Contributo congressuale – Contenitori di socialità

  

“….tra gli organizzatori del World Pride c’è anche l’inquietante ORA”, così scriveva, nel giugno del 2.000, Il Giornale della famiglia Berlusconi. Il Gruppo ORA era appena nato e già “lor signori” si preoccupavano. Avevano ragione; eravamo alla vigilia di quella che sarebbe stata la più grande manifestazione a sostegno dei diritti delle persone omosessuali e transessuali mai svoltasi in Italia. Fu il lavoro di tanti, e noi c’eravamo! Un momento storico per l’Italia e soprattutto per la comunità GLBT che, unita ed entusiasta, fu capace di far balzare la “questione omosessuale” al centro delle cronache e del dibattito politico.
Fummo i soli, per la verità, a porre fin d’allora la questione delle “Unioni Civili” come rivendicazione prioritaria. La città fu inondata di adesivi, elaborati da Gruppo ORA e Arcilesbica Roma, con lo slogan “Contro nessuno, una famiglia per tutti — Per i diritti umani e le Unione Civili”.

Il Gruppo ORA dal 2001 è entrato a far parte della rete nazionale dei circoli Arcigay trasformandosi quindi in “Arcigay Roma – Gruppo ORA”. Il nostro Paese negli ultimi anni è cambiato (parlamentari gay e lesbiche dichiarati sono stati eletti, gli italiani sono sempre più aperti verso il tema delle “coppie di fatto”…..l’omosessualità è stata sdoganata in RAI anche in prima serata), ma di una legge sulle Unioni Civili ancora niente. Il solco tra “Paese reale” e “Paese legale”, come si diceva una volta, sembra farsi sempre più profondo.
Migliaia di persone sono scese in piazza Farnese il 14 febbraio dello scorso anno per il Kiss2PACS, il San Valentino per tutti, la manifestazione di sostegno alla proposta di legge Grillini ed altri 160 deputati per il Patto Civile di Solidarietà. Una “Piazza Farnese straboccante di coppie” intitolava Il Messaggero.
Un successo di partecipazione reso possibile dal crescente radicamento di “Arcigay Roma Gruppo ORA” nella Capitale manifestatosi, nell’arco di questi anni, con iniziative per la laicità delle Istituzioni, lotta all’omofobia e al pregiudizio, uguaglianza di diritti per tutti.
I cambiamenti e le conquiste sociali e civili non avvengono per caso, ma hanno bisogno del sostegno di tante persone. Ringraziamo i singoli che hanno partecipato alle nostre attività, le altre associazioni GLBT romane con le quali abbiamo cooperato, quei pochi politici che ci sono stati e ci sono vicini, i tanti circoli Arcigay sparsi in Italia con i quali siamo orgogliosi di lavorare, la Presidenza nazionale di Arcigay che ci è sempre stata di supporto.

L’XI° CONGRESSO NAZIONALE DI ARCIGAY: IL DOCUMENTO “ALI ALLA LIBERTA’”

Estratto del documento nazionale di Arcigay predisposto per il prossimo Congresso di Bologna:

“La questione omosessuale è diventata una questione politica di rilevanza internazionale. Come fu nel ‘900 per la questione femminile o per quella contro le discriminazioni razziali, il tema del riconoscimento dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali ha travalicato i recinti di una nicchia divenendo un tema politico ineludibile.

In Europa la stagione delle Risoluzioni ha ceduto il passo ad atti più concreti, come l’inserimento nel Trattato Costituzionale Europeo del divieto di discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e del diritto a costituire una famiglia fuori dal matrimonio o la Direttiva 78/2000 sulle discriminazioni sul lavoro.
Dodici paesi europei (Olanda, Belgio, Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Portogallo, Ungheria, Lussemburgo) riconoscono, in varie forme, i diritti delle coppie gay e lesbiche ed altri cinque (Spagna, Gran Bretagna, Svizzera, Croazia, Repubblica Ceca) si stanno apprestando a farlo…tuttavia il nostro pianeta rimane un luogo prevalentemente a rischio per donne e uomini omosessuali: sono circa settanta i Paesi in cui essere gay o lesbica è contro la legge ed è tuttora presente lo scandalo di sette paesi islamici (Afghanistan, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Iran, Nigeria, Pakistan e Yemen) che prevedono la pena di morte per sodomia.

Siamo dentro la Storia, ancora come una comunità in lotta per la propria libertà….. A questo ci siamo preparati negli anni scorsi, iniziando a progettare interventi antidiscriminatori insieme all’Unione Europea, tessendo relazioni con altre associazioni, partecipando a campagne internazionali di pressione, vivendo da protagonisti la dimensione dell’ILGA, soprattutto della sua branca europea di cui abbiamo espresso il co-presidente.

Siamo impegnati a promuovere la piena realizzazione e la piena visibilità di ogni persona gay, lesbica, bisessuale e transgender e a combattere pregiudizio e discriminazioni sociali e normative attraverso la nostra rete di strutture territoriali che forniscono supporto socio-psicologico, progetti culturali, socializzazione, linee di telefono amico, produzione e programmazione culturale.
Il principio dell’autonomia della nostra azione e dei diritti che rappresentiamo continuerà a guidarci nella nostra azione sociale, nelle alleanze politiche, nei comportamenti elettorali: mai ci schiereremo con chi non si schiera con noi, mai consegneremo cambiali in bianco ai partiti politici, mai chiameremo la nostra comunità ad esprimere il suo voto a favore di chi non si sia impegnato in modo chiaro e deciso nella promozione dei nostri diritti e delle nostre libertà.

