I più dimenticati: 100.000 omosessuali vittime del nazifascismo

  

Al ricordo delle 100mila vittime omosessuali del nazifascismo, dimenticate più in fretta di altre e più a lungo perseguitate, si aggiunge quello degli omosessuali ancora uccisi e incarcerati in molte parti del mondo. Oggi sarà apposta una lapide in loro memoria nell’unico campo di sterminio sul suolo italiano, la Risiera di San Sabba, a Trieste. Decine le iniziative per non dimenticare dei circoli Arcigay in molte città.

Un'immagine del film Paragraph 175

Un’immagine del film Paragraph 175

La giornata della memoria di domani è l’occasione per ricordare le 100mila vittime omosessuali del nazifascismo, ma anche le tante vittime della persecuzione negli stati del mondo in cui ancora oggi vige la pena di morte per le persone omosessuali. Pur essendo molti meno degli ebrei sterminati dalla follia di Hitler i 100mila omosessuali maschi arrestati dai nazisti, 15mila dei quali internati nei lager dove circa 10mila vennero uccisi, sono stati molto meno ricordati anche a causa della vergogna subita dalle loro famiglie.

“A differenza delle famiglie ebree — spiega il Presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudiceche hanno saputo coltivare la memoria dei loro cari uccisi dal nazismo e ne hanno compianto la sofferenza, spesso le famiglie delle vittime omosessuali si sono vergognate di rendere pubblico l’accaduto. La memoria è stata così occultata per decenni e solo recentemente sta lentamente tornando a galla. Per questo è ancora più prezioso conoscere e ricordare”.

Oggi a Trieste, presso l’unico campo di sterminio nazista in territorio italiano, la Risiera di San Sabba, sarà apposta una lapide in memoria delle vittime omosessuali dell’olocausto. La lapide sarà scoperta questa sera alle ore 19, alla presenza del presidente nazionale di Arcigay.

Decine le iniziative di circoli dell’associazione in molte città: convegni, proiezioni di film e documentari, spettacoli teatrali, partecipazione alle cerimonie ufficiali, deposizioni di fiori, presentazioni di libri, esposizioni di mostre. Tra le città interessate, oltre a Trieste, Bologna, Brescia, Modena, Padova, Piacenza, Piombino (LI), Bassano del Grappa (VI), Reggio Emilia, Udine, Milano, Cremona.

In Germania l’articolo del codice penale, il famigerato “paragraph 175”, in base al quale furono perseguitati gli omosessuali durante la dittatura nazista, rimase ancora in vigore per decenni dopo la fine della guerra. Solo nel 1968 venne abrogato nella Germania dell’Est e nel 1969 in quella dell’Ovest. Alcuni dei superstiti dei lager nazisti furono nuovamente arrestati dopo la guerra in base alla stessa legge.

Gli omosessuali reclusi nei lager venivano contrassegnati con un triangolo rosa cucito sulle casacche. Ad essi non toccarono le camere a gas, riservate agli ebrei. Morirono a seguito di sperimentazioni chirurgiche, castrazione, lavori forzati. Nei campi costituivano il gradino più basso, talvolta maltrattati o violentati dagli stessi compagni di prigionia.

In Italia, alla deportazione si preferì il confino coatto in luoghi isolati e remoti (Favignana, Ustica, San Donnino delle Tremiti, ecc.). Almeno 90 sono i casi ad oggi accertati, 42 dei quali ad opera del solo questore di Catania, Molina. La repressione venne, infatti, affidata ad atti di polizia. Nel codice penale dell’epoca fascista, il Codice Rocco (1931), si omise, appositamente, ogni norma anti-omosessuale, negando fosse un “problema” che affliggesse gli italiani.

“Il ricordo di quelle vittime è ancora oggi di grande attualità anche perché sono ancora moltissimi i paesi del mondo che perseguitano e uccidono le persone omosessuali”, ricorda Lo Giudice.

In sei paesi islamici gli omosessuali sono tutt’oggi sottoposti alla pena di morte: Iran, Afghanistan, Arabia Saudita, Mauritania, Sudan e Yemen. Altri 20 paesi mussulmani puniscono comunque duramente gli atti omosessuali. I rapporti omosessuali rimangono reato in molti altri paesi, tra cui la Cina.

LE INIZIATIVE DEI CIRCOLI ARCIGAY IN ALCUNE CITTÀ

Trieste

Mercoledì 26 gennaio, ore 18:00, fiaccolata alla volta della Risiera di San Sabba; ore 19:00 scopertura della lapide in memoria delle vittime omosessuali dell’olocausto nazifascista.

Giovedì 27 gennaio, deposizione di un triangolo di fiori rosa sull’area dell’ex forno crematorio della Risiera.

