Quando l’Arcigay sale in cattedra…

  
Il progetto Schoolmates

Il progetto Schoolmates

Arcigay ha pensato di entrare nelle scuole bolognesi con un progetto per combattere il bullismo, stanando al suo interno anche quello cosiddetto “omofobico”. Gli incontri sono partiti al Liceo scientifico “Enrico Fermi”, al'istituto Aldrovandi Rubbiani e al Mattei, mentre dal Liceo classico Galvani sta aspettando il via libera.

Si chiama “SchoolMates”, ovvero compagni di scuola, e fa parte delle attività che gli studenti scelgono di fare volontariamente di pomeriggio. «Tra i ventotto allievi del Fermi, la maggioranza sono ragazze come professoresse sono la maggior parte delle docenti che ci hanno contattato» ha spiegato Miles Gualdi. «Alla base del bullismo 'è una logica di potere e di gerarchie» aggiunge Luca Pietrantoni, altro coordinatore del progetto.

Quale allora la modalità per intervenire con i ragazzi? Né vittimizzare chi è al centro di atti di bullismo, né punire chi lo compie, ma creare un contesto sicuro e accogliente per costruire la percezione sia del'abuso che del'essere abusato.

Sergio Lo Giudice, presidente Arcigay e anche insegnante, ha avviato nel suo liceo "Differenti, ma uguali", progetto di prevenzione del disagio degli adolescenti omosessuali: «Nella mia scuola, se
si chiede quanti omosessuali ci sono, tutti risponderanno nessuno. In questi anni invece ho toccato con mano una realtà sommersa e una situazione di disagio».

Le informazioni sulla violenza verso gli adolescenti omosessuali sono scarse e anche di questo aspetto si occuperà il progetto con gli altri partner europei: spagnoli, austriaci e polacchi. Previsti anche seminari alla facoltà di Scienze della Formazione per insegnanti e personale tecnico, quello che è a maggior contatto con gli studenti.

Alcuni mesi fa il tema del bullismo tornò alla ribalta delle cronache dei giornali, per 'episodio di quegli studenti che hanno picchiato e umiliato un loro compagno di classe down. In un istituto superiore nel'hinterland torinese, alcuni ragazzi presero di mira un compagno disabile e lo filmarono con il cellulare. Il filmato finì in rete e successivamente scattarono le indagini della magistratura per risalire al'identità dei responsabili. I giovani, oltre ad essere stati sospesi da scuola per tutta la durata del'anno, sono stati condannati a seguire un programma di recupero.


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