Matrimonio gay compimento della democrazia. Italia guardi a New York

  

L’approvazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso a New York ci dimostra ancora di più che si sta ormai consolidando la consapevolezza del senso storico dei diritti lgbt rispetto al compimento della democrazia.

Il matrimonio omosessuale non può avere nulla a che vedere con veti ideologici o religiosi, ma rappresenta il punto di superamento di un’autentica apartheid che colpisce le persone lgbt.

New York ha scelto attraverso un dibattito alto e colto. Anche l’Italia dovrà scegliere e ci interroghiamo sulla capacità dei nostri parlamentari di uscire dalla grettezza e dalla miseria di un confronto politico volgare e rozzo per rendere giustizia ai gay ed alle lesbiche italiane, riconoscendo pienezza di diritti alle nostre coppie e ai nostri figli.

Parlamento e Governo si sono mai accorti della sentenza costituzionale 138 del 2010 che parifica i diritti delle coppie omosessuali conviventi a quelli delle coppie etero coniugate? Temiamo di no , e pensiamo che chi deve realizzare il bene del Paese abbia il dovere di conoscere ciò che determina il diritto ed il bene delle persone senza distinzioni. In questo senso è ora che l’Italia guardi attentamente a New York.

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay


  •