Roverway: la rassegna stampa

  

SCOUT E ASSOCIAZIONI GLBT: LA PACE DOPO LA TEMPESTA
di GAY.tv – Giuliano Federico
(16/08/2006) Dopo l`esclusione di Lista Lesbica e Arcigay dal RoverWay si preannuncia un percorso di collaborazione. Ecco com`è andata.

IL FATTO

Lista Lesbica e Arcigay dovevano tenere un workshop sul tema omosessualità e giovani durante il raduno internazionale di scout organizzato tra l’11 e il 14 Agosto 2006 a Loppiano (FI), raduno noto come RoverWay, che ha visto la partecipazione di 5mila ragazzi da tutta Europa. Erano stati gli scout laici della CNGEI a chiedere l’inclusione di quel tema e soprattutto delle stesse associazioni GLBT, secondo la regola comune e riconosciuta in Europa per cui non si può parlare di qualcuno, senza che quel qualcuno sia presente. Tutto sembrava procedere per il meglio sino a due giorni prima dell’inizio del raduno, quando le due ‘botteghe’ (cioè workshop) che dovevano vedere Lista Lesbica e ARCIGAY parlare di orientamento sessuale ed identità di genere sono state eliminate.
L’improvvisa eclissi scesa sul tema omosessualità ha scatenato una bagarre intestina al movimento scout, dividendolo in due: da una parte i laici e dall’altra i cattolici. Preso atto dell’avvenuta cancellazione dei due workshop infatti, una decina di istruttori scout laici si sono tolti per protesta la divisa ufficiale (tremendo affronto per uno scout!) e hanno indossato una t-shirt arcobaleno, distribuendo un migliaio di lettere preparata da Lista Lesbica nella quale l’associazione dava notizia ai 5mila giovani dell’avvenuta censura sul tema omosessualità. Sono stati distribuiti anche loghi arcobaleno (nella foto a fianco) e moltissimi ragazzi si sono precipitati ad indossarli, solidarizzando con la causa GLBT. Un vero e proprio autogol da parte degli organizzatori, che si sono visti esplodere la polemica sotto i piedi, polemica che ha finito per innescare un meccanismo di passaparola nel campus. Il risultato è stato che tutti i 5mila partecipanti hanno saputo della ridicola censura, finendo per parteggiare per gay e lesbiche, come fosse una disputa bella e buona.

IL FUTURO
Si potrebbe dire che sia andata meglio così. Non è d’accordo Fabio Saccà, responsabile Arcigay Giovani, presente a Loppiano “No, direi proprio di no — spiega Saccà – La cosa ideale sarebbe stata che gli scout ci lasciassero parlare di omosessualità e identità di genere nei due workshop previsti e che invece sono stati cancellati, dimostrando che esiste un atteggiamento discriminatorio verso le persone GLBT. Atteggiamento che definirei quantomeno grave, per un movimento come quello degli scout, che si prefigge l’educazione e la formazione dei ragazzi’. A chi era venuta in mente l’idea dei due workshop in una selva di cattolici come è quella degli scout? ‘Non è così vero che gli scout sono una selva di cattolici, gli organizzatori di RoverWay infatti ci hanno contattati per primi’. Quali sono gli obiettivi che si prefiggevano le due associazioni? “Sono gli stessi obiettivi che, anche dopo questo fallimento, rilanciamo comunque per un prossimo futuro: bisogna formare gli operatori scout a trattare il tema dell’omosessualità con i giovani ragazzi. Un ragazzino deve poter crescere e formarsi serenamente ed avere persone preparate ad accogliere qualsiasi sua domanda, richiesta, dubbio, i ragazzi devono avere la libertà di scoprire se stessi e al loro fianco deve esserci gente preparata, anche a spiegar loro che si può avere un orientamento sessuale omo o un’identità di genere diversa da quella biologica”. Si tratterebbe dunque di corsi di formazione da fare agli istruttori scout, glieli farebbero le associazioni? “Certo, le associazioni GLBT fanno già questo con molte altre realtà”. In definitiva con quale spirito vi siete lasciati? “Abbiamo scritto una nota congiunta (testo sotto) e questo è un grande risultato, che avrà una grande eco a livello europeo, visto che non era mai successo che gli scout e le associazioni gaylesbo sedessero ad uno stesso tavolo. Per questo coraggio ringraziamo la FIS (Federazione Italiana Scout). Ci diamo appuntamento al più presto per questo nuovo corso”.


