Coppie di fatto, perplessità in Curia

  

Da "La Repubblica", edizione di Bologna, sabato 13 aprile 2002, pagina 3

Il centrodestra in Comune riconferma il proprio impegno "a favore della famiglia fondata sul matrimonio" e critica la legge regionale che disciplina l’accesso alle case pubbliche e che "esplicitamente equipara la famiglia alle altre forme di convivenza". E’ la sintesi del documento politico firmato ieri dai capigruppo della maggioranza – e approvato dal capo di gabinetto Marco Zanzi – con cui si tenta di chiudere la polemica sulle coppie di fatto. Ma Massimiliano Mazzanti di An e Niccolò Rocco di Torrepadula, indipendente di destra, non s’accontentano e vogliono tornare in aula per ridiscutere il tutto. Motivo: la presa di posizione del centrodestra, "pur giusta" dice Mazzanti, non cambia il contenuto della delibera comunale che mette sullo stesso piano i giovani sposati a quelli non (e le coppie dello stesso sesso).

La paginetta della maggioranza a lungo meditata non risparmia le critiche "alla cultura di certa sinistra" e "alla stampa di riferimento". "La maggioranza – si legge – denuncia la preoccupante tendenza alimentata da certa sinistra di voler intenzionalmente confondere la famiglia con altre forme di relazione sociale che non possono esprimere lo stesso valore sociale e giuridico. Ciò si è tradotto in Emilia Romagna con scelte legislative regionali particolarmente equivoche, discutibili e di dubbia legittimità costituzionale". Il testo è stato sottoposto, sempre ieri, all’attenzione della Curia. In via Altabella l’atteggiamento della Giunta sulle coppie di fatto ha suscitato parecchie perplessità. "Illustreremo la nostra posizione domenica sull’inserto bolognese dell’Avvenire" è il commento di monsignor Ernesto Vecchi.

Tutto è nato dall’incidente in consiglio lunedì scorso, quando l’assessore Carlo Monaco ha accolto un emendamento dei Ds e il Polo, in quel momento forse distratto, ha detto di sì a un testo che non prevede più il riferimento al matrimonio nel punto in cui si parla del nucleo familiare. La giunta anche nei passaggi in commissione che hanno preceduto il voto ha sempre manifestato la volontà di privilegiare con un punto in più le giovani coppie sposate, salvo poi accogliere la proposta del diessino Claudio Merighi trattando alla pari coppie sposate e di fatto. Monaco ha spiegato che così prevede la legge regionale a cui il Comune deve rifarsi e che scegliendo un’altra formulazione l’amministrazione si sarebbe esposta a ricorsi. "Il Polo – dice Merighi – vuol dare battaglia alle legge regionale. Ma vista la capacità mostrata in consiglio comunale di capire cosa stava succedendo, Errani può dormire sonni tranquilli".


  •