Modena, giovane ucciso dal compagno. Arcigay: “Sessuofobia e omofobia sono armi fuori controllo”

  

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28 novembre 2017 – “Abbiamo appreso con dolore e rabbia dell’omicidio del giovane Leo e delle circostanze terribili che gli inquirenti stanno portando alla luce in queste ore”: lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. “Nel racconto della vicenda finora emerso – prosegue – sembra verificarsi lo spaventoso effetto delle pulsioni omofobe e sessuofobe che da sempre denunciamo. Una cultura che trasforma la sessualità e l’orientamento sessuale in fatti infamanti, mette armi pericolose nelle mani dei malintenzonati, dei violenti, degli irresponsabili, degli immaturi. A qualcuno non sembrerà vero di poter utilizzare questo crimine per rinvigorire l’odio verso la comunità straniera, ma nonostante sia certamente necessario riflettere e farsi carico del portato omofobo di alcune culture, è la stessa cronaca a contraddire clamorosamente queste letture: poche ore prima del delitto di Modena, di porn revenge, cioè di ricatti legati a foto hard, moriva suicida un’altra ragazza a Porto Torres, in un contesto degenerato che ha che fare soltanto con la nostra cultura. I discorsi sulla  sessualità consapevole, sugli orientamenti sessuali e sulle pratiche sessuali sono ancora tabù nel nostro Paese: la tv marchia i “baci gay” coi bollini rossi, le rappresentazioni delle relazioni tra persone dello stesso sesso sui media generalisti raccolgono proteste iraconde, i laboratori nelle scuole che cercano di trattare questi temi contano più nemici che alleati. Eppure è proprio questo stigma, cioè il voler bollare la sessualità, specie quella tra persone dello stesso sesso, come sbagliata e inopportuna, a fornire ai violenti la loro arma mortale e ad innescare spirali che in questo caso hanno portato addirittura all’omicidio. Dal canto nostro, trasmettiamo tutta la nostra vicinanza tanto alla famiglia e agli amici di Leo, quanto a chi voleva bene a Michela, la giovane morta suicida in Sardegna. La rabbia che queste morti ci suscita ci motiva a un impegno ancora più tenace nella nostra decennale battaglia per la liberazione sessuale di tutte e tutti”, conclude Piazzoni.


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