Dai “Patti” alle “Unioni civili”

  

Tutti ormai li chiamano Pacs ma il centrosinistra che si candida a governare prossimamente ‘Italia preferisce "unioni civili". La questione non è comunque solo terminologica, visto che tra i ricchi contenuti delle 253 pagine del programma di governo del’Unione il paragrafo di poche righe sulle unioni civili rimane fino al’ultimo oggetto di trattative serratissime tra i partiti che formano ‘alleanza.

Il nodo, divenuto ormai gordiano per via delle resistenze della Margherita ispirata direttamente dal Vaticano, dovrebbe essere sciolto nella riunione di oggi del tavolo del programma, in cui si prospetta ‘ennesima mediazione per accontentare i difficili palati dei cattolici capitanati da Francesco Rutelli. ‘oggetto del contendere è il grado di esposizione che ‘Unione può permettersi sotto elezioni riguardo alla tutela dei diritti degli omosessuali, già garantiti in tutto il resto del’Europa occidentale (salvo che in Irlanda, Austria, Grecia e Malta) con soluzioni ben più avanzate di quella che lo schieramento guidato da Romano Prodi appare disposto a concedere.

Nel testo ancora in discussione si parla di "unioni civili come riconoscimento giuridico di una forma di relazione capace di assicurare prerogative e facoltà e di garantire reciprocità nei diritti e nei doveri". Su richiesta della Margherita dovrebbero invece sparire le righe successive nelle quali si dice che "punto di riferimento" per la futura legge sulle unioni civili "è il lavoro svolto nel’ambito del’indagine conoscitiva sulle unioni di fatto e il Patto civile di solidarietà condotta dalla commissione giustizia della camera". Ciò che non piace agli uomini di Rutelli è la definizione "Patto civile di solidarietà" (ovvero Pacs) perché richiama la proposta di legge "estremista" suggerita da Arcigay e firmata da oltre 160 parlamentari del centrosinistra.

Secondo il Vaticano, tale formulazione sarebbe un attentato alla famiglia e così stando le cose il diessino Pierluigi Bersani ha dichiarato ieri che bisognerà "trovare un sinonimo". La bozza originaria del programma spiegava poi che "al fine di definire natura e forma" del’unione civile "non è dirimente il genere dei contraenti e il loro orientamento sessuale; va considerato, piuttosto, il sistema di relazioni (amicali, sentimentali, assistenziali, di mutualità e di reciprocità), la sua stabilità e la sua intenzionalità". Sempre su richiesta della Margherita il riferimento al’orientamento sessuale dei contraenti era stato tolto in virtù di una "limatura stilistica".

Ora la sinistra del centrosinistra chiede che sia ripristinato perché rappresenterebbe ‘unico riferimento al’esistenza di gay e lesbiche nel’intero programma di governo. Nel frattempo però Rutelli definisce "scempiaggini" le idee sulla famiglia di Rifondazione comunista, Mastella preannuncia che non firmerà la parte del programma relativa alle unioni civili e Violante, per difenderle, dice che sono "un obiettivo di libertà e civiltà" ma "non hanno nulla a che vedere né con il matrimonio né con la famiglia". ‘Unione, insomma, non è granché civile.


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