Onda Pride,  riparte oggi da Sanremo la resistenza LGBTQIA+: ecco il primo corteo della stagione

  

Onda Pride,  riparte oggi da Sanremo la resistenza LGBTQIA+: ecco il primo corteo della stagione

Piazzoni: “Mentre l’Olanda celebra 25 anni di matrimonio egualitario, la tv pubblica italiana sdogana l’insulto “finocchio”. Ma il 2026 è già l’anno in cui abbiamo ricominciato a vincere”

 

Sanremo, 11 aprile 2026L’Onda Pride 2026 prende ufficialmente il via oggi da Sanremo, nel luogo e nella data che ricordano la prima protesta pubblica del movimento LGBTQIA+ italiano. Era il 1972, il FUORI! (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano) sfidò per la prima volta l’omofobia di Stato davanti al Congresso internazionale di Sessuologia. Quella fu la Stonewall italiana. Oggi, 54 anni dopo, il movimento LGBTQIA+ torna in piazza e inaugura proprio a Sanremo la stagione 2026 dell’Onda Pride: sono già 42 i Pride che hanno annunciato la propria data, con l’obiettivo di superare il record di 60 cortei dello scorso anno. Si parte dunque oggi, 11 aprile, con il Sanremo Pride, che dà appuntamento alle 15 in piazza Colombo. Poi si va a maggio, il 16, con il Bergamo Pride e il Parma Pride, e il 30 maggio con l’Alessandria Pride e il Padova Pride. Il 6 giugno sfilano l’Ancona Marche Pride, il Forlì Pride, il La Spezia Pride, il Taranto Pride, il Torino Pride e il Monterotondo Pride; appuntamento il 13 giugno con il Rivolta Pride di Bologna, il Cuneo Pride, il Genova Liguria Pride, il Lecco Pride, il Pavia Pride, il Perugia Umbria Pride e il 14 giugno con l’Irpinia Pride; il 20 giugno tocca al Modena Pride, al Palermo Pride, al Roma Pride, al Varese Pride, al Treviso Pride mentre il 27 giugno scendono nelle strade il Cagliari Sardegna Pride, il Catania Pride, il Napoli Pride, il Verona Pride, il Giulianova Abruzzo Pride, il Milano Pride, lo Human Pride Taranto. Luglio si apre il· 4 con il Comacchio Pride e il Salerno Pride, e prosegue l’11 con l’Asti Pride, l’Egadi Pride, il Lodi Pride e il Ragusa Pride; appuntamento poi il 18 luglio con il Siracusa Pride e il 25 luglio con il Campobasso Molise Pride e il Rimini Pride. Infine, già confermati il 5 settembre il Savona Pride, 12 il Cologno Monzese-Brugherio Brianza Pride e il 26 settembre l’Aosta Pride (per aggiornamenti e nuove date: www.ondapride.it).

 

“Oggi, – dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, – siamo a Sanremo, dove tutto è cominciato. Nel 1972, un pugno di persone coraggiose scese in piazza contro un mondo che le voleva invisibili. Era un atto di pura resistenza. Oggi, 54 anni dopo, siamo in migliaia. Ma il paradosso è amaro: l’Italia di oggi assomiglia più a quella del 1972 che, ad esempio,  all’Olanda del 2001. Il 1° aprile 2001, ad Amsterdam, tre coppie di uomini e una coppia di donne si sposavano davanti a un sindaco. Era il primo matrimonio egualitario della storia. Oggi, in Olanda, ci sono ventenni che hanno sempre vissuto in un Paese dove due persone dello stesso sesso possono sposarsi. È normale, è ovvio, è  vita quotidiana. Noi invece viviamo in un’Italia dove non solo due persone dello stesso sesso non hanno accesso al matrimonio, ma addirittura la tv pubblica sdogana l’insulto ‘finocchio’ a cavallo del tg. Un’Italia dove il governo Meloni dice ‘no’ al matrimonio egualitario, ‘no’ al riconoscimento dei figli delle coppie arcobaleno, ‘no’ all’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, e ostacola in ogni modo i percorsi di affermazione di genere delle persone trans. Un’Italia che all’ONU respinge il 73% delle raccomandazioni sui diritti LGBTQIA+, allineandosi a Orbán e ai regimi illiberali. Non abbiamo fatto passi indietro, il Paese è stato spinto indietro da un governo che usa l’odio come collante sociale. Ma l’Onda Pride 2026 è qui per ricordare a questa maggioranza che non ci fermeranno: da Sanremo a Milano, da Palermo a Bologna, da Roma ad Aosta,  saremo in piazza, in decine di città grandi e piccole, per dire che un’altra Italia è possibile. Quella che non ha paura delle diversità, quella che guarda all’Olanda, e che non stigmatizza le persone LGBTQIA+, nei convegni, in tv, né in nessun altro luogo. A quell’Italia auguriamo Buon Pride: questo 2026 è già  l’anno in cui abbiamo ricominciato a vincere.”, conclude Piazzoni.

 


  •