PER UN ARCIGAY ANCORA PIU’ FORTE E ORGANIZZATA: SPUNTI DI DISCUSSIONE E PROPOSTE PER IL CONGRESSO NAZIONALE

L’Arcigay è numericamente la più grande organizzazione per i diritti civili delle persone omosessuali non solo in Italia, ma anche a livello europeo. Dispone di un’articolata rete di circoli in tutto il Paese. La “struttura federale” di Arcigay, con tante associazioni locali federate tra loro, permette all’organizzazione una capacità e rapidità d’intervento sul territorio che non sarebbe possibile se la struttura fosse “centralizzata”.
Arcigay Roma — Gruppo ORA rinnova con forza e convinzione il proprio sostegno a tale ”modello plurale” fatto di tante diverse realtà e specificità, tutte da tenere in considerazione e valorizzare.

Nel contempo è necessario coltivare il “comune sentire”, esaltare i momenti di condivisione tra i circoli e favorire grandi iniziative su scala nazionale capaci di rinnovare il patto di affratellamento che tiene legati tra loro i circoli stessi.
E’ importante sfruttare ogni sinergia possibile tra i vari gruppi formanti la rete per meglio soddisfare obiettivi programmatici e fini statutari dell’associazione nazionale.
Uno di questi momenti di condivisione è certamente l’organizzazione di un Gay Pride nazionale (attorno al quale costruire almeno una settimana di eventi) che dovrebbe essere ospitato di preferenza in città grandi o medio-grandi. A questo proposito Arcigay Roma — Gruppo ORA considera particolarmente felice la scelta di Milano per l’edizione 2005.
Lo spirito di appartenenza all’Associazione potrebbe essere stimolato anche promuovendo e moltiplicando i momenti di socializzazione tra gli iscritti e simpatizzanti. Il “bisogno di socialità” è in fondo quello che spinge molti, giovani e meno giovani, a rivolgersi alle nostre strutture.

Se da una parte c’è chi si avvicina a noi per richiedere servizi specifici (salute, assistenza giuridica, psicologica, servizio civile, problematiche del lavoro, consulenze per motivi di studio e culturali in genere…), altri lo fanno semplicemente perché vogliono socializzare al di fuori dei “soliti posti” e condividere momenti di tempo libero, ricreazione, e magari anche cultura e sport. Questa seconda dimensione dell’Associazione va maggiormente pensata per il futuro perché risponde ad esigenze presenti sia nelle città piccole, dove il circolo arcigay è spesso l’unico segno di presenza e visibilità omosessuale sul territorio, sia nelle città medie e grandi, come insegna l’esperienza della metropoli romana, a dispetto di tante reali o presunte occasioni d’incontro (potenziali, sostanziali o puramente virtuali), in realtà è molto diffuso il senso di solitudine e incomunicabilità tra le persone. Le relazioni sociali si fermano spesso a un livello molto superficiale. A soffrirne sono soprattutto i nostri giovani, impegnati in percorsi di crescita ed accettazione non sempre facili.

Crediamo quindi sia un imperativo dell’Associazione nazionale, attrezzarsi per creare “contenitori di socialità” capaci di accogliere iniziative che vadano incontro alle esigenze a cui si è fatto cenno.

Arcigay, ai suoi albori, già organizzava i famosi “campeggi estivi”, perché non riprendere quel tipo ti esperienze. E’ solo un esempio, uno tra i tanti possibili.

I “contenitori di socialità” potrebbero essere almeno tre:

“ARGIGAY GIOVANI” (scuola e università)
“ARCIGAY CULTURA” (cinema, teatro, narrativa, saggistica, musica, arti figurative e visive, nuove espressioni artistiche)
“ARCIGAY TEMPO LIBERO E SPORT” (attività sportive, ricreative e turismo sociale)

Nel caso di “ARCIGAY GIOVANI” esistono già alcune esperienza pilota che potrebbero sfociare in un’iniziativa nazionale a carattere permanente, mentre si nota un ritardo sul fronte delle iniziative di stampo culturale e nel campo dell’organizzazione del tempo libero (soggiorni estivi e turismo sociale).

“ARCIGAY CULTURA dovrebbe costituire una vera cassa di risonanza per iniziative che potrebbero essere prodotte a livello nazionale, o lanciate da singoli circoli e poi riprese su tutto il territorio nazionale: un “festival della cultura gay”, “un premio letterario”, una “rassegna artistica delle arti visive e figurative” sono solo alcune idee.

“ARCIGAY TEMPO LIBERO E SPORT” dovrebbe dare impulso a settori in piena evoluzione e espansione dal punto di vista sociale ed economico. Alcuni circoli locali, compresa Roma, hanno maturato esperienze nel campo (il lancio del Gruppo ORA nel 2000 avvenne in collaborazione con il gruppo sportivo “Corridori dell’Arcobaleno”), nel nord alcuni circoli organizzano “uscite sulla neve” e collaborano all’organizzazione di settimane sportive.

In tutti e tre i casi crediamo necessario, anche per ovvie ragioni di “economia di scala”, che le iniziative crescano e si sviluppino il più possibile potendo raggiungere, in certi casi, una dimensione nazionale. Ovviamente il ragionamento è finalizzato a dare la possibilità ai singoli circoli proponenti di entrare in rete con gli altri per la coorganizzazione di iniziative negli ambiti suddetti o semplicemente far meglio conoscere la propria offerta rivolgendosi a una platea ampia qual è la rete Arcigay in Italia.

“Mens sana in corpore sano” dicevano i latini….e di un Arcigay in piena salute ne abbiamo tutti bisogno.

Buon Congresso a tutte e a tutti!


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