Cara Unione, basta arrossire su PACS e Diritti

  

Dopo le due grandi manifestazioni di Roma e Milano del 14 gennaio 2006 è utile chiedersi se il centro sinistra abbia avuto la capacità di comprendere il significato profondo di questi eventi.

Quello che colpisce non è tanto quello che si è detto, dalle amarezze di Prodi, passando per le sceneggiate di Mastella, quanto quello che è stato omesso, che rumoreggia nelle teste politiche ed organizzative dei movimenti in campo, come un affronto.

Romano Prodi

Nella sostanza il centro sinistra ha ripetuto che la 194 non sarà toccata e che sul tema delle unioni civili si è trovata una mediazione che accontenta tutti. Ma se vogliamo essere franchi le domande poste da Milano e Roma erano altre. In primo luogo la 194 è una legge assediata perché vi è il tentativo da parte dei gruppi integralisti cattolici di proporre uno stravolgimento della legge sui Consultori, cui nella pratica è delegata ‘applicazione anche della 194. Quando si parla di prevenzione del’aborto, passa nel’opinione pubblica ‘idea di Storace che questa debba avvenire impedendo alle donne di abortire e, il centro sinistra tace e non dice che il prossimo governo ‘impegnerà per un vero e proprio salto di qualità, necessario affinché ‘educazione alla salute, la sessualità consapevole siano al centro del’azione di governo. Questo significa finanziare adeguatamente i Consultori, restituirgli quel ruolo di servizi poli funzionali sociali, in cui la voce delle donne sia davvero protagonista. Ma per ora queste parole non sono state pronunciate.

È divertente, se non fosse tragico, notare come al solo pronunciare parole come preservativo, pillola, spirale ecc… molti leader del centro sinistra abbiano evidenti mancamenti. Dispiace dover essere così diretti e crudi, ma il tempo del dibattito accademico è giunto al binario morto del’inazione politica, quindi, è dovere dei movimenti svegliare la politica sonnolenta degli incontri al vertice negli ex monasteri, dove si licenziano programmi di 274 pagine, infarcite di molte cose, che non contemplano una volta il termine laicità e relegano la questione dei diritti in una striminzita e bizantina paginetta.

Sul tema, poi, del Pacs, gli equilibrismi sono comparabili a quelli dei migliori artisti circensi. Cosa ‘entra la cattolicità con la necessità di riconoscere giuridicamente diritti umani di base? Con quale sordità ci troviamo a fare i conti se nel centro sinistra, e non solo nel suo centro, ogni qualvolta si parla di questi temi si abbassa la voce, si arrossisce, si ha il terrore di pronunciare parole come diritto al’affettività, cittadinanza gay e lesbica, e così via. Non stupisce, quindi, che ancora qualche giorno fa, alcuni esponenti della Margherita si siano astenuti sulla Risoluzione europea contro ‘omofobia, dissociandosi dal loro gruppo Liberale che compattamente ha votato a favore. Per non dire del’offensiva tiritera per cui il centro sinistra non approverà mai una legge sui matrimoni gay, argomento questo utilizzato come una clava dal centro destra, cui la nostra parte non riesce a sottrarsi perché nella gran parte ignorante della materia, non avendo mai letto la proposta del Pacs. Che strano paese è questo, dove il 68% dei cattolici si dice a favore del Pacs, dove questo acronimo nel 2005 è stato il più utilizzato dopo la parola tsunami, e per tutta risposta il centro sinistra litiga perché non lo vuole vedere scritto nel suo programma!

Cari Cuperlo e Pollastrini, le vostre riflessioni dei giorni scorsi, ci hanno confortato, ma quanta forza avranno dentro il progetto di costruzione del partito democratico? Sarà necessario sostenere ‘Unione per mandare a casa il centro destra, certamente non ci sono le condizioni per una convinta adesione ad un progetto politico, dove la libertà e i diritti di cittadinanza, per una sorta di scherzo della storia, sono ritenuti dal’area riformista, un ostacolo nel suo percorso di composizione.

Aurelio Mancuso
Segretario nazionale Arcigay


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