A Piombino il registro delle unioni civili

  

Comunicato stampa del Segretario nazionale Arcigay

Istituzione del Registro delle coppie di fatto a Piombino: una buona e importante notizia
All’unanimità il Consiglio Comunale approva un ordine del giorno

Piombino

Piombino

Il fatto che il Consiglio Comunale di Piombino, all’unanimità, ovvero con i voti di DS, Verdi, Rifondazione Comunista, SDI, Margherita, Forza Italia, UdC, AN, abbia deliberato la scorsa notte l’istituzione del Registro delle Unioni Civili, è per noi una buona e importante notizia.

Infatti, il lavoro l’approvazione di un dispositivo, che tiene conto di tutte le sensibilità politiche e culturali, cui ha dato il proprio contributo anche il Circolo Arcigay di Piombino, dimostra che è possibile affrontare il tema del riconoscimento delle coppie di fatto con serenità e superando artificiosi steccati.

Ringraziamo la classe politica piombinese per esser riuscita là dove, purtroppo, ancora non è arrivata la classe politica nazionale, ovvero di occuparsi dei mutamenti sociali, tenendo conto delle concrete aspirazioni di tutti i cittadini.

Aurelio Mancuso
Segretario Nazionale Arcigay


Comunicato stampa Arcigay Toscana

A PIOMBINO IL REGISTRO DELLE UNIONI CIVILI
Arcigay: “Evento politico inaspettato e importante”

Il Natale ha portato ai piombinesi un bel regalo: nella seduta notturna del 15 dicembre il Consiglio Comunale di Piombino ha votato all’unanimità una delibera che impegna la Giunta ad elaborare il Regolamento per l’istituzione del Registro delle Unioni Civili, sia tra persone di sesso diverso che del medesimo sesso. Hanno votato a favore i DS (dei quali è il testo finale redatto in concertazione con l’Arcigay di Piombino), il PRC, i Verdi, lo SDI, la Margherita, la lista civica “Per la tua città” (espressione di Forza Italia e UDC) e AN. 26 voti favorevoli, nessun contrario, nessun astenuto.
Non era tuttavia un esito scontato. La discussione era iniziata con ben quattro documenti (una mozione dei DS, un ordine del giorno di Verdi e PRC e altri due ordini del giorno di Margherita e AN) di cui solo quelli dei DS e di Verdi-PRC avevano buone probabilità di accorpamento. AN reclamava il registro per le sole coppie eterosessuale mentre la Margherita ribadiva la sacralità della famiglia così come scritto nell’articolo 29 della Costituzione.

“Si è rispettata la tradizione di democrazia e inclusione della Città di Piombino — ha affermato il Sindaco di Piombino Gianni Anselmi (DS) — e questo registro apre una prospettiva di apertura all’estensione dei diritti civili in ottemperanza alla Costituzione e allo Statuto Regionale. L’omosessualità ha sempre accompagnato la storia dell’uomo e non è una devianza né un elemento di disgregazione della società anzi il riconoscimento delle coppie gay costituisce un rafforzamento della stabilità sociale”.
Al termine della seduta Andrea Panerini, Presidente dell’Arcigay “Lorenzo Il Magnifico” di Piombino chiosa: “E’ stata una mediazione difficile e ringraziamo tutte le forze politiche e i consiglieri che si sono adoperati per questo risultato. L’unanimità col voto favorevole delle destre è un risultato eccezionale e sono orgoglioso che questo messaggio di unità sui diritti civili arrivi proprio da Piombino che può servire da esempio per altre realtà sul territorio nazionale. Ora lavoreremo al Regolamento attuativo e porteremo la delibera anche nei Consigli Comunali limitrofi”.

“Penso che il risultato raggiunto dal Consiglio Comunale di Piombino — prosegue Andrea Panerini — sia importante perché proviene da una realtà di provincia difficile ma che ha una grande tradizione di democrazia e di civiltà e anche perché è estremamente difficile raggiungere l’unanimità e avere il consenso di forze di ispirazione cattolica e di destra. Questa unità credo serva di esempio per le altre Amministrazioni e ci rafforza nella convinzione che l’allargamento dei diritti civili è un tema che deve e può interessare tutte le forze politiche.”

Il Registro delle Unioni Civili di Piombino, una volta resa operativa la delibera del consiglio, si affiancherà a quelli già in vigore a Firenze, Pisa, Scandicci, Arezzo e in una decina di altri comuni non toscani e alla dichiarazione contenuta nell’articolo 4 dello Statuto della Regione Toscana che riconosce le forme di convivenza diverse da quella fondata sul matrimonio, recentemente avvallata dalla Corte Costituzionale nel ricorso invano presentato dal Governo.


IL TESTO DELLA DELIBERA

Il Consiglio Comunale di Piombino

– posto che la Costituzione all’articolo 29 dichiara che “la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” ma, nel riconoscere e sottolineare il valore e l’importanza della famiglia, non esclude all’evidenza il sorgere o l’esistenza di atti e formazioni sociali le cui finalità siano ritenute meritevoli di tutela e non contrastanti con i principi costituzionali;

– considerato altresì che le trasformazioni in atto nella società vedono crescere a fianco della famiglia tradizionalmente intesa altre forme di convivenza in assenza di vincolo matrimoniale;

– visto che il nuovo Statuto della Regione Toscana indica tra le finalità generali espresse all’articolo 4 “la tutela e la valorizzazione della famiglia fondata sul matrimonio” e nello stesso tempo “il riconoscimento delle altre forme di convivenza”;

– dato che non si tratta quindi di mettere in discussione la famiglia fondata sul matrimonio, ma semplicemente di riconoscere l’esistenza di nuove forme di convivenza che fanno parte della comunità;

– ritenuto opportuno per questi motivi istituire un registro presso un apposito ufficio del Comune di Piombino, dove iscrivere, seguendo la distinzione operata dalla legge, le persone legate non da vincoli “legali”, ma solamente da quei vincoli riferibili alle forme di convivenza che si stanno delineando nella società;

delibera

di istituire un registro delle Unioni Civili presso il Comune di Piombino, considerando che l’iscrizione in tale registro non viene ad assumere carattere costitutivo di status ulteriori e quindi riconoscimento di poteri e doveri giuridici diversi da quelli già riconosciuti dall’ordinamento dello stato agli stessi soggetto, ma un uguale godimento e fruizione di quei servizi, azioni e diritti di competenza del Comune, finora riservati alla famiglia legalmente riconosciuta.

Firmato:
Maida Mataloni, capogruppo DS
Michela Batistoni, capogruppo PRC
Anna Maria Marrocco, capogruppo Verdi per la Pace
Giampiero Amerini, capogruppo AN
Graziella Guglielmi, capogruppo Lista Civica per la tua città
Lido Francini, capogruppo Margherita-DL
Carmela Negro, capogruppo SDI-Insieme per lo sviluppo


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