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Project “Rainbow Bonds: strategia per combattere la solitudine involontaria delle persone LGBTQIA+ in Italia”, finanziato con fondi dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese.
Project Code: OPM/2024/46030 – Ordinary Call for Proposals 2024
Grazie al sostegno dei fondi dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese, Arcigay ha promosso il progetto “Rainbow Bonds”, nato dai bisogni locali e a questi rivolto riguardo il fenomeno complesso e diffuso delle solitudini involontarie nella comunità LGBTQIA+.
Il contesto: cos’è la solitudine involontaria?
Contrariamente alla solitudine scelta come spazio rigenerativo, la solitudine involontaria è una condizione psicologica, relazionale e sociale vissuta come mancanza non desiderata di legami significativi e riconoscimento. Per le persone LGBTQIA+, questa condizione non è una fragilità personale, ma l’esito di dinamiche strutturali e sistemiche:
- minority Stress e stigma, il peso cronicizzato di discriminazioni, micro-aggressioni, rifiuto familiare o sociale ed emarginazione istituzionale produce iper-vigilanza e isolamento;
- norme culturali che svalutano i legami queer, le reti di cura alternative, le “famiglie scelte” e la pluralità affettiva;
- esclusione e invisibilità intersezionale per cui l’isolamento si intensifica quando l’identità LGBTQIA+ si intreccia a precarietà economica, disabilità, neurodivergenze, razzializzazione, background migratorio o età avanzata;
- barriere territoriali e nei servizi, dalla scarsità di spazi sicuri (soprattutto fuori dai grandi centri urbani) all’inadeguatezza dei servizi pubblici tradizionali.
Dalle giovani generazioni che affrontano il bullismo o il ritiro sociale, alle persone anziane prive di reti di cura formali e informali, fino alle soggettività trans e non binarie esposte a frequenti dinamiche di marginalizzazione, la solitudine ferisce il corpo e la salute mentale. Non serve “curare l’individuo”, serve trasformare il contesto.
Obiettivi del Progetto
Rainbow Bonds è nato per rafforzare la rete dei comitati Arcigay quali presidi territoriali di accoglienza, cura e mutuo aiuto, agendo su alcune leve:
- la formazione integrata per accrescere la consapevolezza e le competenze di 60 persone attiviste e volontarie operanti nei servizi di accoglienza e ascolto dei comitati Arcigay in Italia;
- fornire strumenti metodologici, come la mappatura degli spazi e scale di valutazione psicosociale per intercettare precocemente i contesti di ritiro e isolamento;
- promuovere pratiche replicabili (gruppi di auto-mutuo-aiuto, caffè sociali, iniziative culturali intergenerazionali, sportelli a bassa soglia, alleanze tra territorio e istituzioni) localmente;
- praticare una cultura della cura e delle alleanze intersezionali per costruire ponti e collaborazioni stabili tra le realtà locali istituzionali (scuola, servizi socio-sanitari) e non realtà del Terzo Settore e comunità locali per abbattere lo stigma e l’esclusione nelle realtà in cui le persone LGBTQIA+ realmente vivono;
Il Vademecum “Rainbow Bonds”
A coronamento del percorso di formazione e co-progettazione realizzato con i territori, è stato redatto il Vademecum “Rainbow Bonds”: uno strumento operativo e teorico a disposizione di volontari, operatori sociali, educatori e istituzioni, articolato in 5 moduli:
- definizione e cornice teorica, per comprendere le solitudini involontarie tramite la lente del minority stress, dell’eteronormatività e dell’isolamento esistenziale;
- le cause strutturali e intersezionali, dalle disuguaglianze socio-economiche al rifiuto familiare, dalle barriere nei servizi alla pressione della mascolinità normativa e al digital divide;
- gli impatti sulla salute e sui corpi, l’impronta somatica e psicosociale dell’isolamento su giovani, donne LBQ, persone trans/gender diverse, persone con HIV o neurodivergenti e anziani;
- una panoramica di modelli nazionali ed internazionali vincenti (dalla socializzazione informale agli eventi culturali, fino all’attività fisica adattata e alle campagne di visibilità);
- progettare il cambiamento (Spazi, Processi, Policy & Alleanze), Strumenti di monitoraggio, mappe d’azione (heatmap), definizioni dei ruoli e metodologie per stringere alleanze intergenerazionali e di contesto.
Eventi e impatto sul territorio
Il progetto ha realizzato cinque eventi territoriali di divulgazione e restituzione pubblica distribuiti in diversi contesti locali. Questi appuntamenti hanno costituito un’occasione di confronto aperto tra cittadinanza, istituzioni e stakeholder del Terzo Settore per disseminare le buone pratiche del percorso intrapreso e quella consapevolezza che la solitudine involontaria non sia una condizione individuale, ma un fenomeno strutturale che richiede risposte collettive, competenze specifiche e approcci inclusivi al fine di costruire e rafforzare una rete comunitaria fondata sulla solidarietà e sul riconoscimento.



