di Arcigay Strambopoli – QueerTown Taranto.

 

Feedback

Nella tarda serata di martedì, una delle giovanissime persone presenti all’assemblea ha inviato un messaggio alla pagina Instagram del Taranto Pride: «Hey, ciao! Sono *******. Sono venuto oggi alla riunione insieme alle mie amiche […]. Tutti e quattro vogliamo ringraziarvi davvero perché personalmente è stata la prima volta in cui abbia potuto dialogare ed approcciarmi con persone lgbt+ e con menti aperte. Conoscere questa piccola comunità che si è fondata in questi anni mi fa veramente piacere vi ringrazio di nuovo.»

 

Prossimo appuntamento

Il prossimo appuntamento con il ciclo di incontri di costruzione condivisa del Taranto Pride 2019 è alle ore 18.30 di martedì 12 marzo presso il Centro Interculturale Nelson Mandela, in Via Anfiteatro #219 a Taranto.

Per info, proposte e adesioni, contattare il +39 388 874 6670 o scrivere a tarantopride@gmail.com


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