Bassano del Grappa (VI)

Giovedì 27 gennaio, ore 20:45, largo Parolini, 39, proiezione del documentario “Paragraph 175”, di Rop Epstein e Jeffrey Friedman, sull’olocausto degli omosessuali nei lager nazisti, con testimonianza di alcuni superstiti. Premiato come miglior documentario al Festival di Berlino del 2000 e al Festival Sundance dello stesso anno, è in edicola in questi giorni con Diario.

Bologna

Martedì 25 gennaio, proiezione di due film, ”Ricordare”, che raccoglie le testimonianze di alcuni gay italiani che hanno subìto le persecuzioni e le vessazioni del regime fascista, e “L’altro ieri”, sul periodo fascista dal punto di vista femminile.

Giovedì 27 gennaio, ore 10:30, Giardini di villa Cassarini, deposizione di due corone di fiori sulla lapide triangolare in marmo rosa in memoria delle vittime omosessuali del nazifascismo. Alla cerimonia parteciperanno rappresentanti del circolo Arcigay Il Cassero di Bologna. Le corone saranno una dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) e l’altra dell’Amministrazione comunale. La lapide per le vittime omosessuali è stata collocata nei giardini nel 1990.

Brescia

Una delegazione del locale circolo Arcigay partecipa all’iniziativa “Un treno per Auschwitz”, in Polonia dal 25 al 30 gennaio.

Milano

Domenica 30 gennaio, una delegazione di Arcigay Milano parteciperà alla cerimonia ufficiale per la Giornata della memoria. In simbolo di rispetto per le vittime del nazismo, i rappresentanti di Arcigay porteranno un triangolo rosa appuntato sul petto.

Modena

Giovedì 27 gennaio, ore 21:00, proiezione del documentario “Paragraph 175”.

Venerdì 28 gennaio, presentazione di tre libri, tra cui “Le ragioni di un silenzio. La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e i fascismo” (a cura del circolo Pink, Ombre Corte, Verona 2002)

Iniziative del Comune di Modena in collaborazione con il circolo Arcigay della città.

Padova

Una delegazione del circolo Arcigay di Padova parteciperà alla cerimonia ufficiale per la Giornata della memoria.

Piacenza

Venerdì 27 gennaio, ore 9:30, Auditorium S. Ilario, via Garibaldi. Convegno “Omocausto. Il triangolo rosa”

Piombino (LI)

Una delegazione dell’Arcigay di Piombino partecipa all’iniziativa “Treno della memoria”

Reggio Emilia

Giovedì 27 gennaio, ore 17:00, Teatro Valli, Sala degli specchi.

Lezione dialogata del professor Sergio Luzzatto, ordinario dell’Università di Torino, studioso del fascismo. Iniziativa del Comune di Reggio Emilia in collaborazione con il circolo Arcigay della città.

Udine

Lunedì 24 gennaio, ore 18:00, antisala Ajace, inaugurazione della mostra fotografica “Omocausto. Lo sterminio dimenticato degli omosessuali”. Ore 19:00, sala Ajace, Conferenza “I triangoli rosa. Persecuzione e sterminio degli omosessuali sotto il nazismo”

Giovedì 27 gennaio, ore 17:00, sala Ajace, tavola rotonda “Altri volti dell’olocausto”

Sabato 29 gennaio, San Osvaldo, padiglione 21 del Dsm, ex Ospedale psichiatrico, “Triangoli Rosa”, lettura scenica accompagnata da proiezioni e musiche.

28, 29 e 30 gennaio, ore 19:00 — 24:00, bar cinema Visionario, via Asquini. Film documentario Paragraph 175, mostra fotografica, “Omocausto. Lo sterminio degli omosessuali”.


Comunicato stampa Segretario nazionale Arcigay 27.01.05

Ancora una volta il papa tace sulle persecuzioni ai danni dei gay

Giovanni Paolo II

Giovanni Paolo II

Nel messaggio inviato dal papa alla celebrazione per i 60 anni della liberazione di Auschwitz, ancora una volta non ha trovato la forza di parlare del sacrificio di migliaia di gay perseguitati e uccisi dal regime nazista.

Purtroppo questo silenzio non è casuale ed è motivato dal fatto, che anche nel Giubileo del 2000, la Chiesa non trovò il coraggio di chiedere perdono per i crimini commessi nei secoli nei confronti degli omosessuali.

Questi silenzi sono il sintomo più evidente di un imbarazzo storico, che la gerarchia vaticana non riesce a superare, pur richiamandosi in ogni dove al messaggio d’amore contenuto nel Vangelo.

Centomila furono gli omosessuali arrestati dai nazisti, decine di migliaia di loro morirono negli anni dei campi di concentramento, altri furono arrestati dopo la fine della guerra, perché considerati in ogni caso dei criminali.

I milioni di nostri fratelli e sorelle che patirono a causa della storica avversione da parte delle strutture della Chiesa temporale, nonché dai regimi dittatoriali di tutti i tipi, non meritano nemmeno una parola?

Aurelio Mancuso
Segretario nazionale Arcigay


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