Il museo della Resistenza apre ai gay

  

STAZZEMA. I gay entrano nel museo della Resistenza di San'Anna. A 58 anni esatti dalla strage nazista che annientò il paese. Ad aprire le porte agli omosessuali è il sindaco di Stazzema Giampiero Lorenzoni che fa più che farsi da parte per lasciarli entrare. Annuncia che il prossimo anno, nei giorni della commemorazione del'eccidio, gli omosessuali dentro il museo potranno – come richiesto da Arcigay – organizzare un convegno sulle persecuzioni subite durante il nazismo e il fascismo. E che potranno lasciare un pannello per ricordare le violenze subite, come prima di loro hanno già fatto gli obiettori di coscienza.

Questa, di fatto, è la risposta che la Versilia – almeno quella della memoria lunga – dà a Forza Nuova, la formazione di estrema destra che lunedì ha diffuso a Torre del Lago un volantino contro il Gay Pride, le giornate (blindate dalla polizia) di celebrazione del'orgoglio omosex in programma fino a domenica nella frazione. Al'invito di Forza Nuova alla rivolta contro le «ripugnanti sfilate», la comunità omosessuale risponde con un «pannello – dice 'onorevole Franco Grillini, Presidente nazionale onorario di Arcigay che ha lanciato la proposta – che racconterà le persecuzioni subite dagli omosessuali per mano dei nazisti nei campi di concentramento, ma anche quelle subite sotto il fascismo che trattava i gay a colpi di confino. Il pannello dovrà essere collocato in tutti i musei in cui si parlerà di persecuzioni e olocausto, ma il primo luogo nel quale vogliamo che sia messo è proprio San'Anna». Pienamente 'accordo il sindaco Lorenzoni che ieri mattina ha accompagnato Grillini e il presidente regionale di Arcigay, Alessio De Giorgi, sui luoghi del'eccidio: «Anche questo pannello, come quello che già hanno lasciato nel nostro museo gli obiettori di coscienza, perseguitati e uccisi dal nazismo come altre minoranze, servirà al mantenimento fermo della memoria di quello che successe in quegli anni. Servirà a contrastare il revisionismo che tende a occultare le vittime dei regimi. Sarà una testimonianza di verità. Non so se al convegno del prossimo anno saranno presenti omosessuali sopravvissuti ai campi di concentramento, ma so che per noi a Stazzema è un dovere continuare a testimoniare il sacrificio di chi ha pagato con la vita 'aspirazione alla libertà».


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