Per una scuola nuova

  

«Non c’era un clima omofobico all’interno della scuola. Né Matteo era omosessuale. Non che esserlo sia un fatto offensivo. Lascia perplessi che diventi un’icona gay un ragazzo che non era tale».

Queste le parole del pubblico ministero all’indomani dell’archiviazione del suicidio del piccolo Matteo di Torino. Parole che, insieme all’atteggiamento di chiusura del Ministro Fioroni, confermano come la scuola sia sempre più contenta di scrollarsi di dosso colpe e mancanze per accusare, di volta in volta, internet, cellulari, televisione o, come in questo caso, le associazioni lgbt. Aggiungiamoci le recenti campagne contro il bullismo che hanno come unico obiettivo quello di criminalizzare e punire il bullo e sarà chiaro il panorama desolante che la scuola italiana ci presenta.

In questa situazione non è semplice organizzare degli interventi veramente efficaci su larga scala e se vogliamo continuare ad essere incisivi ed offrire alla scuola validi strumenti educativi, dobbiamo saperci rinnovare ed insistere nel lavoro sul territorio, provincia per provincia, scuola per scuola.

Non è più tempo, se mai lo è stato, di andare nelle scuole e farci coinvolgere in dibattiti con il prete o lo psicologo di turno. Non per noi, né tanto meno per chi ci critica, ma per i tanti ragazzi e ragazze che assisterebbero, per non farli tornare a casa più confusi e disinformati di prima. Dobbiamo invece offrire alla scuola e ai ragazzi operatori ben formati e qualificati che sappiano agire come nuovi educatori dei diritti civili e che sappiano lavorare in rete, affinché percorsi avviati con successo in alcune realtà divengano percorsi di successo in tutto il paese.

Formazione e rete
: queste quindi le parole d’ordine per l’attività del settore scuola e questa la direzione nella quale Arcigay sta investendo. Investimento che ha visto i suoi primi frutti con lo sviluppo della rete nazionale dei gruppi scuola, che ci permette di condividere progetti, buone prassi e fornire supporto operativo ai singoli comitati, e con i laboratori formativi per operatori scolastici, – l’ultimo si è tenuto il 18 novembre a Bologna – che ci danno la possibilità di sviluppare in ogni comitato competenze e persone in grado di proporre progetti e percorsi direttamente nei singoli istituti.

Non c’è dubbio che la strada sia in salita, ma la voglia di fare delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi che già lavorano nelle scuole e l’entusiasmo crescente di chi ne viene a contatto, ci dicono di proseguire senza indugi e di contribuire a migliorare questo paese attraverso una migliore educazione dei suoi giovani.

Stefano Bucaioni – responsabile settore Scuola Arcigay
scuola@arcigay.it


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