Hiv, nuovo check point a Bergamo, il terzo in Italia. Arcigay: “Un atto importante nei confronti di un’epidemia mai sconfitta”

  
HIV, NUOVO CHECK POINT A BERGAMO, IL TERZO IN ITALIA. ARCIGAY: “UN ATTO IMPORTANTE NEI CONFRONTI DI UN'EPIDEMIA MAI SCONFITTA
Bologna, 18 giugno 2019 – Mercoledì 17 giugno a Bergamo sono iniziate le attività del Check Point di Bergamo, struttura voluta dall'amministrazione comunale in collaborazione con numerose realtà associative e dove tutti i mercoledì sarà possibile effettuare test hiv gratuiti e in anonimato. Il Check point di Bergamo è il terzo attivo in Italia, dopo Bologna e Milano, ed è una struttura extraospedaliera dedicata allo screening dell’infezione da Hiv e alla promozione della salute sessuale. “In tempi di ritrovata sensibilità nei confronti della salute pubblica – commenta Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay – l'inaugurazione di ieri ha un significato speciale, che è importante sottolineare. L'Hiv è un virus che da quasi 40 anni  tentiamo di combattere con armi spuntate e inefficaci: nonostante i progressi della scienza in questo ambito siano notevoli e le terapie attuali garantiscono una buona qualità della vità alle persone con Hiv, siamo lontani dal dirci anche solo in vantaggio in questa battaglia. Azioni come queste mostrano la volontà concreta di fare di più, perciò vanno senza dubbio accolte con entusiasmo, specie quando arrivano da territori come quelli di Bergamo, città colpita duramente dalla pandemia da coronavirus”. “La città di Bergamo – aggiunge Marco Arlati, presidente di Arcigay Bergamo Cives – è la seconda in Italia dopo Milano e la quarantesima in Europa a sottoscrivere il progetto fast track city. Un traguardo così importante per tutte le associazioni e gli enti che insieme ad Arcigay Bergamo Cives svilupperanno e renderanno reale questo progetto. Cives nasce 13 anni fa su due pilastri fondamentali, il primo è la lotta all’HIV e alla diffusione di buone prassi in ambito di salute sessuale, il secondo è essere punto di riferimento per tutti coloro che si sentono soli e sole in bergamasca. Siamo tutte e tutti sierocoinvolti e dobbiamo combattere contro lo stigma delle persone sieropositive.”, conclude.



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