Per le persone con un retroterra di immigrazione

  

Si è svolto a Napoli dal 12 al 14 dicembre il seminario di formazione Arcigay IO – Immigrazioni e Omosessualità. Circa trenta partecipanti provenienti da quindici comitati provinciali si sono incontrati per tre giorni nelle sale del Grand Hotel Oriente, affrontando lezioni, workshop e gruppi di confronto sulle tematiche legate all’accoglienza e al sostegno dell’integrazione dei migranti LGBT, in quanto persone che possono essere particolarmente esposte al rischio di esclusione sociale, trovandosi ad affrontare talvolta ostacoli sia all’interno delle comunità di origine sia all’interno della nostra comunità.

Finalmente un’occasione di formazione e confronto così intensa si è svolta in una città del sud e ha mobilitato operatori ed operatrici soprattutto da regioni come Sicilia e Calabria, dando la possibilità di un reale spazio di relazione tra le realtà territoriali, che rafforza la rete Arcigay. La calorosa accoglienza dei volontari di Arcigay Napoli ha previsto nei momenti informali visite guidate della città e della sede del comitato in vico San Geronimo ed è culminata sabato notte in un piccolo pride serale per Spaccanapoli con il gruppo di attivisti al seguito della bandiera Arcigay.

I lavori del seminario fanno parte del progetto Nuovi Approcci nel campo dell’integrazione dei migranti residenti in Italia, finanziato dal Ministero della Solidarietà Sociale, sono stati coordinati dai due responsabili del progetto, Giorgio Dell’Amico e Miles Gualdi e hanno visto l’intervento di diversi esperti formatori che hanno proseguito poi la loro partecipazione ai lavori sino al termine, fungendo da stimolo per il dibattito.

Nel pomeriggio di venerdì 12 dicembre, dopo l’introduzione dei due coordinatori, Laura Pozzoli, sociologa e coordinatrice dei ricercatori, ha presentato i risultati della serie di interviste a migranti LGBT, base di ricerca qualitativa che ha messo in evidenza le peculiarità dell’esperienza di vita di molte persone non nate o non originarie dell’Italia, ma ha pure rivelato i diversi punti in comune dell’esperienza LGBT, come le questioni legate alla visibilità nella famiglia di origine e le dinamiche di accettazione legate all’affermazione delle diverse idee di identità omosessuale. Giorgio Dell’Amico, che è anche referente nazionale immigrazione di Arcigay, ha quindi fornito alcuni cenni sulla normativa vigente riguardo l’ingresso e il soggiorno di persone migranti, il diritto alla salute, la protezione sociale, il diritto di asilo politico.

Il giorno seguente, sabato 13, ha aperto la mattinata Matteo Bonini Baraldi, dell’Università di Bologna, facendo una panoramica sul contesto normativo europeo sulle discriminazioni multiple e sul riconoscimento delle coppie di fatto. Molti sono i casi di italiani che vivono una relazione di coppia – registrata all’estero – gay o lesbica con persone extra-comunitarie e che si vedono negare la loro esistenza dalla legislazione italiana.

L’antropologo Nicola Mai ha raccontato la difficile situazione di esclusione sociale che vivono alcuni migranti giovanissimi – spesso rumeni o albanesi – che, abbandonati dalle loro comunità di origine ed impossibilitati a trovare la giusta accoglienza nella comunità LGBT culturalmente distante da loro, trovano solo nel ruolo di sex workers una legittimazione sociale ed una affermazione emotiva.

Laura Spizzichino, psicologa, si è concentrata sull’accessibilità ai servizi sanitari per gli immigrati omosessuali, che purtroppo spesso non hanno possibilità di esprimere il loro vero orientamento sessuale quando si rapportano con i servizi di accoglienza sanitaria o con strutture legate alla prevenzione e alla cura da malattie a trasmissione sessuale.

