La voce del “bravo ragazzo”

  

Carlo, hai un ricco curriculum nei media e attualmente conduci un interessante programma, dedicato a un pubblico giovanile, su Radio 24, l’emittente del Sole 24 Ore. Come valuti questa esperienza?

E’ un’esperienza molto bella che mi permette di esprimermi a 360 gradi, di dare spazio alla mia persona. Il programma che conduco, Trovati un bravo ragazzo è una vera e propria sit com radiofonica: la trasmissione è ambientata nell’appartamento che divido con Chiara Gamberale, mia coinquilina anche nella vita privata. Insieme indaghiamo com’è cambiata la famiglia oggi e come è cambiato il mondo degli affetti, con una profonda attenzione al fenomeno delle coppie di fatto e delle coppie gay. Non a caso il nostro primo ospite è stato Franco Grillini, papà del Pacs.

Quali sono le tue letture preferite?

Amo molto la saggistica, in particolare i testi che permettono di mettere a fuoco meglio i nostri giorni. Quanto alla narrativa mi è molto piaciuto il romanzo di Teresa Ciabatti Adelmo torna da me, ambientato proprio in Toscana e, naturalmente, i libri di Chiara Gamberale…
Gli stranieri? Non mi perdo un libro di Ian McEwan.

Ti sei mai cimentato nella scrittura creativa?

No, per carità, non ho la necessaria forza di introspezione, e nemmeno il coraggio… e poi sono troppo disordinato.. finirei col fare un “Se una notte d’inverno un viaggiatore” molto patacca.

Le ultime elezioni politiche hanno mostrato un paese lacerato e al tempo stesso disinteressato alla politica. Secondo te che margini d’azioni ha il movimento GLBT nella prossima legislatura?

Tutt’altro! Secondo me gli Italiani hanno dimostrato un grande interesse nei confronti della politica: basti pensare a quanti hanno affollato le urne il 9 e il 10 aprile. Il problema è invece tutto della classe politica che è troppo distante dall’elettorato, dai bisogni, dai problemi del paese. La mancanza di un confronto serio e sereno sui diritti delle persone lesbiche e gay, d’altro canto, lo dimostra ampiamente. Mentre la stragrande maggioranza degli italiani, anche cattolici, dichiara di essere a favore delle unioni omosessuali, anche all’interno del centrosinistra si fatica a pronunciare la parola gay. Non si capisce che la questione omosessuale è la cartina tornasole della capacità che un paese ha di innovare e di progredire, non a caso il sociologo Richard Florida rileva lo stretto legame tra quelle che definisce tre T: talento, tecnologia e tolleranza.

Sei il più giovane Consigliere Nazionale dell’associazione gay con più iscritti in Europa, Arcigay. Il movimento GLBT in Italia esiste ancora? Perché la sensazione diffusa è che si sia liquefatto e che vada avanti per inerzia.

Il movimento lesbico e gay italiano è vivo e vegeto. La manifestazione del 14 gennaio in piazza Farnese lo conferma: 50 mila persone non sono poche, forse eravamo anche di più. Bisogna però essere onesti: il mancato inserimento del Pacs nel programma dell’Unione ha provocato una profonda delusione. Nei prossimi mesi dovremo capire quali sono gli spazi di mediazione politica, senza smarrire le nostre capacità progettuali e interlocutorie, ma senza risparmiare critiche anche feroci a nessuno, quando occorre. Per quanto riguarda Arcigay, il segretario nazionale Aurelio Mancuso ha indicato un percorso ben preciso per rilanciare la nostra iniziativa politica e sociale, si tratta a questo punto di prendere una serie di decisioni dal punto di vista tattico e sicuramente bisognerà incentivare la visibilità delle persone gay: l’omofobia, anche interiorizzata, è ancora un nemico con cui lottare.

Gioco della torre… tanto per scherzare un po’. Chi butti giù e chi salvi? Jean Genet oppure Oscar Wilde? Pier Paolo Pasolini o Alberto Moravia? Cesare Pavese o Pier Vittorio Tondelli?

Non butterei giù dalla torre nessuno, sarebbe presuntuoso, anzi vorrei avere avere una macchina del tempo per conoscerli tutti. Certo Oscar Wilde e Pasolini più di tutti, credo che abbiamo ancora molto da imparare dalla loro forza e dal loro coraggio…

Per quale personaggio politico GLBT hai più stima e perchè?

Senza dubbio Franco Grillini, cha ha saputo mettere al centro del dibattito politico la questione gay in oltre venti anni di militanza nel movimento e di dialogo con la politica. Finché c’è Grillini in Parlamento mi sento tutelato. Ma devo dire che tutto questo è stato reso possibile da un’associazione come Arcigay che ha migliaia di volontari che lavorano sul territorio: io stesso sono parte di Arcigay Roma, che da anni offre servizi alla comunità glbt e lo fa grazie a decine di persone e al lavoro del suo infaticabile presidente Fabrizio Marrazzo e di tutto il direttivo: da alcuni mesi siamo riusciti ad attivare anche un Italia un servizio molto importante: Gay Help Line 800 713 713, il primo numero verde antiomofobia, che offre consulenza e sostegno alle persone lesbiche e gay.

Cosa riserva il futuro a Carlo Guarino?

Non chiederlo a me, ti prego, anche perché cambio idea sui miei sogni ogni cinque minuti.

da Il Libro Volante n.1/2006 – www.librovolante.eu. Tutti i diritti riservati.


 

Carlo Guarino è nato a Napoli nel 1983. Dal 2002 vive a Roma e comincia a collaborare con Arcigay Roma, divenendo membro del consiglio direttivo nel dicembre 2003. Nel marzo 2005 viene eletto consigliere nazionale Arcigay. Ha lavorato ad alcune trasmissioni televisive: Gap (2003 e 2004) per Rai Uno/Rai Educational e Quarto piano scala a destra (2005) per Rai Tre/ Rai Educational. Dal gennaio 2006 conduce Trovati un bravo ragazzo su Radio24 – Il Sole 24 Ore con Chiara Gamberale, la sua coinquilina.


  •