Insieme alla polemica sull’esclusione delle due associazioni GLBT dalle conferenze previste nella quattro giorni di Loppiano, un’altra tempesta si è scatenata sul RoverWay 2006, questa volta vera. Pioggia battente e vento fortissimo hanno creato il caos nel campus, sollevando parecchie tende, annacquando i campi e gettando un clima di avventurosa follia alla manifestazione. In pieno spirito scout, in una sera umida di pioggia e vento, dalle tende dove erano allocati i ragazzi francesi si potevano ascoltare deliziosi canti che scaldavano la notte ‘Stop Omophobie, Stop Omophobie’. Come scrivono gli adolescenti sui propri diari segreti ‘Non può piovere sempre’.


E ARCIGAY FORNISCE I PRESERVATIVI AGLI SCOUT
Curiosa nota a margine. Nell’infermeria del campus di scout non c’erano profilattici. Numerosi ragazzi si sono trovati a chiederli e —incredibile a dirsi- proprio il movimento scout che dovrebbe insegnare ai ragazzi a stare al mondo non aveva preservativi, né essi erano previsti. Per fortuna ci ha pensato Arcigay, esclusa dai workshop insieme a Lista Lesbica, ma pronta a compiere il proprio dovere: tutto il campus ha avuto preservativi ed è stato anche affisso un tabellone di istruzione sull’uso del condom da parte della ASL locale. E così grazie a gay e lesbiche chiunque volesse ha potuto fare la cosa più bella: fare all’amore protetti.


SCOUT E GAY: TORNA IL SERENO?
di Gay.it – Venerdì 18 Agosto 2006

La “censura preventiva” ha fatto mancare dal raduno scout Roverway le botteghe di Arcigay e di Lista Lesbica ma al campo circolavano spille e magliette contro l’omofobia. L’incidente è davvero chiuso?

FIRENZE — Come già riportato da Gay.it dal recente raduno internazionale degli scout Roverway 2006, tenutosi a Loppiano e conclusosi il 14 agosto, sono state escluse all’ultimo momento due iniziative che avevano l’intento di promuovere la tolleranza e il rispetto per le diversità, contro le discriminazioni e l’omofobia. Gli organizzatori di Roverway avevano esplicitante contattato in primis Katia Acquafredda di Lista Lesbica al fine di organizzare un workshop sull’omosessualità e un altro incontro avrebbe dovuto essere tenuto con la collaborazione di Arcigay. Questo ha scatenato un putiferio all’interno della F.I.S., la Federazione Italiana Scoutismo, nel quale convivono la parte cattolica dell’AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) e quella laica del CNGEI (Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani). Dalla FIS oggi si tende a minimizzare, sostenendo che «nella preparazione delle 150 botteghe-laboratori per i ragazzi ci sono stati alcuni problemi (di comunicazione e di approfondimento in ottica educativa della tematica dell’omosessualità) che hanno portato a mantenere spazi di confronto per gli educatori e non per i ragazzi.» Insomma i giovani sono stati tenuti lontani dalle “botteghe” previste, che infatti non sono state fatte. A monte di tutto ci sarebbero state riserve da parte dell’associazione di riferimento cattolica, evidentemente a disagio con una prospettiva del genere. Vista la già complessa macchina organizzativa gli organizzatori hanno preferito lasciar perdere e non insistere su questo punto, e a farne le spese sono stati, guarda caso, i due eventi che avrebbero dovuto costituire occasione d’incontro e conoscenza reciproca tra il movimento scout e quello omosessuale. Sembra trasparire del disagio al’idea di dare la possibilità a una persona apertamente omosessuale di poter parlare direttamente e senza filtri ai ragazzi e alle ragazze scout. Le vaghe ragioni fornite non riescono a coprire la sensazione, profonda, che alla base di tutto ci sia stato il nodo non sciolto da parte di AGESCI di sapersi, o volersi, raffrontare con la realtà delle persone non eterosessuali, un tema evidentemente che ancora spaventa e innesca questo tipo di "problemi". Senza dimenticare comunque che anche il CNGEI alla fine ha lasciato che passasse la linea d’esclusione che è stata avallata nei fatti, con la cancellazione delle due botteghe programmate.

