I giovani non sono solo le potenziali vittime o gli spettatori del bullismo, ma la prima e più formidabile linea di difesa. È da questo cambio di prospettiva, fondamento del percorso di prevenzione dei fenomeni di bullismo e discriminazione. Riflettori accesi all’Istituto Comprensivo “1Ariosto” di Arzano, dove lo scorso 25 febbraio è andato in scena il simposio “Oltre lo schermo: capire, prevenire e curare il disagio giovanile”, realizzato all’interno delle attività previste dal progetto AS.S.O. L’incontro ha segnato una tappa importante per l’istituto che, in qualità di scuola capofila sul territorio per il contrasto ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo, sta elaborando un ambizioso protocollo unificato con gli altri plessi della rete per standardizzare procedure di pronto intervento e supporto.
Regole scritte dai ragazzi e dalle ragazze, non calate dall’alto
Il convegno ha rappresentato un punto di arrivo di una fitta e meticolosa progettazione. All’Ariosto il nuovo regolamento interno è un abito “cucito su misura” dalle studentesse e dagli studenti stessi: uno strumento che parte dal basso affinché le regole di convivenza e il rispetto reciproco siano interiorizzati e profondamente condivisi, e non subiti come un’imposizione calata dall’alto.
La battaglia contro il bullismo omotransfobico e le discriminazioni
Durante l’incontro, moderato dalla Prof.ssa Clara Cesario (referente d’istituto per il bullismo), per la nostra associazione, Antinoo Arcigay Napoli, è intervenuto Antonello Sannino.
Sannino ha ribadito l’assoluta urgenza di sradicare lo stigma e decostruire i pregiudizi fin dai banchi di scuola. “Le parole hanno un peso e gli insulti basati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere lasciano cicatrici profonde nell’autostima dei ragazzi e delle ragazze“. La scuola ha il dovere di trasformarsi in una vera e propria “safe zone”, un baluardo di accoglienza dove le diversità vengono valorizzate e dove nessuna forma di discriminazione, isolamento o scherno deve trovare cittadinanza.
La rete istituzionale per la prevenzione
A fare gli onori di casa e ad aprire i lavori è stata la Dirigente Scolastica, la Dott.ssa Sabrina Di Lauro, che ha lasciato poi la parola a un panel di alto profilo istituzionale. L’Avvocato Annunziata Asseni ha tracciato il perimetro legale, chiarendo le responsabilità (anche genitoriali) e gli strumenti normativi a tutela dei minori. Cruciale il richiamo alla “responsabilità educativa condivisa” lanciato dal Capitano Valentina Bianchin, Comandante della Compagnia Carabinieri di Casoria, che ha ricordato il ruolo attivo dell’Arma nel presidiare il territorio, evidenziando il ruolo delle istituzioni e delle forze dell’ordine nella prevenzione e nel contrasto dei comportamenti a rischio. A completare il quadro, l’intervento della Dott.ssa Patrizia Palumbo, Presidente del Centro Antiviolenza “Dream Team Scampia”, che ha ribadito la centralità delle reti di supporto territoriale, e l’analisi lucida dello psicologo Raffaele D’Onofrio sulle complicanze emotive e relazionali dell’età adolescenziale.
Un nuovo logo contro il bullismo
A dimostrare che il seme della consapevolezza sta già dando i suoi frutti è stata la brillante partecipazione di una delegazione di studentesse e studenti di terza media, capaci di animare il dibattito con domande e riflessioni di grande maturità. La giornata si è infine chiusa all’insegna della creatività, con la premiazione della studentessa vincitrice del contest per il nuovo logo ufficiale della scuola dedicato al contrasto del bullismo.
Articolo tratto da https://www.arcigaynapoli.org/2026/03/03/la-scuola-sia-una-safe-zone-ad-arzano-la-rete-contro-il-bullismo-e-le-discriminazioni-riparte-dalle-studentesse-e-degli-studenti/
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