L’intervento più coinvolgente è stato quello di Adir Tekin, componente dell’associazione berlinese GLADT, che raccoglie la comunità di persone con un retroterra di immigrazione dalla Turchia (ma adesso non solo) nella capitale tedesca. Adir ha spiegato come l’utilizzo di questa bella espressione linguistica sia inclusiva anche delle persone di seconda generazione, cioè di coloro che sono nati in Germania, e quindi tedeschi ad ogni effetto, ma che mantengono nella loro identità la forte componente della loro origine culturale. L’esperienza di GLADT ha aperto gli occhi sulle infinite possibilità del dialogo e dell’integrazione interculturale, alla cui base ci devono essere il riconoscimento di ogni differenza e la strutturazione di servizi che tengano conto di ogni specificità. GLADT non può che rappresentare che un modello evoluto e positivo per Arcigay nello sviluppo delle future iniziative in favore dell’interculturalità.

Nel pomeriggio di sabato si sono avviati i due workshop su salute e interculturalità, che hanno permesso di mettere a confronto esigenze e idee dai diversi comitati e di elaborare proposte di contenuto per proseguire nella realizzazione del progetto e per tracciare futuri sviluppi.

I risultati dei workshop sono stati presentati e dibattuti la domenica mattina. È necessario innanzitutto per tutti i comitati Arcigay informarsi per conoscere la realtà specifica sull’immigrazione nel proprio territorio, analizzando quali sono le comunità nazionali più presenti e mappando le associazioni nelle città che già si occupano di persone con retroterra di immigrazione. Con queste realtà, accettando che i percorsi di dialogo possono essere anche piuttosto lunghi, è importante stabilire contatti e magari partecipare ad iniziative o manifestazioni, per dare visibilità alle persone di diversi orientamenti sessuali in tutte le culture. Questa può essere la base di progetti comuni, che possono prevedere lo scambio di materiali informativi oppure l’organizzazione di eventi aggregativi, come feste o incontri, tematizzati su culture diverse da quella italiana. A questo scopo può essere stimolante utilizzare linguaggi diversi da quello tradizionale, come musica, arte o sport.

Arcigay, avvierà la stampa e la diffusione di una brochure di promozione dei diritti, delle informazioni d’accesso e dei servizi LGBT in multi-lingue, da fornire ai migranti dai diversi paesi. La traduzione della nostra comunicazione si può sviluppare anche valorizzando e mettendo in rete i volontari e le volontarie che conoscono ogni diversa lingua, in modo da poter fungere da interpreti, e inoltre aggiornando le informazioni web. Quest’ultimo livello sarà in parte risolto quando saranno on line tutti i materiali previsti dal nuovo sito internet http://migrantilgbt.arcigay.it.

Il lavoro di formazione interna infine è solo appena cominciato e i partecipanti al seminario napoletano hanno individuato soprattutto la necessità di approfondire in prossime occasioni formative i temi dell’intercultura, che mettono in gioco – anche a livello personale – l’affermazione identitaria degli operatori e delle operatrici, troppo spesso calati in un contesto culturale che vede l’identità LGBT occidentale come unico modello possibile.
Ugualmente importante sarebbe proporre un passo successivo di formazione dedicato ai temi dell’antirazzismo e della lotta alle diverse discriminazioni, in modo che chi opera nei comitati possa avere sul mondo uno sguardo più inclusivo ed attento di ogni stigma sociale purtroppo ancora presente nella nostra nazione.

Per tutti i comitati che non hanno potuto partecipare sarà redatto a breve un opuscolo sintetico che sarà diffuso in tutti i territori e che raccoglie gli spunti emersi e la sintesi delle relazioni presentate al seminario, in modo che possa essere una piccola mini-guida da diffondere e comunicare il più possibile. Il responsabile cultura di Arcigay, Federico Cerminara, ha garantito di farsi portavoce in Segreteria nazionale delle esigenze e del fermento emerso in questa occasione che rappresenta un’avanguardia nel panorama LGBT italiano. Sicuramente adesso è nato il nucleo di un nuovo gruppo di operatori nei territori che possono far crescere una nuova rete Arcigay dedicata alle persone lesbiche gay e bisessuali con retroterra di immigrazione.

Per ogni ulteriore informazione sul Progetto Nuovi Approcci e sui passi successivi che saranno realizzati, è possibile contattare Giorgio Dell’Amico,
scrivendo a migra@arcigay.it o telefonando al 348.7669298.

IL VIDEO SU ARCOIRIS.TV
Interviste di Carmine Urciuoli
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Flash&d_op=getit&id=11322


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