Nonostante quanto accaduto a fine Roverway è stato emesso un comunicato congiunto FIS e Arcigay nel quale viene ribadita la volontà comune di impegnarsi contro ‘emarginazione. «”Se manca qualcuno — si legge nel comunicato – con la sua unicità e differenza, siamo tutti un p’ più poveri, se non tutti si sentono uguali per diritti e dignità abbiamo perso ‘occasione di allargare i nostri orizzonti e di abbattere false frontiere tra gli uomini.” È quindi nata la volontà di sviluppare un percorso comune sul’omosessualità che partendo dal rispetto delle specificità delle proposte educative porti a una lotta comune al’omofobia, valorizzando lo stile scout del’accoglienza. Le due associazioni si impegnano a proseguire il confronto dopo il Roverway.» Il comunicato è firmato da Chiara Saligni, Presidente AGESCI, Lorenzo Maggini, Presidente CNGEI e Fabio Saccà, responsabile Arcigay Giovani (nella foto). Salta all’occhio l’assenza di una qualche rappresentante della Lista Lesbica, che pure ha visto una sua bottega cancellata. Katia Acquafredda, Patrizia Colosso e Piera Zani, di Lista Lesbica, hanno risposto di non voler fare polemica ma di non potere non notare come «il cosiddetto "comunicato congiunto" FIS/ARCIGAY non dica molto, e sopratutto non racconti quello che è successo davvero. ‘era un workshop programmato a cura del’Associazione Lista Lesbica Italiana, su invito degli stessi Scout, che è stato annullato al’ultimo momento per il fermo veto del’AGESCI, con delle motivazioni che sanno di censura. Se manca qualcuno, al campo, nella foto ricordo, non si tratta di un fantasma, ma di persone in carne ed ossa che per essere onesti andrebbero nominate.
Siamo contente che tra Arcigay e gli Scout sia nato ‘impegno, a proseguire il confronto e a lavorare contro ‘omofobia. Constatiamo tuttavia con molta amarezza che, ancora una volta, chi proprio non ci può essere sono le lesbiche. Non era quello che volevano dire i tanti Capi Educatori ai quali ci siamo rivolte e che hanno distribuito il nostro messaggio ai Rover sottocampo per sottocampo, nè i tantissimi ragazzi che hanno espresso la loro solidarietà nei nostri confronti indossando la spilletta con il logo STOP OMOFOBIA. È a loro che ancora una volta ci rivolgiamo: se ci inviteranno, saremo disponibili ad incontrarli per ragionare e confrontarci insieme e dire basta, ma basta davvero, al’omofobia. Speriamo che anche i Dirigenti nazionali e internazionali preposti alla guida delle diverse organizzazioni scout sappiano cogliere questa comune opportunità di crescita.» Fabio Sacca’, dal canto suo, ci ha detto che su questo punto «invece di chiudersi nel circolo vizioso della polemica si è cercato di iniziare un percorso», percorso che è solo all’inizio nel quale Lista Lesbica dovrà necessariamente essere coinvolta.

Nonostante il velo di silenzio che si è cercato di stendere sul tema, la lotta all’omofobia, fatta uscire senza tanti complimenti dalla porta sul retro, è rientrata da quella principale con i ragazzi e le ragazze scout che, in marcia sotto la pioggia, cantavano in coro “Stop omofobia, stop omofobia”. Non ascoltarli, in questo desiderio di essere aperti a sostenere l’uguaglianza e la dignità di tutti, sarebbe davvero far loro un gran torto.

(Roberto Taddeucci)


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